Acqua, in Toscana bollette più care d’Italia

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L’acqua toscana è la più cara d’Italia. La fotografia scattata dall’ultimo report di Cittadinanzattiva consiglierebbe buon senso e una calmierata ai prezzi. Invece non solo l’acqua è la più costosa del Paese, mind ma le società idriche nostrane con l’avallo dell’Autorità idrica toscana ritoccano ogni anno al rialzo la tariffa e il conto da pagare in bolletta al cittadino diventa sempre più salato. Il costo annuale a utenza è di 526 euro contro i 355 della media nazionale. Sette delle prime dieci città italiane dell’oro blu parlano toscano: 1) Firenze (+3, viagra 8% 2014 su 2013 – 563 euro a utenza), pharmacy 2) Pistoia (+3,8%, 563 euro), 3) Prato (+3,8%, 563 euro), 4) Grosseto (+5,6%, 562 euro), 5) Siena (+5,6%, 562), 7) Livorno (+5,9%, 552), 8) Arezzo (+3,7%, 548). E sono molto più alte dei prezzi medi registrati nelle grandi città italiane. Alcuni esempi. A Milano l’acqua costa 136 euro ed è la seconda città meno cara d’Italia. Anche se la bolletta è aumentata dell’8,7%. A Napoli la tariffa viaggia sui 251 euro (+1,8%), mentre Roma paga 287 euro a utenza (+15%).

di Samuele Bartolini per Il Tirreno

Perché la tariffa aumenta. Il meccanismo di aumento della tariffa salta fuori dal nuovo metodo tariffario di Aeeg emanato nel gennaio 2014 e che discende direttamente dalla legge Galli. L’Autorità per l’energia persegue due obiettivi: rendere omogenei a livello nazionale i criteri delle tariffe e facilitare gli investimenti in infrastrutture idriche. Tu gestore investi nelle reti idriche? Bene. Allora sarai autorizzato ad aumentare la tariffa. Magari, dunque, l’acqua toscana è la più cara d’Italia perché i gestori offrono un servizio di qualità al cittadino? Manco per sogno, taglia corto il Forum dell’Acqua Pubblica. «E’ inutile che vengano costruite le autostrade dell’acqua come il collegamento tra Bilancino e Prato, quando le tubature sono vecchie – attacca il portavoce Colin Du Liège -, hanno una vita media di 40 anni. Si rompono spesso e non vengono sostituite. I piccoli depuratori vengono abbandonati. Con il risultato che la dispersione regionale è del 36%». Insomma. Per il Forum dell’Acqua gli investimenti ci sono, ma vengono realizzati dove non servono.

Gaia, più 7%. Intanto la corsa alla tariffa più cara pare inarrestabile. Gaia detiene il primato regionale dell’aumento maggiore. Dal 1° luglio la società idrica che copre le zone di Massa e Versilia ha aumentato le tariffe medie del 7%. L’obiettivo è ripianare i costi dei lavori fatti e la società tiene a sottolineare l’introduzione di una tariffa agevolata in base ai metri cubi consumati. Ma la bolletta è cresciuta di continuo negli ultimi anni: +6,51% il 31 dicembre del 2012, +2,98% il 1 maggio del 2013, +4,67% il 1 gennaio del 2014, fino al +5,31% il 1 gennaio del 2015. Da mettere in conto anche il conguaglio del settembre scorso da 40 euro in più a famiglia.

Asa, Fiora e Publiacqua. Come un film già visto, anche Asa ha aumentato dal 1° luglio la tariffa media del 5,1%. La società che serve Livorno, Piombino e la Val di Cornia punta a ripianare il disavanzo tra il piano finanziario ipotizzato (circa 81 milioni di euro) e l’entrata presunta dalle bollette stimata sugli introiti 2014 (circa 77 milioni di euro). Eppure a settembre scorso c’era stato già un conguaglio-stangata sulla bolletta dell’acqua da 18,8 milioni Nel Grossetano e nel Senese il film cambia titolo, ma il finale rimane lo stesso. Il Fiora a luglio ha aumentato la tariffa del 5%. Anche qui i conti non tornavano. Il gettito tariffario previsto per il 2015 era di 93.814.177 euro, il gettito simulato per il 2015 da Ait era di 89.183.959. Dunque mancavano 4.630.218 euro. Da trovare con l’aumento in bolletta del 5%. Stesso salasso annuale, per gli utenti di Publiacqua. L’aumento del 5% della bolletta nella piana di Firenze-Prato-Pistoia è una pratica che va avanti dal 2002. Soldi utili – dice Publiacqua – per far fronte, dal 2014 al 2021, a circa 550 milioni di euro di investimenti.

I conti non tornano. Tutti i gestori assicurano che gli investimenti vengono realizzati, che gli aumenti in bolletta sono giustificati, ma è curioso notare che i bilanci rimangano in perdita e si ricorra sempre al cittadino per ripianarli. La prassi per aumentare la tariffa vuole che ci sia un dialogo tra Autorità idrica toscana e gestori. Ait fa il gettito simulato, le società idriche il gettito previsto, poi però spunta l’ammanco. Va bene che ci sono i lavori alla rete da ripagare, ma sono quelli giusti? Il Forum dell’Acqua ne dubita fortemente.

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