160 bambini da salvare a Kathmandu, ecco come fare

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Kathmandu è stata devastata un tremendo terremoto che nei giorni scorsi ha fatto forse addirittura 10.000 vittime, .

di Cristiano Lucchi per l’Altracittà

Ci scrive Katia Salaorni, referente del progetto:

“I nostri bambini sono tutti salvi ma sono accampati sotto a dei tendoni di fortuna in un campo nelle vicinanze della scuola. Mancano acqua, cibo, medicinali e tutti i collegamenti. E’ altissimo il rischio epidemie. Con i bambini ora ci sono Lama Tashi e un paio di volontari. Insegnanti ed educatori nepalesi sono giustamente tornati dalle loro famiglie. Lavoriamo senza sosta per coordinare gli aiuti e per una campagna di raccolta fondi straordinaria. Come è nello spirito della nostra associazione stiamo dando aiuto al maggior numero di persone possibili”.

E aggiunge:

“La nostra missione è accogliere i bambini tibetani orfani e bisognosi che per salvarsi scappano in Nepal dal lontano Tibet. In condizioni normali forniamo ai minori vitto, alloggio, un’istruzione moderna ma anche insegnamenti fondati sui valori umani, etici e spirituali e da ultimo, ma non per importanza, la garanzia della sopravvivenza della lingua e della millenaria cultura tradizionale tibetana. Dopo il terremoto i nostri bambini sono stremati ma molto coraggiosi, la gente intorno a loro piange e si dispera ma loro portano conforto e aiuto. L’educazione all’amore compassionevole sta dando buoni frutti”.

tibetL’appello rivolto a tutti è di tipo economico. E’ infatti possibile sostenere i “cuccioli” della scuola, come li chiama Katia, con un versamento sul conto corrente presso la Banca Popolare dell’Emilia Romagna con Iban IT 95C 05387 1290 400000 1622455 con causale “donazione”. Chi avesse bisogno della ricevuta fiscale per la detrazione può inviare copia del bonifico e l’indirizzo postale a katia.salaorni@alice.it.

Katia guarda anche al futuro, e salutando, conclude il suo messaggio così:

“Disfo una valigia piena di sogni e progetti nella mia cara Kathmandu che ho ormai imparato a chiamare casa, per riempirla solo di aiuto per i bambini della scuola. Quando tutto passerà troverò la forza di ricominciare con un nuovo sogno. Immensa stima per ciascuno di voi che mi leggete, grazie dal più profondo del mio cuore”.

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