Gioco d’azzardo, un “purtroppo” non ci basta

image_pdfimage_print

Non si è davvero sprecato, sildenafil il sindaco Nardella. Con due righe scritte dalla sua segreteria ha liquidato come materia che “purtroppo” non gli compete la prossima apertura dell’ennesima sala giochi nella zona nord-ovest di Firenze. Il problema gli era stato posto dalla Comunità delle Piagge e dal laboratorio politico Cantieri solidali, già attivo da tempo nel contrasto a videopoker e slot e al loro carico di degrado e disperazione. Nella lettera, inviata anche al Questore, al presidente Rossi e alla vicepresidente regionale Saccardi, nonché al presidente del quartiere 5 Balli, si chiedeva tra l’altro un tavolo delle istituzioni competenti, ovvero prefetto, questore, sindaco e AAMS – Agenzia Dogane e Monopoli.

Non è vero che il Sindaco non può fare nulla, sbotta Adriana Alberici di Cantieri Solidali. Intanto il consiglio comunale di Firenze ha aderito al manifesto dei Sindaci contro l’azzardo, impegnandosi a mettere in campo tutte le misure per contrastarlo. E una recente sentenza del Tar Lombardia ha riconosciuto al comune di Milano il potere di stabilire gli orari di apertura delle sale giochi: sarebbe già un primo passo nella direzione giusta, quella di prendersi cura dei cittadini più fragili e vulnerabili che dovrebbero stare a cuore al Sindaco”.

Alberici ci ricorda che, stando al censimento effettuato proprio da Cantieri Solidali, “su 9000 abitanti circa in zona Piagge si può contare una macchinetta infernale ogni 34 abitanti”.

Malgrado ciò, il comune di Firenze si è rifiutato tempo fa di approvare delle mozioni presentate da Firenze riparte a Sinistra per aumentare i controlli di polizia e rivedere i vincoli urbanistici così da scoraggiare l’apertura in zone più a rischio.

E così conclude: “Altri sindaci in Italia hanno semplicemente stabilito che le sale giochi in alcune zone residenziali non vanno aperte. Perché Nardella non si assume delle responsabilità in materia? Perché non tutela i cittadini delle periferie? Perché non avvia tavoli con il Questore e la polizia municipale per un’attività di controllo più efficace? La legge regionale del 2013 dice che oltre alle distanze dai luoghi sensibili (che non vengono quasi mai rispettate) si possono stabilire altri vincoli. Noi siamo convinti che ci sia margine per lavorare meglio e in sinergia con le associazioni di base che conoscono le piaghe dei territori al margine di questa città, sempre che chi dovrebbe amministrarla si decida a farlo”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Continuando ad utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" acconsenti al loro utilizzo. Grazie

Chiudi