Per un futuro a zero rifiuti arriva l’economia circolare

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Nel ricordare la manifestazione contro l’inceneritore (e non solo) prevista per sabato 11 aprile, check segnaliamo un interessante ciclo d’incontri sul tema Rifiuti Zero.

L’iniziativa “Percorsi virtuosi verso un’economia circolare, viagra per un futuro a zero rifiuti” ha l’obiettivo di porre una riflessione sul concetto stesso di rifiuto e di far conoscere le opportunità che potrebbero nascere dalla valorizzazione dei rifiuti in termini economici, cialis sale sociali ed ambientali.

Il primo incontro è questa sera 9 aprile alle 19 nella sala Ex Leopoldine in piazza Tasso a Firenze. Insieme ai relatori Rossano Ercolini (presidente di Zero Waste Italy, vincitore del premio Goldman Prize 2013) e Alessandro Santoro (Comunità delle Piagge) si discuterà della “società dei rifiuti” di quali effetti abbia sulle nostre abitudini e sull’ambiente naturale.

Nei successivi incontri, sempre il giovedì sera, potremmo conoscere diversi esempi virtuosi presenti nella nostra penisola: Paolo Contò ci racconterà della gestione dei rifiuti nella provincia di Treviso, dove sull’intero territorio provinciale (circa 800mila abitanti) si raggiunge una raccolta differenziata dell’85%; Enzo Favoino ci parlerà della raccolta dei rifiuti organici nella città di Milano, la più grande città in Europa ad avere un sistema di raccolta porta a porta su larga scala; Valerio Caramassi ci descriverà il recupero delle plastiche miste, grazie al nuovo impianto della società Revet Recycling di Pontedera; Claudio Tedeschi ci farà capire come sia possibile recuperare il 98% dei materiali contenuti nelle lavatrici, grazie alla società DISMECO di Marzabotto e in ultimo andremo in Sicilia a Messina, dove Alessio Ciacci sta portando avanti un’importante lavoro di riconversione di tutto il sistema di gestione rifiuti della città con l’introduzione del sistema porta a porta.
Il programma completo è consultabile sulla pagina Facebook.

Nel 2013 in Italia sono stati prodotti circa 29 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, circa 505 kg per ogni singolo abitante. Solo la Toscana ha contribuito per 2,2 milioni di tonnellate, con una produzione di rifiuti per abitante di circa 596 kg, tra le più alte in Italia.

Il trend della produzione dei rifiuti è stato in forte calo rispetto agli anni passati, le cause vanno ricercate prima di tutto nella crisi economica, ma non solo, hanno contribuito anche il miglioramento delle raccolte differenziate e l’introduzione di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti che stanno avendo i loro primi risultati.

Anche alcuni comuni toscani si sono distinti per la loro efficienza nell’organizzare sistemi di raccolta differenziata che hanno portato ad ottimi risultati, come il comune di Empoli e quello di Montespertoli, dove si registrano percentuali superiori all’80%. Purtroppo il comune di Firenze è fermo ancora al 43,8% , con molti margini di miglioramento.

La Comunità Europea ci dice che dentro il cassonetto delle nostre città non ci sono rifiuti ma importanti risorse da valorizzare e che non possiamo permetterci di sprecarle considerando la sempre più crescente richiesta di materie prime seconde, soprattutto da parte di paesi emergenti come la Cina e l’India. Per questo, la Comunità Europea punta al rilancio dell’economia tramite programmi d’azione che vanno nella direzione del recupero di materia, per la costruzione di una “società del riciclo”.

Valorizzare un rifiuto e trasformarlo in una risorsa, grazie al suo recupero, riutilizzo o riciclaggio, può avere molteplici effetti, come ad esempio:
– ridurre l’estrazione di materie prime;
– diminuire le emissioni climalteranti causate dall’estrazione di materie prime, dalla combustione in inceneritori o dall’interramento in discarica dei rifiuti;
– creare nuovi posti di lavoro, legati al recupero dei materiali;
– creare una società più rispettosa dell’ambiente e coscienziosa rispetto ai limiti del pianeta.

La vera sfida per il nuovo millennio non si basa esclusivamente solo sul recupero dei materiali di scarto, ma soprattutto sulla produzione di beni di consumo facilmente recuperabili, riciclabili o compostabili.
Infatti, la Comunità Europea introduce la definizione “di responsabilità estesa del produttore”, concetto che obbliga le aziende a prendersi carico del prodotto fino alla fine del suo ciclo di vita, compreso il ritiro da mercato. In questo modo le aziende non solo saranno più invogliate nel produrre beni più durevoli di migliore qualità, ma potranno ritirare direttamente loro stesse i loro prodotti dal mercato per poterne recuperare pezzi utili per nuove produzioni. Questo è quello che già avviene per le stampanti, per le lavatrici, per i televisori e per tanti elettrodomestici che utilizziamo ogni giorno nella nostra vita quotidiana.

E’ possibile pensare ad un’economia ciclica basata sul recupero degli scarti, provenienti da cicli produttivi diversi, per produrre materie prime seconde da dover utilizzare in altri cicli produttivi in modo da produrre altri beni da immettere sul mercato. Un esempio concreto di questo nuovo concetto economico è dato dalla Blue Economy, strategia sviluppata dall’imprenditore economista Gunter Pauli (incontro del 5 maggio), che attraverso l’effetto chiamato a “cascata”, permette di riutilizzare gli scarti di un ciclo produttivo in altri cicli produttivi per creare nuova energia, nuovo reddito e nuovi posti di lavoro.
Questi concetti potranno aiutarci a superare l’attuale crisi economica, affrontando le sfide del futuro per diminuire la produzione di rifiuti fino al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo zero.
Anche Firenze e tutta la Toscana potranno raccogliere la sfida del cambiamento e uscire dai vecchi dogmi del mercato, per abbracciare un nuovo modello di economia circolare, basato sul recupero delle risorse, sulla tutela del territorio a favore di un reale benessere socio-economico.

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