Un atlante di educazione alla pace


Lunedì 21 novembre alle ore 21 presso il Centro Sociale Il Pozzo ci sarà un incontro di presentazione della settima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti, un manuale di educazione alla pace che parte dalla conoscenza delle ragioni della guerra.
Pensato come un vero e proprio atlante, il libro è un annuario aggiornato dei conflitti in atto sul Pianeta per avere un’informazione completa e approfondita. L’intento è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, far capire perché si combatte e chi sono gli attori. La pubblicazione è stata realizzata dall’Associazione Culturale 46° Parallelo, composta da numerosi corrispondenti di guerra e professionisti dell’informazione.

Alla serata partecipano:
Raffaele Crocco (inviato di guerra, direttore de “L’atlante delle guerre e dei conflitti”)
Alice Pistolesi (redattrice de”L’atlante delle guerre e dei conflitti”)
il Comitato Fermiamo la guerra di Firenze
Alessandro Santoro prete delle Piagge

Centro Sociale Il Pozzo – Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin 2 – Firenze

“…la guerra esiste, è qui, ce l’abbiamo tra i piedi.
Provate: chiedete se in questo momento siamo in guerra, se l’Italia è un Paese in guerra, la risposta comune è che no, non lo siamo. Domandando se il Mondo è in guerra, 9 su 10 otterrete la stessa risposta, magari con il distinguo che sì, da qualche parte, lontano, si combatte, si muore. Pochi si rendono conto che si vive quotidianamente in guerra. Migliaia di nostri soldati, ora, in questo preciso istante, sono schierati su più fronti, nel Mondo, dove si combatte.
Sono lì in missione di pace, è vero, ma di fatto loro sono in guerra, cioè sono armati, addestrati, attrezzati per combattere. Questo significa – al di là di ogni posizione ideale – che il Paese, vale a dire ognuno di noi, sopporta spese immense per mantenere uomini, aerei, carri armati, elicotteri nelle condizioni di efficienza indispensabili per salvare la vita – e ci mancherebbe – ai nostri soldati e per portare a termine la missione che è stata loro assegnata. È una missione di pace, che crea però una economia di guerra permanente.
La parola chiave è questa: permanente. L’Italia è costantemente in guerra da almeno 15 anni.
Il Mondo è permanentemente in guerra da sempre. In questo istante, mentre leggete, in almeno una quarantina di Paesi o regioni ci si ammazza, si lotta per conquistare il potere, il controllo delle risorse naturali, per affermare idee più o meno buone.
La guerra, quindi, resta la sola costante della vita umana, ci piaccia o meno dirlo. Ed essendo una costante, incide sulla nostra vita attraverso l’economia, le idee, le scelte dei governi, anche dei nostri governi democratici.
La differenza è che fingiamo di non rendercene conto. Non ne parliamo”.