Firenze non è razzista, ma…

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Non si affitta a stranieri, specialmente se in attesa di asilo.

È questo lo sconfortante esito della ricerca di un appartamento in affitto per cinque ragazzi africani che una rete di associazioni sta facendo da mesi. “Non chiediamo nessun regalo né trattamento speciale – spiega una volontaria. Cerchiamo un alloggio a prezzo di mercato per cui stipulare un regolare contratto. Intestataria sarebbe la Diaconia Valdese, che si farebbe carico di affitto e utenze. Malgrado queste garanzie, però, fino ad oggi tutte le possibilità si sono dissolte nel nulla appena si è chiarito chi sarebbero stati gli inquilini”.

Si tratta di giovani provenienti da vari paesi subsahariani, arrivati in Italia via mare dalla Libia, e “smistati” a Firenze dopo l’identificazione. Le loro domande di protezione internazionale sono state respinte e adesso sono in attesa dell’esito dei ricorsi, un’attesa che può essere molto lunga. In questo tempo indefinito, com’è noto, non possono neppure lavorare regolarmente. Oltretutto queste persone sono, per vari motivi, fuori dai centri di accoglienza.

“Senza un alloggio, senza soldi, il rischio che finiscano in giri poco raccomandabili è alto… anche per questo abbiamo deciso di appoggiare un progetto di reinserimento a loro vantaggio – continua la volontaria del coordinamento. Il progetto si chiama Ubuntu, un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell’altro. Appellandosi all’ubuntu si è soliti dire Umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”. Niente a che vedere quindi con un’elemosina, dall’alto verso il basso: è piuttosto una solidarietà circolare”.

La Comunità delle Piagge partecipa attivamente al coordinamento: oltre ad ospitare già nei propri locali alcuni profughi, ha deciso di destinare una quota dei propri ricavi al progetto Ubuntu. Gli altri nodi della rete sono, oltre alla Diaconia Valdese, l’Associazione Straniamenti di Empoli, il Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo, la Rete Antirazzista, il Comitato 1° Marzo, Fuori Binario, Le Mafalde di Prato e alcuni volontari di Emergency che sostengono il progetto a titolo personale.

Il progetto Ubuntu prevede un supporto continuo verso queste persone, un’accoglienza reale tesa a renderle il più possibile autonome, “non come in alcuni centri dove stanno parcheggiati per mesi, spesso in condizioni di disagio, mentre non si esercitano forme di controllo efficace per capire che fine fanno i soldi erogati dallo Stato.

Un’accoglienza così strutturata, per un piccolo gruppo, permetterebbe anche di diminuire quel senso di insicurezza e diffidenza che, fomentato anche dai media e da certa politica, sembra aver contagiato buona parte dei fiorentini.

Rilanciamo quindi l’appello per un appartamento da affittare, che sia disponibile subito, con tre stanze abitabili, vicino ai mezzi pubblici, a Firenze o zone limitrofe.

Per maggiori informazioni, chiarimenti e contatti:

Centro Sociale Evangelico – 055-2478476
Centro Sociale Il Pozzo – 055-373737
progettoaccoglienzafirenze@gmail.com

>>> Come partecipare al Progetto Ubuntu:
Associazioni e individui singoli sono invitati a partecipare al progetto, aderendo a un protocollo d’intesa in cui siano dichiarati modi e mezzi del proprio contributo. Chiediamo la partecipazione con un supporto volontario professionale o generico sulla base delle proprie disponibilità e competenze specifiche; sollecitiamo anche la donazione di beni di prima necessità e di uso quotidiano.
In particolare, sarà prezioso un contributo al supporto economico, con un’offerta libera, o con l’adozione del progetto per 6 mesi di sostegno con un’offerta di 60€ (10 euro al mese).
Per adozione del progetto con sostegno economico o per offerte libere:
– effettuare un bonifico sulla carta di Banca Etica con IBAN IT25D0359901899050188533922, intestata a Circolo ARCI Lavoratori di Porta a Prato – Causale: “Progetto UBUNTU”
– inviare una mail a progettoaccoglienzafirenze@gmail.com per comunicare la vostra adesione e l’avvenuto bonifico.

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