Niente mare per Rifiuti Zero: la battaglia continua

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Intervento di Rossano Ercolini su dove infuria lo scontro sulla realizzazione di un inceneritore inutile e dannoso, la democrazia è sempre più un fastidio e i confronti o avvengono in modo truccato (“si parla di tutto ma le decisioni sono prese”… E allora di cosa parliamo?) Oppure, come avvenuto per anni, non ci sono.

Le “Mamme No Inceneritore” hanno invocato un tavolo pubblico di confronto effettivamente svoltosi in Palazzo Vecchio il 24 luglio, al quale è intervenuto anche il sottoscritto, ma le condizioni minime ed ovvie poste sono state quelle di “sospendere almeno la conferenza dei servizi” perché non può esserci un confronto a 360 gradi e poi continuare il “business as usual”.

Ad oggi, segnali concreti in questo senso non ce ne sono stati, ed anzi tutto lascia intendere che Nardella voglia propendere per una “parodia del confronto” derubricato ad un inaccettabile ed autoritario “si discute solo di ciò che non mette in discussione decisioni già prese”. Beh, se questo è il tenore della disponibilità delle Istituzioni, nonostante il caldo viene il gelo alle ossa!

Ma la partita in gioco è troppo importante per salute, ambiente, democrazia e per la stessa possibilità economica di avviare sane iniziative di promozione di posti di lavoro, attraverso distretti industriali che mirino a recuperare preziosi materiali di scarto sempre più remunerati sul mercato. Per questo il 6 agosto NON ANDREMO AL MARE per affermare con forza che la battaglia non si chiuderà con l’eventuale “via libera” all’inceneritore “promesso” ad Hera.

Altre “trincee” molto scomode per il “Partito trasversale dell’industria sporca” verranno tracciate chiedendo conto di un sistema di gestione dei rifiuti inquinante, costoso, dissipativo di risorse e dei soldi dei cittadini.

Continua ad essere clamoroso che, a fronte di progetti alternativi posti alla attenzione da almeno 10 anni dai comitati e basati sull’approccio Zero Waste (che sta sempre più trovando riscontro con successo in Italia e nel mondo), le Istituzioni non solo non abbiano aperto un minimo confronto ma abbiano assunto in modo dogmatico il “pensiero unico” dell’incenerimento. Poco importa se Firenze e la Toscana brillano per “inibire” le buone pratiche con raccolte differenziate ormai nettamente inferiori a Campania e Sardegna. Poco importa se i cittadini fiorentini e toscani sono costretti a pagare onerose “addizionali” per il mancato raggiungimento dei minimi percentuali normativi previsti relegando i cittadini di questa regione in una sorta di “serie B” dove regnano ancora le “centralità” del megacassonetto stradale e degli smaltimenti sia in discarica che negli inceneritori (non dimentichiamo che mentre nell’area fiorentina avviene questo, anche a Scarlino si vuole incredibilmente riavviare un inceneritore chiuso per legge!).

Ecco perchè Zero Waste Italy (con il pieno sostegno di Zero Waste Europe) ed il sottoscritto ci saranno a “marcare il territorio” il 6 agosto a fianco delle comunità che non vogliono “essere asfaltate”. Ecco perché il sottoscritto, con una delegazione di Zero Waste Italy, parteciperà anche il 30 luglio all’assemblea pubblica in Piazza Vittorio che si terrà a Sesto Fiorentino per contribuire a mettere a punto le mosse successive. Non a caso a Sesto Fiorentino la neosindaca Biagiotti ha già dovuto fare le valige ed ora è arrivato il commissario…

Eppure dovrebbero saperlo…
Con “un pensiero unico” non si va da molte parti, invece con i “dieci passi Rifiuti Zero” si va lontano… Verso il futuro!

Rossano Ercolini

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