Inceneritore, protesta a suon di pentole

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Venerdì 3 luglio ore 9.00 in piazza Puccini a Firenze 

Ci sarà un bel baccano venerdì mattina in piazza Puccini: le Mamme NO inceneritore hanno indetto un presidio a suon di pentole contro la Conferenza dei Servizi che dovrebbe dare l’ok alla costruzione del futuro impianto di Firenze, presso Case Passerini. Il “cacerolazo” era già previsto per il 18 giugno, ma poche ore prima fu rinviata anche la conferenza, perché mancavano dei documenti importanti (sic!).

Nel frattempo le Mamme sono state ricevute dal Sindaco Nardella in un incontro ristretto, da cui è uscita la promessa di un tavolo tecnico di confronto fra esperti, che doveva tenersi prima della conferenza dei servizi, e invece l’amministrazione ha spostato all’8 luglio.

“Non è chiaro se questa Conferenza sia decisiva o no – ci dice Niccolò, di certo, su tre comuni interessati dall’impianto, due, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, si sono espressi contro il progetto”. Niccolò è un babbo no inceneritore, vive a Peretola e ha un secondo bambino in arrivo. Secondo lui, ostinarsi sulla strada dell’incenerimento non conviene più: “Il sindaco dice che non importerà rifiuti da altre regioni e che spingerà sulla raccolta differenziata. Ma in questo caso non ci saranno abbastanza rifiuti da bruciare e si rischia di fare come a Parma, dove 2 linee su 4 restano spente. Che senso ha spendere 180 milioni per un impianto che non lavora? Sono soldi della collettività!”.

Restano poi ancora irrisolti alcuni punti, per esempio cosa fare dei prodotti di scarto. “Non siamo tranquilli rispetto alla gestione – continua. Basti pensare che l’ammnistatore delegato di Quadrifoglio, Livio Giannotti, voleva usare i residui dell’incenerimento per farne bitume, cosa proibita dai regolamenti europei”.

Il problema maggiore rimane quello delle emissioni nocive, su cui la stessa ASL 10 si è pronunciata prescrivendo un monitoraggio ex-post dell’incidenza di patologie tumorali. “Non ci dimentichiamo che la ASL indicava anche la necessità di realizzare un bosco di 22 ettari per mitigare gli effetti inquinanti. Di questo bosco nel progetto non c’è traccia, ed è una delle ragioni per cui Campi ha detto no, visti anche i dati confortanti sulla differenziata porta a porta. Insomma, l’emergenza rifiuti francamente non c’è, e soprattutto esistono alternative all’inceneritore che negli ultimi 10 anni si sono mostrate valide”.

Se il bosco non c’è, in compenso ci sarà il nuovo aeroporto, con relativo ulteriore inquinamento e anche, pare, qualche problema di compatibilità tra camini dell’inceneritore e transito degli aerei…

Ma quindi, dopo il corteo di aprile, il concertone di giugno e le altre affollate iniziative di informazione e sensibilizzazione che hanno coinvolto migliaia di cittadini, cosa chiedono le Mamme, e i babbi, e le altre realtà contrarie all’inceneritore con la protesta di venerdì? “Intanto – conclude Niccolò – un rinvio sine die della Conferenza dei servizi, e poi un ripensamento totale della questione che affronti il problema rifiuti a livello regionale. L’8 luglio, quando vedremo il Sindaco, gli consegneremo un appello in questo senso firmato da esperti del settore. Ci vediamo in piazza con le pentole!”.

(c.s.)

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