Inceneritore di Firenze, bocciato dall’Istituto Superiore di Sanità: «Insostenibile in un contesto inquinato»

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Nel dibattito sulla pericolosità del nuovo inceneritore di Firenze prende la parola l’Istituto Superiore di Sanità con la chimica Loredana Musmeci, direttrice del dipartimento Ambiente e Prevenzione dell’Istituto. Sono parole importanti le sue, da prendere in considerazione senza che vengano manipolate dal Partito deputato a sostenere l’inceneritore né dai suoi aedi. 
 
Da quel che apprendiamo dalla stampa Musmeci dichiara: «Non sono una negazionista, non voglio certo dire che le emissioni degli inceneritori non siano inquinanti. Ma tra gli impianti di vecchia e di nuova generazione c’è una differenza evidente. E in quelli di nuova generazione le emissioni sono ridottissime». Posto che l’inceneritore di Case Passerini sia di ultima generazione – ma ad affermarlo è l’Ad di Quadrifoglio Livio Giannotti, diciamo un po’ troppo interessato alla sua realizzazione – la direttrice dell’Istituto Superiore di Sanità lancia allo stesso tempo l’allarme, «ma c’è un elemento di cui tenere conto, il contesto territoriale in cui l’impianto si va a inserire. Se la pressione degli inquinanti in una data area è troppo alta, allora anche un impianto di incenerimento, che pure inquina poco, può diventare insostenibile: quel poco può diventare troppo» [http://goo.gl/jUDpaV].
 
gatteschiIl “contesto”, nella delicata Piana fiorentina, è costituito da tre inceneritori; dal traffico aeroportuale di Peretola (2,5 milioni di passeggeri in espansione); dalle emissioni delle fabbriche e degli impianti industriali a cui va sommato, ovviamente, il riscaldamento di abitazioni e uffici; l’enorme flusso di traffico derivato dai passaggi sull’Autostrada A1 (tre corsie), sull’Autostrada A11 (presto a tre) e dai flussi urbani dell’area fiorentina considerati dalla stessa società Autostrade per l’Italia tra i tratti interessati dalla maggiore intensità di traffico a livello nazionale (senza contare che è proprio da lì che passa il maggiore traffico nazionale di mezzi pesanti: i tir tra Firenze e Bologna) [https://goo.gl/Qo08lE]. Si ricorda infine, ma a questo punto è un dettaglio, che per l’Agenzia Europea dell’Ambiente, su 4.000 aree censite, l’area metropolitana di Firenze è la 31esima area più inquinata d’Europa a causa della forte presenza, oltre i limiti di legge, del biossido d’azoto [http://goo.gl/ZnVzH4].
 
È questo il “contesto” che il Partito Democratico e le istituzioni – a disposizione dei suoi interessi ormai da troppi anni – negano fino allo spasimo per giustificare scelte infrastrutturali scellerate, in grado di aumentare la probabilità di ammalarsi e morire per chi vive e lavora nella Piana. Un dato sottolineato proprio ieri dai 272 medici che non tradiscono la loro etica, con il loro appello per una gestione virtuosa dei rifiuti, priva di incenerimento. I medici invocano il principio di precauzione “l’unica dose scientificamente accettabile di un cancerogeno è lo zero” [http://goo.gl/pFKOhY].
 
Ecco, è proprio questo “contesto”, sotto gli occhi e dentro i polmoni di tutti, a ridicolizzare le mille – strumentali – ragioni del Sistema dei dominanti costituito da partiti ormai dissociati dalla realtà; imprese capitalistiche fomentate dalla fiscalità generale e da tariffe sempre più esose; manipolatori di un’opinione pubblica che ha però il difetto di essere sempre più attenta e capace di scegliere tra la buona e la cattiva informazione. 
 
Sulla strada di questa “Razza padrona” che privilegia i propri profitti al benessere dei cittadini oggi ci sono cittadini e movimenti organizzati in grado di ribaltare la narrazione farsesca che, in nome di uno sviluppo omicida, ha per troppi anni soffocato la democrazia nei Comuni della Piana (e non solo). Basti citare il grande e pervasivo lavoro fatto dalle Mamme no inceneritore, dall’Assemblea per la Piana contro le nocività, dai centro sociali e dalle comunità attive sul territorio. 
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