La speculazione sui ticket per l’Elba a quattro anni dalla privatizzazione Toremar – Moby Lines

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Da ormai dieci anni Elena Giusti va in vacanza a Cavo per la bellezza del mare dell’Isola d’Elba. Fino a quattro anni fa la tratta Piombino – Rio Marina era servita dall’azienda di navigazione pubblica Toremar, stuff il servizio era frequente e soprattutto abbastanza economico, for sale si potevano spendere meno di 50 euro per un’auto di piccola cilindrata e due persone in alcuni giorni della settimana. Da tempo però qualcosa è cambiato, doctor ecco la fresca testimonianza di Elena sugli effetti della privatizzazione della compagnia di Stato.


Purtroppo per noi viaggiatori, la Compagnia Moby Lines S.p. A., la prima compagnia di navigazione italiana per il Mediterraneo, ha acquistato la Toremar. Nel 2009 il ministro Altero Matteoli ha firmato l’accordo con la Regione Toscana per il passaggio. Nel maggio 2011 Moby Lines si è aggiudicata la gara per l’acquisizione del 100% di Toremar al prezzo di 10 milioni e 258 mila euro ed anche un contratto d’appalto per 12 anni dei servizi pubblici svolti dalla compagnia per un totale di 160 milioni di euro. Come conseguenza della vendita dopo due anni di prezzi in parte calmierati, dall’anno scorso è iniziata l’ascesa vertiginosa delle tariffe, nei periodi di alta stagione si possono spendere dai 180 euro in su (per 2 persone + auto di piccola cilindrata), per la nuova tratta Piombino-Cavo, A/R, ( più breve, 30 minuti, invece di 45, rispetto a Rio Marina). Il pomeriggio del 23 agosto si è raggiunto l’apice della speculazione sui prezzi, un biglietto per una persona passaggio ponte 15,85 e. , quando ai tempi della Toremar, con l’aliscafo, mezzo molto più veloce, si pagavano 8,50 euro.

Altra nota dolente della grande Compagnia Moby Lines, è lo stato delle sue navi, alcune hanno una vita media di almeno 40/60 anni, essendo state acquistate da una compagnia del Nord Europa negli anni 70, perchè nei paesi nordici le navi vengono smantellate dopo 15 anni di navigazione… E da noi invece possono essere ridipinte con personaggi dei Looney Tunes, trasformate in kindergarten per bambini, o per più grandi con giochini elettronici e bar con prezzi da hotel 5 stelle (acqua minerale 1,50 e.). Questa strategia di marketing, di disegnare una balena blu, in parte anche per esorcizzare il ricordo della tragedia della Moby Prince del 1991 a Livorno, in cui morirono 140 persone, in circostanze non ancora chiarite, ha aumentato quindi la sua notorietà e l’appeal soprattutto per i più piccoli.

Il pomeriggio del 23 vi è stato infatti un grosso guasto alla nave in partenza da Rio Marina, che ha costretto i viaggiatori ad essere dirottati su Cavo e Portoferraio, senza che nessun annuncio informasse del motivo del grosso ritardo noi viaggiatori a Cavo e vietando ai passeggeri di prendere l’aliscafo in partenza sempre per Piombino.

Probabilmente i costi di gestione sono molto alti, visto che la pubblicità sbandiera fino a 100 corse, spesso mezze vuote, al giorno, ma ormai non esiste più una concorrenza. Esistono altre due compagnie, la “Blu Navy”, con prezzi ridotti di 1/3, serve solo il porto di Portoferraio con poche corse al giorno, sempre piene, l’altra la nave veloce “Corsica Ferries” è attiva solo in estate, e per risparmiare 10-15 minuti sui tempi di percorrenza sta creando grossi problemi all’habitat naturale del mare e provocando delle onde lunghe al suo passaggio, che hanno mangiato parte della battigia e provocato anche dei feriti.

A niente sono valse le proteste dei turisti e delle associazioni ambientaliste, lo stretto canale Piombino/Isola d’Elba è invaso ogni giorno in estate da più di un centinaio di navi, senza contare tutte le altre imbarcazioni private a motore, con tutto ciò che comporta per l’inquinamento del mare e per la fauna e la flora marina, infatti non si pesca quasi più niente nelle sue acque.

L’armatore, proprietario della Moby Lines, Vincenzo Onorato, sta anche acquistando la Tirrenia in Sardegna, raggiungendo così il monopolio del trasporto turistico italiano sul Mare Nostrum. Mi chiedo allora, visto lo stato delle cose, cosa stanno facendo le Regioni e le Amministrazioni pubbliche per arginare tutto ciò e per tutelare noi, le nostre coste, e il nostro mare?

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