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  • Prima Kazzenger poi la Scienza. La strana storia del “fantasma renziano” di Leonardo da Vinci

    Postato lunedì 12 marzo 2012 e inserito in Politica. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

    Prima Kazzenger poi la Scienza. La strana storia del “fantasma renziano” di Leonardo da Vinci

    Tracce di colori e una cavità nel muro che ha preservato l’affresco per secoli: ecco quali sono le scoperte che oggi fanno dire al sindaco di Firenze, dopo mesi di pseudo ricerche, che la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci potrebbe esistere davvero dietro la parete est del Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

    L’operazione appare sempre più una mera azione di marketing voluta da Matteo Renzi e finanziata dal National Geographic per produrre uno speciale da infarcire di pubblicità. Ne abbiamo già ragionato nell’articolo dello storico dell’arte Tomaso Montanari che abbiamo voluto titolare “Kazzenger Renzi e l’uso dell’arte come arma di distrazione di massa“. Contribuiamo a fare chiarezza riportando altre dichiarazioni di Montanari e quelle di Ornella De Zordo di perUnaltracittà che concordano su un fatto. I risultati sono risultati non verificati da un’autorità terza rispetto all’equipe che effettua la ricerca. Del resto l’indipendenza di giudizio non è certo amata dalla politica italiana oggi al potere e il conflitto di interesse ha ormai inquinato ogni ambito della pubblica amministrazione.

    ”La conferenza stampa di Palazzo Vecchio ci riporta ad una dimensione pregalileiana della conoscenza: i risultati provengono da un laboratorio privato, e non sono stati verificati da nessun istituto terzo rispetto al team che guida una ricerca che gli stessi promotori hanno definito finalizzata al marketing” ha detto Tomaso Montanari dell’università Federico II di Napoli, che ha polemizzato a lungo sulla ricerca renziana dell’affresco della Battaglia di Anghiari. “Si chiede di ‘credere’, non di verificare un risultato scientifico – sostiene Montanari. Se davvero i dati sono così clamorosamente a favore della presenza della Battaglia di Anghiari, Seracini avrebbe avuto tutto l’interesse a far ripetere gli esperimenti all’Opificio: perché non lo ha fatto? Per come sono stati forniti, questi dati non cambiano la situazione di una virgola – conclude. E ciò che Renzi ha detto al ministro Ornaghi (circa un proseguimento più esteso della ricerca) conferma che il sindaco di Firenze non ha purtroppo la più pallida idea di cosa sia il patrimonio storico e artistico italiano“.

    Anche per Ornella De Zordo l’Opificio delle Pietre dure è centrale nella vicenda, perché “avrebbe dovuto fare le controanalisi ai campioni di materiale prelevato dalla parete del Salone dei Cinquecento dall’equipe dell’ing. Seracini. Ma le analisi dell’Opificio non sono ancora finite – ha aggiunto De Zordo – come ci è stato confermato nella risposta alla nostra domanda d’attualità presentata stamattina. La conferenza stampa che il sindaco ha programmato per oggi ha anticipato gli accertamenti del laboratorio dell’Opificio e ha riportato il solo parere di laboratori privati scelti dagli stessi che stanno portando avanti la ricerca. E così la ricerca continua senza le controanalisi di un soggetto terzo”.

    “Pare evidente che su questa accellerata hanno giocato molto gli appuntamenti mediatici già fissati rispettivamente per il 18 e 19 marzo con il National Geographic Channel e Voyager. Avevamo chiesto in conferenza dei capigruppo che il sindaco venisse a riferire anche in Consiglio le novità che ha presentato alla stampa, ma questo non è avvenuto, evidentemente per sua non disponibilità. Delle due l’una: o il Consiglio comunale viene tenuto fuori da importanti rivelazioni su quella che è stata presentata come la scoperta del secolo, o grandi novità e notizie vere non ce ne sono (come peraltro ha sostenuto lo stesso presidente del Consiglio comunale) e le parole di Renzi sono solo un momento di comunicazione per tenere l’attenzione sul lavoro di ricerca dopo tutte le critiche che sono piovute addosso da tecnici e studiosi. Per noi una notizia vera sarebbe stato il giudizio tecnico espresso dai laboratori dell’Opificio delle Pietre dure, che, appunto, è mancante. Perché per ora gli esiti sono unilaterali e il committente ha giudicato se stesso; su questa base si é deciso di procedere”, conclude De Zordo.


    Un commento a “Prima Kazzenger poi la Scienza. La strana storia del “fantasma renziano” di Leonardo da Vinci”

    1. Ducciomarzo 13th, 2012 - 10:59

      Kazzenger è favoloso. E l’avevo pensato anche io ;-)

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