Arriva Renzi, vietato protestare

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La Questura di Firenze ha vietato il corteo contro le politiche del governo previsto – da settimane – per domani sabato 5 novembre. Domani saranno presenti in città il presidente del Consiglio e molti altri esponenti del Governo, in occasione della “Leopolda 7”, la Leopolda del popolo, secondo la definizione Renzi. Il popolo, però, non potrà raggiungere la Leopolda, e nemmeno sfilare per le vie del centro, per “motivi di ordine pubblico”. Secondo le direttive della Questura, i vari gruppi di dissenso – dai sindacati di base a chi dice No al referendum, dalle Mamme no inceneritore al Movimento lotta per la casa, dagli studenti ai precari – dovrebbero limitarsi ad un presidio in piazza SS. Annunziata.

Le reazioni di sdegno non si sono fatte attendere.

I No TAV ricordano l’articolo 21 della Costituzione Italiana, “quella ancora in vigore; è l’articolo che nemmeno le riforme renziane, su cui ci dobbiamo presto pronunciare, osano toccare” e aggiungono “Al di là delle chiacchiere, di cui è gran dispensatore il Presidente del Consiglio, qua c’è la volontà di celare ogni forma di dissenso, nasconderlo, impedirne l’espressione”.

La Usb parla di decisione liberticida, “atto estremamente grave che mira a limitare il diritto di espressione, di dissenso e di manifestazione, di chi non ha accesso ai mezzi di informazione”, mentre perUnaltracittà spiega “Nel mondo virtuale costruito ad uso e consumo del padrone non c’è posto se non per il plauso interessato e la cortigianeria: quelli brutti sporchi e cattivi, ma soprattutto poveri e sfruttati, che si ostinano a lottare per i propri diritti, non si devono vedere nelle immagini patinate da diffondere in ogni dove”.

Ma non sono solo parole. “Firenze dice NO” non accetta il divieto e afferma “non rinunceremo sabato 5 novembre a manifestare le tante ragioni che compongono il nostro NO al governo e alla sua riforma costituzionale. Rinunciarvi vorrebbe dire ipotecare il diritto stesso a manifestare di noi cittadini. E invitiamo tutta la città ad esprimere la propria indignazione ed a scendere in piazza San Marco alle ore 15:0

 

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