I bambini senza diritti sfilano davanti a Pitti

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Si è svolto questa mattina a Firenze un corteo di bambine e bambini con le loro famiglie contro l’articolo 5 del Piano Casa del Governo Renzi, che vieta a chi vive negli stabili occupati di avere la residenza e la fornitura di acqua, luce e gas.

Slogan manifesto della giornata “I bambini non si cancellano”, dato che, come spiega il Movimento lotta per la casa, “Non avere la residenza significa, infatti, oltre a notevoli problemi sul rinnovo del permesso di soggiorno, non poter accedere a misure di welfare di nessun tipo: dalla sanità pubblica, ai sussidi fino ai bandi stessi per la casa popolare. Anche iscriversi a scuola dopo l’art.5 diviene un percorso irto di ostacoli e a volte irrealizzabile. In pratica l’articolo 5 cancella il diritto ad un futuro e ad un presente dignitoso per centinaia di uomini, donne e bambini in tutta Italia”.

Non è la prima volta che i bambini delle occupazioni scendono in piazza: l’esperimento del Kidz Bloc è partito il 16 ottobre scorso con una grande manifestazione a Roma, da cui sono nati poi comitati come quello fiorentino per il diritto allo studio garantito anche a chi non ha soldi per i libri, la mensa, ecc.

Pitti Bimbo è stato scelto come simbolo di un mondo lontano anni luce dalla realtà quotidiana della maggioranza: mentre pochi facoltosi genitori possono vestire i loro figli con abiti firmati, nella città reale, tanti bambini subiscono la crisi e vivono il dramma di uno sfratto perché i loro genitori hanno perso il lavoro.

Secondo la cronaca riportata da Firenze dal basso, “fin dalla partenza in piazza Duomo la manifestazione ha incontrato una vergognosa militarizzazione. I piccoli manifestanti, armati di coriandoli, sono stati confinati in un angolino della piazza “recintato” da blindati e cordoni delle forze dell’ordine. La Questura – che in un primo momento aveva addirittura vietato la protesta nella piazza del Duomo – ha fatto di tutto per creare un clima di tensione con un numero spropositati di agenti schierati e soprattutto per rendere il più possibile invisibile la manifestazione. Arrivata alla Fortezza da Basso, la manifestazione è stata infatti resa invisibile da una schiera di autobus appositamente parcheggiati in modo da nascondere la protesta agli occhi dei partecipanti alla fiera di moda. Un escamotage che sembra un vero e proprio emblema delle politiche governative volte all’esclusione”.

E poco inclusive appaiono anche le azioni della Questura, che martedì scorso ha fatto togliere la corrente all’ex Aiazzone a Sesto, dove risiedono per mancanza di alternative oltre cento rifugiati somali, bambini compresi, che dopo ore di resistenza hanno dovuto cedere e sono rimasti senza luce e riscaldamento. Per poco, visto che hanno presto provveduto con un nuovo allaccio, tanto abusivo quanto indispensabile per la sopravvivenza.
Il distacco dell’energia elettrica è stato condannato anche da Medici per i diritti umani, come potete leggere qui.

 

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