Pd, Pdl, massoneria, diocesi e affaristi. Report svela il sistema di potere toscano fondato su Mps

Il Monte dei fiaschi” è l’ottima inchiesta con cui Paolo Mondani di Report (Rai Tre) ha svelato il sistema di potere tutto toscano che vede al centro una banca – il Monte dei Paschi di Siena; il sistema dei partiti – Partito democratico e Pdl su tutti; gli enti locali – Comune, thumb Provincia di Siena e Regione Toscana; la Curia di Siena e la Massoneria.

Insieme decidono vita morte e miracoli della terza banca italiana che rappresenta anche il 30% dell’economia toscana. Il Maestro Venerabile Stefano Bisi lo definisce un “groviglio armonioso”, noi lo definiamo l’estrema deriva di un sistema che ha bruciato una decina di miliardi di euro in nome della finanza speculativa e dell’interesse di pochi. A farne le spese i risparmiatori, i piccoli azionisti, le famiglie e le imprese che si vedono negare il credito per sopravvivere in questo momento di crisi.

Hanno qualcosa da dire il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, o il presidente di Unicoop Firenze Turiddo Campaini, che direttamente o con i loro uomini fanno parte del suddetto “groviglio armonioso”? (rc)

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Ecco cosa scrive Paolo Mondani introducendo l’inchiesta:

Se dovessimo rappresentare i vizi e le virtù dell’Italia con la fotografia di una sola città, quella città sarebbe Siena. Sessantamila abitanti invece di sessanta milioni. Arte, storia, turismo, aria buona, cucina meravigliosa e la passione per la squadra di calcio che da anni gravita in serie A. Poi ci sono i debiti, tanti debiti. Frutti inattesi di una classe dirigente drammaticamente inadeguata per aver sottovalutato i segnali della crisi. E qui entra in ballo la Banca Monte dei Paschi, la terza per importanza del nostro Paese e i rapporti di forza della Città.

I tre Palazzi che gestiscono il potere: il palazzo comunale, al centro di piazza del Campo, sede del consiglio comunale dove il sindaco esprime la maggioranza dei consiglieri nella Fondazione; Rocca Salimbeni, sede della banca; palazzo Sansedoni, che ospita la Fondazione che controlla la banca. Il Monte dei Paschi, nato nel 1472, il suo controllo è saldamente nelle mani dei gruppi di potere dei partiti, della massoneria, dell’economia. A Siena lo definiscono: il groviglio armonioso. E i senesi soprannominano la banca il Babbo Monte. Il bilancio 2011 si è chiuso con un passivo di 8,4 miliardi di euro. Uno shock. Mentre all’Università c’è un buco da 200 milioni, con un’inchiesta giudiziaria che coinvolge due rettori.

Il Presidente Giuseppe Mussari, alla guida della banca dal 2006, ora lascia per far posto ad Alessandro Profumo. I problemi del Montepaschi sono comuni ad altre banche italiane: l’economia collassa e i Btp pesano come macigni nel portafoglio. Ma di straordinario c’è stata l’operazione Antonveneta, pagata più di 10 miliardi nel 2007, quando Emilio Botin, due mesi prima, l’aveva comprata per molto meno. Poi c’è la Fondazione Mps, l’anacronistico azionista con la maggioranza assoluta della banca. Dalla sua istituzione nel 1996 a oggi ha gestito, sotto forma di erogazioni, il fiume di soldi che le arrivavano dalla banca sotto forma di dividendi.

Ha ristrutturato scuole, strade, palazzi e poli museali. Ha anche dato soldi a pioggia, dalle sponsorizzazioni della squadra di calcio, alle dazioni alle più bizzarre associazioni o alle sagre paesane. Perché di soldi ce n’erano tanti e non finivano mai. Pur di rimanere con più del 50 per cento, in questi anni, la Fondazione si è venduta quasi tutto quello che poteva vendere e si è indebitata fino al collo. Talmente indebitata che per il proprio futuro getta lo sguardo fuori le mura senesi.

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2 Comments

  1. Lolmao

    Visto in diretta, se fossi un risparmiatore Montepaschi tirerei via tutti i soldi all’istante

  2. maulydon

    no ma il pd sono puliti loro per carità non rubano non truccano concorsi per metterci parenti e amici. i delinquenti siamo noi che non li votiamo!

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