Erri De Luca per Stefano Cucchi

stefano-cucchi_650x447

Ieri si è consumata l’ennesima ingiustizia ai danni di Stefano Cucchi, clinic il giovane romano finito nelle mani della polizia per pochi grammi di droga e poi “misteriosamente” morto in ospedale 5 anni fa. La Corte d’Appello ha infatti assolto tutti gli imputati dalle accuse perché “il fatto non sussiste”. Sussiste tuttavia la realtà di un corpo martoriato e ridotto ad uno scheletro dopo appena una settimana trascorsa “in custodia dello Stato”, ampoule sussiste l’indecenza di una morte senza un perché e la tragedia di una famiglia che non si arrende e continua a chiedere giustizia.

Ecco il commento dello scrittore Erri De Luca.

“Il potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, ask considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l´aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita.
I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l’ambiente ben ventilato.
Più morte naturale di così toccherà solo a tal Stefano Cucchi quasi coetaneo del su menzionato.”

image_pdfimage_print

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Continuando ad utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" acconsenti al loro utilizzo. Grazie

Chiudi