A proposito di La Pira…

carica

​Ieri pomeriggio a Firenze la manifestazione di protesta contro la nuova legge regionale sulla casa è stata duramente repressa dalla polizia. Nei tafferugli che ne sono seguiti è rimasto seriamente ferito Lorenzo Bargellini del Movimento Lotta per la casa. Al di là della mera cronaca, levitra che ci parla di sordità istituzionale e criminalizzazione dei più deboli, here è importante ricordare che la nuova legge fra le altre cose restringe molto i requisiti per l’assegnazione di alloggi popolari e “punisce” con l’esclusione chiunque occupi abusivamente edifici. A fronte di questa stretta, che fa eco a quella imposta dal governo con il Piano casa del ministro Lupi, non si fa nulla per intervenire sulle cause che spingono le persone senza casa ad occupare, ovvero prezzi di mercato inaccessibili, scarsità di alloggi popolari, immobili pubblici lasciati in abbandono e via così.
Matteo Renzi prima e Nardella oggi amano riempirsi la bocca con il ricordo di Giorgio La Pira e del suo impegno verso i più poveri. Anche noi vogliamo ricordarlo e vi proponiamo questa sua ordinanza emanata nel 1953.
Trovate le differenze.
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Il Sindaco
1 Considerato che gravissima è la carenza degli alloggi nel Comune Firenze essendo pendenti richieste per alloggio in numero di 1147 da parte di sfrattati e sfrattandi, che attraverso informazioni prese attraverso normali organi di informazione risultano essere assolutamente nell’impossibilità di procurarsi un quartiere od altra sistemazione per non avere i mezzi per pagare un fitto corrente al mercato libero anche di una sola camera;
2 Considerato che sono state svolte ricerche onde accertare se esistono luoghi di abitazione disponibili da affittare senza alcun esito positivo e che ogni possibilità di sistemazione di sfrattati in luoghi di proprietà pubblica è stata esaurita;
3 Considerato che la gravità della situazione è tale che si sono verificati episodi di sfrattati che hanno portato i loro mobili nella sede comunale tanto che il fatto ha avuto eco anche in un giornale cittadino, con conseguenza evidente di far sorgere una sempre maggiore tensione nello stato d’animo non solo degli sfrattandi, ma anche dei privati cittadini verso questa pubblica Amministrazione ritenuta incapace di soddisfare anche precariamente ad un diritto fondamentale del cittadino quale quello ad una abitazione;
4 Considerato quindi che possono temersi fatti di intolleranza e di ribellione, ritenuti giustificati dal fatto che innegabilmente la Costituzione dello Stato garantisce il diritto fondamentale del cittadino all’assistenza ed alla sicurezza individuale e familiare;
5 Considerato che il dormitorio pubblico e gli enti di assistenza di Firenze non sono in grado di far fronte in alcun modo a nuove richieste di alloggio;
6 Ritenuto che il problema di un alloggio ai senza tetto riveste gli aspetti di una grave necessità pubblica quale quella sancita dall’art. 7 Legge 20 Marzo 1865 n. 2248 alI. E; e che il disporre della proprietà privata in un caso del genere -tenuta anche presente la evoluzione di certi principi giuridici, sociali e costituzionali che ancora non possono trovare eco nella giurisprudenza -si impone in tutta la sua urgenza umana e giuridica;
7 Ritenuto che per il combinato disposto degli art. 152, 153, e 217 T.U. Legge Comunale e Provinciale 4 Febbraio 1915 n. 148 modificata dal R.D. 30.12.1923 n. 2839, in riferimento al citato art. 7 Legge 20.3.1865 n. 2248 all. E, si può affermare essere di competenza del Sindaco emanare il provvedimento di che trattasi, versandosi in una ipotesi che investe la materia regolamentare prevista dai ricordati articoli, per i già ricordati riflessi in ordine alla polizia urbana ed all’ordine pubblico per il ripetersi di casi sopra ricordati e per lo stato di non stabilità residenziale di numerose famiglie;
8 Ritenuta l’urgenza di provvedere in merito a quanto sopra;
9 Visti gli articoli 7 Legge 20.3.1865 all. E, 19 T.U. legge comunale e provinciale 3.3.1934 n. 383, D.L. 8.3.1949 n. 277, legge 30.11.1950 n. 996, 152; 153 e 217 T.U. legge comunale e provinciale 4.2.1915 n. 148 -R.D. 30.12.1923 n. 2939.
ordina
la requisizione immediata dello stabile sito in ……………………………..
Il Sindaco
Da Palazzo Vecchio, li 21 febbraio 1953.​

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