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giovedì 22 aprile 2010 e inserito in Piagge, Diritti, Idee.
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di Cristiano Lucchi
Alessandro Santoro torna alle Piagge, nella Comunità che ha contribuito a fondare nel 1995. Riprende così l’azione comune nel quartiere interrotta il 26 ottobre con l’esilio voluto da monsignor Giuseppe Betori, vescovo di Firenze, dopo il matrimonio tra Sandra e Fortunato (qui la storia).
Lo annuncia un comunicato della Curia in cui si riferisce che “la decisione è avvenuta dopo che nei giorni scorsi don Santoro ha scritto una lettera all’arcivescovo nella quale “si rende conto di aver provocato disagio e turbamento in buona parte della comunità ecclesiale e presbiterale” nonché afferma di volere “continuare ad essere prete in comunione con tutta la realtà ecclesiale” ed infine di “aver provocato” “anche se senza volere”, “un’incrinatura” in questa comunione.”
Prima messa alle Piagge, il 25 aprile, il giorno in cui la Comunità ha organizzato la ZAP, Zona Altamente Partigiana. Si festeggia la Liberazione, che da quest’anno avrà, se possibile, ancora maggior senso, almeno per noi.
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molto interessante e anche se fosse una mossa per tornare a occuparsi della sua comunità questa di alessandro è una occasione di intelligenza e di ricerca.
su questi temi che hanno causato la rottura, il dubbio, la rabbia, ecc deve essere versato tanto sapere, dolore e impegno perchè le azioni anche quelle eclatanti di bandiera sono imprecise, orgogliose, unilaterali
e per i grandi amori le grandi questioni ci vuole il coraggio individuale e il bene universale…l’ascolto sottile del soffio..del respiro….
sono molto contenta, ci vediamo Domenica!
Il documento completo della Curia.
Dopo un periodo di dialogo con don Alessandro Santoro,l’incontro con la
comunità della Piagge e un costante confronto con gli organismi di
partecipazione al governo pastorale della diocesi (collegio dei consultori,
consiglio presbiterale, consiglio pastorale), l’arcivescovo di Firenze mons.
Giuseppe Betori ha preso atto che il periodo di riflessione e preghiera
chiesto a don Santoro dopo la celebrazione del 25 ottobre scorso ha prodotto
nel sacerdote quanto auspicato al momento in cui fu sollevato dall’incarico
di cappellano delle Piagge. Mons. Betori ha deciso quindi di reinserire don
Santoro nel ministero attivo. La decisione è avvenuta dopo che nei giorni
scorsi don Santoro ha scritto una lettera all’arcivescovo nella quale “si
rende conto di aver provocato disagio e turbamento in buona parte della
comunità ecclesiale e presbiterale” nonché afferma di volere “continuare ad
essere prete in comunione con tutta la realtà ecclesiale” ed infine di “aver
provocato” “anche se senza volere”, “un’incrinatura” in questa comunione.
Don Santoro conclude la sua lettera scrivendo al vescovo che qualora
dovessero presentarsi “situazioni particolari” e ‘al limite’”, in nome
della comunione con “il corpo ecclesiale” lui le sottoporrà “alla
riflessione sua (dell’arcivescovo n.d.r.) e degli organismi ecclesiali
interessati”. L’arcivescovo dopo essersi consultato stamani con il
consiglio presbiterale ha incontrato nel pomeriggio don Santoro che ha
sottoscritto la professione di fede e il giuramento di fedeltà consueti per
chi assume un ufficio da esercitare a nome della Chiesa, come ad esempio
accade per i parroci. Nella formula, dopo la recita del Credo, si giura sul
Vangelo fedeltà al Signore, alla sua Parola, alla Chiesa e alla dottrina del
suo Magistero. E ci si impegna all’osservanza della disciplina della Chiesa
e delle direttive del Vescovo (vedi allegato). L’arcivescovo alla luce di
questi passaggi ha ritenuto anche opportuno che il ministero di don Santoro
continuasse alla cappellania delle Piagge a partire da domenica prossima
“per il periodo adeguato – come scritto dallo stesso don Santoro al
consiglio presbiterale del febbraio scorso – a “finire il lavoro”, cioè
accompagnare la comunità a crescere nel cammino di fede e a maturare in
autonomia e ecclesialità”. Mons. Betori ringrazia la Fraternità di Romena
per aver accolto don Alessandro Santoro in questo periodo di riflessione e
preghiera, e don Renzo Rossi, che nello stesso periodo ha svolto il ruolo di
cappellano alle Piagge con esemplare generosità, attenzione umana e spirito
ecclesiale.
L’arcivescovo di Firenze sulla vicenda dichiara:
“Dopo un fraterno dialogo con don Alessandro Santoro, ho preso atto della
lettera con cui il sacerdote ha riconosciuto che la celebrazione da lui
compiuta il 25 ottobre 2009 alle Piagge, è stata lesiva della comunione
ecclesiale, con conseguenze che sono andate al di là delle intenzioni
soggettive.
Riconosciuto il pentimento del sacerdote e il suo dispiacere per il
turbamento arrecato ai fedeli e al presbiterio, ho considerato concluso il
periodo di sospensione disposto per don Santoro per un particolare esercizio
di riflessione e preghiera, e l’ho reintegrato nell’ufficio di cappellano
delle Piagge, in vista di accompagnare l’esperienza lì avviata a una più
adeguata maturità nell’impegno ecclesiale e sociale. Don Santoro riprenderà
il suo servizio alle Piagge a partire da domenica 25 aprile p.v.
Nell’assumere l’incarico don Santoro ha sottoscritto la formula di fede e il
giuramento previsto dalla normativa canonica, in segno di piena adesione
alla dottrina della Chiesa e di obbedienza al Vescovo diocesano.
Auspico che questa soluzione della vicenda, raggiunta grazie alla
disponibilità e alla fiducia da parte di tutti, costituisca un nuovo inizio
per il servizio pastorale di don Santoro e per la vita ecclesiale della
gente delle Piagge e l’intera Chiesa fiorentina si senta richiamata alla
fedeltà verso la fede e gli ordinamenti ecclesiali e non meno
all’accoglienza delle persone secondo i principi evangelici della verità e
della misericordia”.
Siamo contenti e felici per ale e per tutta la comunità!
Vorremmo tanto essere lì con voi per celebrare e festeggiare questo bellissimo momento ma purtroppo domenica non potremo esserci…però vi penseremo tanto!
Ciao a tutti!
sono di milano ma vado spesso a romena e, l’ unica mia consolazione in tutto questo, è di avere conosciuto personalmente don alessandro.
leggendo questo documento della curia mi si stringe il cuore perché ancora una volta la gerarchia ecclesiale ha perso l’ occasione di di “incarnarsi” nella realtà della gente, di sedersi accanto per condividere le gioie, le sofferenze e le responsabilità, preferendo invece, come sempre, sentenziare dall’ alto di un’ autorità che si autoriconoscono e che li separa sempre più dalla gente comune. sembra che l’ unico scopo sia uscirne “imbiancati”.
esprimo quindi la mia grande gioia per il ritorno di don alessandro, con una punta di tristezza perché non si è voluto farne occasione di crescita conune.
non potrò essere alle piagge con voi domani ma vi sarò vicina con il cuore
giusi
sono ultrafelice per ale e per la comunità delle piagge,ed anche per me , perchè mi è mancata la sua guida spirituale. Domani se nn sopraggiungono imprevisti ci sarò, un abbraccio grande a tutta la comunità,che tanto si è prodigata per far si che questo fosse possibile
Non capisco le vostra felicita’ nel sapere del ritorno di Don Santoro.
Dalle motiviazioni riportate mi sembra che non ci sia assolutamente niente di cui essere orgogliosi. Il reintegro nelle sue funzioni non e’ dettato da nessun tipo di analisi interna alla gerarchia ecclesiastica. Don Alessandro avvicinava, nella sua interpretazione del vangelo, molte persone alla parola di Gesu’, andando ad evangelizzare quella componente sociale che dogmi e gerarchia tenevano lontano. Questo era la reale tristezza della sua rimozione quel 25 Ottobre, nessuna possibilita’ di dialogo all’interno della chiesa.
Con le proprie scuse Don Santoro riconosce la Monarchia assoluta andando a contraddire quello che era il suo percorso di fede.
@ Niccolo’
Ma cosa dici? Mi sembra ovvio che ci sia da festeggiare!
E’ tornato l’indubbio punto di riferimento della comunità!!
Chiedere scusa per avere scandalizzato qualcuno NON vuol dire PENTIRSI o dire di aver sbagliato!! Quella lettera mi sembra un ottimo compromesso e non vedo perché andare a cercare il pelo nell’uovo..!
Non e’ cercare il pelo nell’uovo, ma con le lettere ricevute precedentemente Don Santoro sapeva che quel gesto avrebbe provocato una reazione.
“Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va”, questa il sentimento che pensavo Don Santoro provasse per come e’ stato trattato e per come ha messo in luce tutta l’ipocrisia cattolica.
Ho sempre grandissima stima della persona, ma trovo che non saputo gestire la situazione che si e’ andato a creare.
Prima di questo che ora è successo,scrivevo criticamente alcune osservazioni e chiedevo verità.Ora dopo la “messa” dico solo una parola,non ha vinto don santoro,non ha vinto la chiesa e soprattutto non ha vinto il Vangelo dei poveri,hanno vinto solo i tre o quattro guro comandanti di questa “comunità” o meglio questa cosa che esiste.Il Signore Gesù quello del vangelo farà la sua semina e provocherà la conversione.
aldilà di tutte le parole, coraggio!…dopo aprile viene maggio
1° MAGGIO
SOLIDALE E ANTIRAZZISTA
una giornata di incontri, iniziative, festa e lotta
ore 16:30 assemblea “Accoglienza per tutti/e, solidarietà per essere più sicuri”
e inoltre animazione per bambini, laboratori, musica
FIRENZE Piazza S. M. Novella dalle ore 15.30
Di fronte al crescente clima di razzismo e discriminazione è fondamentale sviluppare l’unità,
l’incontro e la convergenza più ampia possibile per affermare e consolidare un antirazzismo
radicale e coerente in questo paese e nella città in cui viviamo.
C’è bisogno di espandere e rafforzare la solidarietà attiva ed organizzata per contrastare
tutti gli atti razzisti nella quotidianità, a partire da quelli che le istituzioni cittadine da tempo
mettono in pratica, come il decreto per il decoro pubblico contro i più deboli ed emarginati e
le denunce per reati di clandestinità. Allo stesso tempo è necessario fronteggiare i peggiori
disvalori maschilisti, razzisti, egoisti che crescono tra tanta gente, e che alimentano
l’aggressività delle destre. Infatti da tempo si susseguono gravi episodi di pestaggi di
persone immigrate, senza tetto, omosessuali e transessuali per mano di giovani di estrema
destra; episodi che richiedono la massima reazione solidale da parte di tutti.
Raccogliamo l’appello lanciato dal Coordinamento nazionale StopRazzismo di promuovere in
continuità con la piattaforma della manifestazione antirazzista del 17 ottobre una giornata di
mobilitazione nazionale per il 1° maggio con iniziative locali.
Facciamo appello alle realtà e alle associazioni antirazziste e di volontariato, alle comunità di
immigrati, ai Comitati solidali e antirazzisti, alle forze politiche e sindacali e a tutte le persone
solidali per costruire unitariamente un 1° maggio solidale e antirazzista su questi contenuti:
Accoglienza regolarizzazione e per tutti/e
No al pacchetto sicurezza
Contro ogni forma di razzismo e di discriminazione
Contro la violenza nei confronti delle donne, degli omosessuali, delle diversità
Solidarietà tra lavoratori immigrati e italiani
Solidarietà con le lotte dei lavoratori contro gli attacchi padronali e governativi
Socialismo rivoluzionario ; Associazione 3 Febbraio – Firenze ; Unicobas ; Comitato Solidale Antirazzista Amistad ;
Comitato Solidale Antirazzista Vite impegnative ; Comitato Solidale Antirazzista Iqbal – Bagno a Ripoli ; Comitato
Solidale Antirazzista StopRazzismo – Prato ; Comitato Solidale Antirazzista Macchiavelli – Capponi ; Comitato
Solidale Antirazzista La via della libertà ; Comitato Solidale Antirazzista Terra di tutti ; Fucina per la nonviolenza di
Firenze ; Perunaltracittà ; Partito Umanista Internazionale ; RdB CUB – Firenze ; Convergenza delle Culture ;
Associazione il Muretto – Le Piagge ; Cobas Comune di Firenze
Info e adesioni: 1maggio2010solidale@gmail.com – tel. 055 2302015
Don Rino?!? Che hai scritto anche qui? Hai vinto te, va bene? Sei contento ora? Ci sta che tu vada anche in paradisoooo…
Io sto con Don Alessandro Santoro perché sono battezzata nel nome di Cristo, che ha elaborato una Rivoluzione culturale: contro il sacrificio di qualsiasi essere vivente e occorre lottare per la realizzazione del Regno di Dio secondo principi di Giustizia sociale sulla Terra.
Ancora più forte del comandamento “Non uccidere”, c’è quello che detta la propria coscienza, la propria dimensione etica, al di là di ogni professione religiosa: cioè “Ama” e sarai amato.
Tolstòj l’ha già detto e con parole mirabili, con pagine eterne.
Grazie Ale, Grazie Le Piagge.
(e l’ho detto anche domenica scorsa alla preghiera dei fedeli alle Piagge, indi ne vado fierissima di questa consapevolezza, che è una forza espansibile meravigliosa e gioiosa o amore).
Grazie ospitalità,
AB
Questo “compromesso” dimostra la forza e la saggezza di don Santoro e pochezza della gerarchia.
Bentornato don Santoro.