Negato il posto invalidi, “tanto la bimba non guida”

disabili cartello

La misura è colma, ha scritto sul suo profilo Facebook Cosimo, padre di una bambina disabile. Di fronte alla richiesta di un posto auto riservato, il medico della ASL ha risposto incredibilmente che non ne vedeva la necessità dato che “la bimba non guida, ci sarà sempre un adulto che possa darle una mano”.

La figlia di Cosimo ha 7 anni e si muove in carrozzina, e sono i genitori o i nonni a doverla sollevare laddove ci siano gradini o altri ostacoli. Il problema è che questi ostacoli non sono l’eccezione, ma la regola. “In via Simone Martini, dove abitiamo, il posto per invalidi più vicino è dall’altra parte della strada. Ma la strada, molto trafficata e a 4 corsie, è divisa da un alto spartitraffico con pochi varchi e strisce pedonali, dove per altro gli scivoli, incomprensibilmente, sono stati fatti solo su un lato! Le alternative del percorso casa-parcheggio sono quindi fare una gimcana di 300 metri, magari sotto la pioggia, in mezzo al traffico, o sollevare una carrozzina di 45 kg più i 25 della bambina per superare i vari gradini”, racconta Cosimo con amarezza.

Da quasi un anno stanno aspettando che vengano realizzati gli scivoli su tutti e due i lati del marciapiede, ma anche l’interessamento del consigliere Torselli non ha finora ottenuto nulla: “Un lavoro fatto a metà, quindi inutile – commenta Cosimo, che nel suo post, condiviso da centinaia di persone, ricorda le tante altre difficoltà a cui va incontro chi ha un disabile in famiglia: “Abbiamo appena saputo che il Comune sospenderà il servizio di scuolabus alla fine dell’anno scolastico… Questo perché non ci sono fondi o comunque questi fondi verranno destinati ad altro (magari ci faranno un altro bel giglio gigante a piazzale Michelangelo…). Niente trasporto quindi per mia figlia, che non potrà andare all’asilo né ai centri estivi. Dovremo arrangiarci, come sempre…”.

E non è finita: il governo Renzi nella recente legge di stabilità ha inserito nel calcolo dell’Isee pensioni e assegni di invalidità, come se quel minimo, risibile supporto offerto dallo Stato facesse diventare più ricche le famiglie. “Agli zoppi grucciate! – commenta Cosimo. Cosa credono i nostri politici, che con quegli spiccioli che ci passano ci facciamo le ville al mare?”.

(c.s.)

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