TTIP fermato (per adesso). L’analisi politica da Strasburgo

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STRASBURGO – La stampa internazionale è accorsa alla Plenaria del Parlamento Europeo, salve dove il 10 giugno ci si aspettava di conoscere il parere dominante sul trattato TTIP e le sue probabili implicazioni. Un trattato inteso a regolare un ‘apertura di scambi fra Europa e America, con un mercato potenziale di 850 milioni di persone.

Lucia Evangelisti dal Parlamento Europeo per l’Altracittà

Gia’ alla vigilia del voto a Strasburgo, le avvisaglie dicevano di incertezze, scontri interni fra i partiti e rottura di trattative. Una convocazione straordinaria in sala stampa nel pomeriggio del 9 ci anticipava che il Presidente Junker, appellandosi all articolo 175 del regolamento, per troppi emendamenti non intendeva far votare il Parlamento sulle raccomandazioni che esso deve indicare per la stesura del trattato.
La discussione fra le parti, tuttavia, avrebbe logicamente avuto luogo nella sessione del mattino dopo, anticipata alle 8. Ma anche la discussione e saltata. A dirigerla il PPE Tajani, ha visto dichiarazioni che si incrociavano e si sovrapponevano, in un crescendo di intolleranze reciproche. Con 183 voti pro, 181 contro e 37 astenuti, neppure il dibattito sugli emendamenti e’ stato affrontato.

peCosa sia successo ce lo spiegano i vari schieramenti, ognuno con una sua visione. Chiaro che una decisione cosi tarda non fosse tecnica, ma politica. Il PPE accusa i socialisti di essersi scissi al loro interno e di aver fatto saltare un accordo di massima a ridosso del voto. Per parte loro i socialisti non avevano considerato che l’adesione al TTIP si portava dietro il meccanismo ISDS, infido nel permettere agli investitori di citare in giudizio per inadempienza uno stato nazionale. Si capisce molto semplicemente che, alle spalle dei partiti numericamente piu importanti c’è la pressione dei cittadini, mossi da interessi discordanti. Il PPE viene piu tallonato dagli investitori, che vogliono protezione per il loro potenziale business, gli S&D hanno invece un elettorato che , fidandosi sempre meno delle promesse, vuole vederci chiaro su garanzie di conservazione e miglioramento dei livelli raggiunti in Europa, rispetto all’ America, nel campo di salute, alimenti, ambiente e diritti acquisiti nel lavoro.

Fin qui i partiti che siedono al centro (insieme con Alde e VertsALE), definiti da Beghin dei 5 stelle vecchia politica. Ci sono poi le sponde, dove trovano posto gruppi quali GUE/NGL, Podemos e 5 Stelle, che sono decisamente contrari a questo trattato e alle sue implicazioni. Ad ascoltare il rendiconto di Eleonora Forensa sulla terribile giornata, che ha visto desautorare il Parlamento e che “segna una pagina orrenda nella storia d’Europa”, la presenza dello scrittore John Hilary, autore fra l’altro di The poverty of Capitalism, fondatore di un movimento di cittadini (2 milioni e 100mila in Europa) che lotta contro la povertà globale.

John si unisce a questi partiti nel chiedere alla stampa di farsi veicolo di informazione per un processo di tale portata che e’destinato, se attuato, ad influire pesantemente, e negativamente, sulla vita quotidiana di ciascuno di noi..

Le rosee promesse di lotta alla disoccupazione sono state smentite da simulazioni numeriche che questi partiti hanno fatto eseguire. La frase piu inflazionata, che il libero mercato fara’ crescere l’occupazione, ha la sua origine, semplificando, nel momento stesso in cui e nata l’idea di “aprirsi” all’America. Tutto scaturì da un gruppo di economisti che, a segito delle crisi Lehman Brothers, pensarono che un cambio di modo di organizzare i commerci internazionali, togliendo dazi e altre gabelle, avrebbe messo in moto con piu vigore il mondo del lavoro. Come si vede, un’ ipotesi che incorpora la tesi, ancora una volta una spregiudicata operazione virtuale che non aveva evidenze sperimentali.

La conclusione dell iter parlamentare europeo riguardo al TTIP è solo rimandata, anche se non e possibile predire i tempi di realizzazione.

Va comunque raccolto l invito a vigilare, per non trovarsi ancora una volta a cose fatte, negative e irrimediabili. I movimenti spontanei esistono e lavorano sodo per non farsi sorprendere impreparati. Basta cercarli e collaborare.

Sul tema segui anche il sito della Campagna Stop TTIP Italia: http://stop-ttip-italia.net/

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