Case popolari, di male in peggio

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Cecilia Stefani per l’Altracittà

Il diritto alla casa è sotto attacco. Si susseguono in questi giorni notizie allarmanti per tutti quelli che ancora non hanno un alloggio stabile, o hanno problemi a pagare l’affitto, o da anni aspettano l’assegnazione di una casa popolare e magari nel frattempo vivono in uno stabile occupato.

Non bastava il ministro Lupi a mostrare i denti alle occupazioni, togliendo il diritto agli allacci alle utenze con il suo vergognoso Piano Casa. Adesso arriva la nuova legge regionale sulla casa a castigare i più poveri, soprattutto quelli che non si rassegnano ma, occupando, si aiutano da soli. Con il pretesto della legalità e del rigore, si irrigidisce un sistema già incapace di far fronte al bisogno, ovvero: siccome non ci sono i soldi né le case popolari, si accorciano le liste ERP inventandosi nuovi criteri.

Li riassume così il Movimento Lotta per la casa: “Un insieme di normative modificate non riconoscono di fatto gli sfrattati per “morosità incolpevole” nei punteggi di assegnazione; la presenza nel territorio per residenza o lavoro stabile viene portata da due a cinque anni; chiunque abbia titoli di proprietà (fosse un pezzo di terreno o un garage) in qualsiasi parte del pianeta viene escluso dal bando; chiunque abbia occupato alloggi nei 5 anni precedenti il bando viene immediatamente escluso”.

Quest’ultima norma è particolarmente odiosa perché costringerà tanti, nel miraggio della casa popolare, ad accettare i famosi “percorsi” dei servizi sociali, che includono spesso lo smembramento delle famiglie o la permanenza in strutture. Strutture a gestione spesso privata, come gli affittacamere, che potranno continuare ad arricchirsi coi soldi pubblici ospitando a caro prezzo gli sfrattati.

E di sfratti ce ne saranno a centinaia, visto che il governo quest’anno non ha concesso la consueta proroga per famiglie in difficoltà. Secondo il Sunia, sarebbero 100 solo a gennaio gli sfratti possibili a Firenze, per la maggior parte a carico di anziani, malati e famiglie con bambini. Patetica la risposta del Comune per bocca dell’assessore Funaro, che parla di 12 – sì, ben dodici! – alloggi volano per i quali manca ancora il gestore…

Intanto, la proposta di acquisto di case invendute rivolta da Palazzo Vecchio ai costruttori è stata un fiasco totale, zero risposte. Non si sa quanti siano gli alloggi invenduti e disabitati a Firenze, ma certo non pochi: basti pensare al casermone di via Pistoiese, che resterà incompiuto visto il fallimento del Consorzio Etruria. Stessa sorte per i palazzi in zona Ipercoop a Sesto… E chissà quanti altri appartamenti vuoti, costruiti con le agevolazioni del glorioso piano “Ventimila alloggi in affitto”, già finito sotto inchiesta della magistratura… [per una riflessione sulla situazione rimandiamo al nostro articolo Emergenza casa, la storia dei piaggesi Hassan e Vittoria è la storia di un Paese infame]

In questo panorama, suonano paradossali e offensive le parole dell’Assessore Saccardi, preoccupata di prevenire “abusi e speculazioni” sulle case popolari… da parte di chi le abita!

In questa legge che non a caso piace alla destra, che quasi ne rivendica la paternità, l’unica nota positiva è la possibilità di assegnazione degli alloggi ERP da ristrutturare affidando i lavori direttamente all’inquilino. Questa novità potrebbe rendere finalmente disponibile almeno una parte dei tanti appartamenti (quasi 200 solo a Firenze) chiusi e murati da anni.

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