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lunedì 19 novembre 2012 e inserito in Diritti.
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di Cristiano Lucchi per l’Altracittà
Venticinque persone hanno occupato stasera uno stabile in viale Corsica accompagnati dal Movimento di lotta per la casa di Firenze. Si tratta di un gruppo di italiani e migranti che hanno vissuto in prima persona il dramma dello sfratto. Il palazzo occupato, a poche decine di metri dal cul de sac costituito dalla ferrovia, era in stato di abbandono da circa 12 anni. Non si conosce ancora quale sia la proprietà. L’obiettivo dell’occupazione è quello di garantire uno spazio di sopravvivenza a coloro che si trovano gettati in strada dalla forza pubblica e non hanno un’alternativa per vivere. Si tratta, nelle intenzioni del Movimento, una sorta di “casa volano” dove sarà possibile sostare, ed essere accolto, in maniera non definitiva.
Firenze vede aumentare la povertà giorno dopo giorno. Nella città lasciata a se stessa dal sindaco impegnato a promuovere nel Paese politiche liberiste imperniate sulla meritocrazia e sulla finanza speculativa, e dove chi è più debole deve arrangiarsi, uno dei pochi soggetti cittadini che difende la Costituzione si rivela così essere il Movimento di lotta per la casa. Con questa occupazione dimostra come la proprietà privata, se non rispettosa dell’interesse generale, vada recuperata e messa a disposizione di chi è privo di risorse.
Aggiornamento del 20 novembre
“La struttura è in pessime condizioni e la stiamo ripulendo. Per ora ci sono cinque famiglie che nelle scorse settimane hanno subito sfratti per morosità, ma presto ne arriveranno altre” ha speigato uno degli occupanti all’Ansa, che nella mattina hanno effettuato un volantinaggio nella zona: “Appena avremo liberato gli spazi dal degrado – si legge nel documento firmato dal Movimento – convocheremo un’assemblea aperta per rilanciare il mutuo soccorso sulla questione degli sfratti”.
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