Gioco d’azzardo tra dipendenza e mafie. Giovedì 21 se ne parla alle Piagge con “Libera”

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La Comunità delle Piagge, da sempre attiva contro il gioco d’azzardo, organizza l’incontro di domani insieme a Libera. Cantieri Solidali, espressione politica della Comunità, e Adriana Alberici, attivista piaggese e consigliera al Q5 con la lista di cittadinanza perUnaltracittà, hanno mappato le aree a rischio del territorio, studiato il fenomeno e avviato il dibattito pubblico su un regolamento comunale che protegga dal fenomeno le fasce più deboli della popolazione (vedi qui). Le richieste all’amministrazione comunale e alle istituzioni vertono su una maggiore capacità di controllo, sul sostegno ai gruppi di aiuto-aiuto, sulla promozione di studi che monitorino gli effetti del gioco tra i giovani e sullo stanziamento di risorse per curare e prevenire il disagio.

Sara Capolungo per l’Altracittà

“Quando il gioco si fa duro le mafie cominciano a giocare”. È il titolo di “Azzardopoli”, il dossier di Libera sul gioco d’azzardo, inquietante intreccio tra dipendenza e mafie, che sarà al centro del dibattito organizzato a Firenze, il 21 febbraio prossimo, da Libera, Comunità delle Piagge – che è parte di Libera – e Istituto Comprensivo Gandhi, all’interno degli eventi preparatori della “XVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime delle Mafie”, che si terrà, sempre a Firenze, il 16 marzo.

Dal dossier emergono numeri e intrecci preoccupanti: in Italia si spendono ben 1260 euro a testa (neonati compresi) per tentare la fortuna tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. E dove si stimano 800mila persone dipendenti da gioco d’azzardo, e quasi 2milioni i giocatori a rischio, per un fatturato legale di circa 76,1 milioni di euro a cui si devono aggiungere, con stima al ribasso, 10 miliardi di quello illegale. Un giro d’affari che fa del gioco d’azzardo la “terza impresa” italiana, l’unica con un bilancio sempre attivo e che non risente della crisi. “Con 76,1 miliardi di euro di fatturato legale, l’Italia occupa il primo posto in Europa e il terzo posto tra i paesi che giocano di più al mondo. Per rendere l’idea,- commenta Libera- 76,1 miliardi sono l’equivalente di quattro Finanziarie normali, una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione”.

Il dossier “Azzardopoli” fotografa con storie e numeri una vera calamità economica, sociale e criminale: sono ben 41 i clan che gestiscono “i giochi delle mafie” e fanno saltare il banco. Da Chivasso a Caltanissetta, passando per la via Emilia e la Capitale, con i soliti noti seduti al “tavolo verde”: dai Casalesi di Bidognetti ai Mallardo, da Santapaola ai Condello, dai Mancuso ai Cava, dai Lo Piccolo agli Schiavone. Sono ben dieci le Procure della Repubblica distrettuali antimafia che nell’ultimo anno hanno effettuati indagini, tra cui quelle di Firenze, Bologna, Lecce, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma. E sono 22 le città dove nel 2010 sono stati effettuate indagini e operazioni delle Forze di Polizia, con arresti e sequestri riferibili alla criminalità organizzata.

“Sono tante, svariate e di vera fantasia criminale i modi e le tipologie per fare bingo: – precisa Libera- dalle infiltrazioni nelle società di gestione di punti scommesse e di Sale Bingo, che si prestano in modo “legale” ad essere le “lavanderie” per riciclaggio di soldi sporchi, all’imposizione di noleggio di apparecchi di videogiochi, fino alla gestione di bische clandestine, toto nero e clandestino; e poi le sale giochi utilizzate per adescare le persone in difficoltà, bisognose di soldi, che diventano vittime dell’usura”.

L’incontro è previsto per giovedì 21 febbraio alle ore 17.00, presso la Scuola Paolo Uccello in via Pistoiese. Saranno presenti Don Luigi Ciotti, un rappresentante della Comunità delle Piagge, alcuni membri dell’Associazione Giocatori Anonimi di Firenze, Don Armando Zappolini e Fabrizio Mariani.

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