L’integrazione vien mangiando, in Garfagnana e Valle del Serchio

Gabriel e Laura

Ospitare a cena un ragazzo nigeriano, cucinare per lui i tordelli e potergli chiedere cosa lo ha spinto a venire fin qui su un barcone. Lo ha potuto fare una delle famiglie che hanno aderito al progetto di “integrazione a domicilio” della Cooperativa Odissea. “Aggiungi un posto a Tavola” è il titolo di questa iniziativa, nata nella Valle del Serchio e patrocinata da 4 piccoli comuni montani: Borgo a Mozzano, Castelnuovo Garfagnana, Fabbriche di Vergemoli e Pieve Fosciana. “Le famiglie che aderiscono si impegnano ad organizzare una cena alla quale è invitato un rifugiato o un richiedente asilo politico che sarà accompagnato da uno dei nostri operatori” commenta Letizia Dini di Odissea, ideatrice ed educatrice del progetto, “un modo per far conoscere da vicino a chi lo vuole cosa è il sistema di accoglienza e le storie che i migranti portano con sé, e allo stesso tempo dare la possibilità ai richiedenti asilo di entrare in contatto con persone, tradizioni e prodotti tipici del paese che li ospita”.

Molto spesso la paura e la diffidenza, sovralimentate da un odioso allarmismo mediatico, derivano da una sostanziale ignoranza del fenomeno migratorio e della questione rifugiati. Il progetto punta proprio sulla conoscenza diretta tra la persone per sgretolare quei pregiudizi e quelle false convinzioni da cui nasce il razzismo. Il simbolo scelto è infatti un martello, che viene regalato agli ospitanti e rappresenta la forza di chi vuole abbattere muri per creare ponti verso un futuro veramente umano.

Al momento sono qualche decina le adesioni al progetto e già 5 sono le famiglie visitate dagli operatori e dagli ospiti della Cooperativa Odissea. Eros Tetti, coordinatore d’area, ci racconta: “Alcune delle famiglie erano anche molto scettiche, ma hanno colto l’opportunità di vivere un’esperienza intensa. Ad esempio l’incontro con una madre ivoriana, che ha lasciato i propri figli a dei parenti per cercare qui un futuro migliore anche per loro, ha fatto subito scattare un sentimento di solidarietà e di vicinanza che le immagini della tv non possono suscitare”.

Gli ospiti delle famiglie sono scelti tra rifugiati o richiedenti asilo già presenti sul territorio da diverso tempo e con una buona conoscenza dell’italiano. La cooperativa Odissea infatti organizza per loro corsi di lingua, formazione lavoro e tirocini. “Gestiamo 12 centri CAS (Centri accoglienza straordinaria) e 2 Sprar – ci spiega Eros – ma lo standard è comunque quello di uno Sprar, cioè più elevato, con personale qualificato e una pluralità di servizi”.

Il progetto si concluderà con una mostra e una cena finale, alla quale saranno invitate le famiglie che hanno aderito, dove stavolta saranno i richiedenti asilo a cucinare piatti tipici della loro tradizione.

Per partecipare occorre richiedere il modulo di adesione, per telefono Letizia (347.0626657), Silvia (345.2281557), Arianna (327.2557313) o scrivendo a info.aggiungiunpostoatavola@gmail.com

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