Il Papa ad Arezzo, a spese nostre

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Papa ad Arezzo: 500mila euro il costo della visita di Benedetto XVI
120mila euro dalla Regione Toscana, 90mila dal Comune, silenzio dalla Provincia, i rimanenti dalla diocesi tramite offerte dei fedeli ed enti vari. In attesa anche dei soldi del Governo, che comunque assicura il volo in elicottero grazie all’Aeronautica Militare.

Franco Mariani da StampToscana

Arezzo – Quando il Papa si muove non si muove da solo ma con un nutrito seguito, e le spese per il suo e loro ricevimento è a totale carico di chi lo invita. Una sola volta, in Toscana, il Papa, all’epoca Paolo VI, si mosse durante una visita ufficiale senza il suo seguito, fatto di Cardinali, Vescovi, Monsignori, Cerimonieri, Guardie d’Onore, ma solo con il segretario personale, autista, uomini della scorta. Avvenne a Firenze alluvionata la notte di natale del 1966. Al momento è stato calcolato che per la visita di Benedetto XVI del prossimo 13 maggio occorreranno circa 500mila euro. 120mila verranno dalla Regione Toscana – l’Arcivescovo Fontana ne aveva chiesti 150mila, ma il Governatore Rossi ne ha tagliati 30mila – altri 90mila dal Comune, pronto comunque a far fronte a spese ad oggi non previste. Ad oggi la Provincia non ha preso posizione, ma sicuramente stanzierà non meno di 100mila euro. Anche il Governo dovrebbe farsi carico di parte delle spese, tuttavia il Papa per muoversi dal Vaticano utilizza sempre elicotteri dell’Aeronautica Militare Italiana.

Con lui viaggiano il suo segretario personale, il Prefetto della Casa Pontifica, il Reggente, l’assistente, numerosi uomini della scorta vaticana, composta da agenti della Gendarmeria, guidata dall’aretino Domenico Giani, e della Guardia Svizzera, i cerimonieri, altro gruppo più numeroso, una decina circa, i fotografi e giornalisti dell’Osservatore Romano, gli operatori della Tv e Radio Vaticana, il cameriere e il medico personali. Poi, nel seguito, a seconda dei casi, si trova anche il Cardinale Segretario di Stato ed altri prelati, spesso nativi della regione visitata. Non tutti viaggiano con lui, alcuni lo precedono direttamente sul posto nei giorni precedenti.

Tutta l’ospitalità per loro, viaggio, pasti, ed eventuali pernottamenti, come l’organizzazione tecnica sul posto, palchi, microfoni, asfaltature strade, divieti stradali, paramenti, fiori, manifesti, libretti messa, bandiere, sala stampa, straordinari Forze dell’Ordine, e tanto altro viene pagato direttamente da chi ha invitato il Papa, in questo caso la diocesi di Arezzo. Non ci sono cifre standard, perché variano a seconda degli interventi necessari.

In questi giorni al Parco del centro storico, dove il Papa celebrerà la messa, sono al lavoro escavatrici e operai – tra l’indignazione della popolazione perché solo da poco tempo sono finiti i lavori di ristrutturazione dello stesso finanziati dal Comune – che, a spese della curia, stanno smantellando il Parco dove sarà allestito un mega palco, per non parlare poi delle migliaia e migliaia di persone che calpesteranno il verde. Il Comune, come da delibera approvata lo scorso 18 aprile, si occuperà della potatura degli alberi, della rimozione dei cassonetti, del trasporto, montaggio e smontaggio delle transenne lungo il percorso, della apposita segnaletica, della viabilità, della circolazione stradale, dei parcheggi, dei servizi bus navetta, della sala stampa.

A Milano, dove il Papa si recherà a fine mese, sono attese 1 milione di persone. Ad Arezzo e Sansepolcro saranno molto meno, ma sempre tante – si parla di 20mila persone sono al Parco per la Messa- e, grazie anche alla mondovisione assicurata dalla Rai, è un investimento turistico-promozionale non indifferente, che per molti giustifica le spese. Di certo sono sempre cifre “grosse”, che vengono coperte, in parte grazie a donazioni e sponsorizzazioni, il rimanente tra Diocesi, Comune, Provincia, Regione, Governo. D’altra parte, “Parigi val bene una messa”, ovvero bisogna fare dei sacrifici/spese per ottenere quello che si desidera di più. E avere il Papa in casa richiede sacrifici che però vale la pena di fare, vista l’importanza dello scopo. [mah... e la laicità?, n.d.r.]

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14 Comments

  1. Matteo

    appunto! è proprio la laicità che riesce ad andare oltre le polemiche e vedere il bene per la città di Arezzo “anche” in un evento religioso! Al contrario sarebbe solo laicismo.

  2. STELLA

    TUTTI QUESTI SOLDI X LA VISITA DEL PAPA QUANDO CI SONO PROBLEMI PIù IMPORTANTI DA RISOLVERE…VERGOGNATEVI

  3. fiorenza

    che il papa paghi i suoi viaggi è il minimo che i cittadini possano pretendere.Oltretutto dobbiamo anche sovvenzionare le scuole non statali.Ma l’imu poi lo pagheranno come noi pensionati?

  4. Franco

    A casa mia quando ho avuto un ospite non gli ho mai fatto pagare le spese dovute alla sua presenza, né se con l’occasione ho fatto delle riparazioni o dei miglioramenti

  5. fiorenza

    caro Franco,a casa tua fai quello che vuoi,ma con i tuoi soldi,non con quelli nostri.Anche io faccio come te,ma invito chi voglio.

  6. Eldorado

    @FRANCO, ma hai speso dei sodi tuoi non anche dei soldi miei,per invitare il tuo ospite, se ad Arezzo fanno dei lavori per l’occasione le deve spendere la chiesa che invita il suo capo non il comune o la regione o il governo, che spende anche soldi miei,io non l’ho invitato il papa,abbiamo altri grossi problemi.

  7. Eldorado

    Tutta questa gente che ci fa spese nostre,se ha paura stia a Roma.

    Con lui viaggiano il suo segretario personale, il Prefetto della Casa Pontifica, il Reggente, l’assistente, numerosi uomini della scorta vaticana, composta da agenti della Gendarmeria, guidata dall’aretino Domenico Giani, e della Guardia Svizzera, i cerimonieri, altro gruppo più numeroso, una decina circa, i fotografi e giornalisti dell’Osservatore Romano, gli operatori della Tv e Radio Vaticana, il cameriere e il medico personali. Poi, nel seguito, a seconda dei casi, si trova anche il Cardinale Segretario di Stato ed altri prelati, spesso nativi della regione visitata. Non tutti viaggiano con lui, alcuni lo precedono direttamente sul posto nei giorni precedenti.

  8. Elisa

    Il vescovo si dovrebbe vergognare!
    Invita il papa per far vedere le difficoltà della città,ma poi va a chiedere indiscriminatamente a quei cittadini di pagare una cifra che dire esorbitante è dire poco,non solo, evita problemi mostrandogli solo una parte di cittadini selezionata per l’occasione e non si riesce a capire quanto ci mettano da parte loro.
    Se erano così cristiani,potevano venire senza chiedere un euro,così da aiutare veramente la popolazione locale invece di diventare una spesa pubblica.
    Se poi il sindaco pensava di farcisi pubblicità e dar respiro ai commercianti,poteva far pubblicità nelle reti nazionali,che sicuramente costa meno.
    Trovo vergognoso come stanno riducendo il prato e il fatto che chi è contrario venga emarginato in piazza zucchi.
    Trovo veramente odiosa questa spesa assurda in un momento di così grave difficoltà e trovo ancor più odioso che gente vestita d’oro che professa povertà chieda cassa per una gita di un giorno.Che schifo!

  9. paolo

    500 mila euro sembrano tanti MA forse ha conti fatti è un buon investimento e solo a fine evento si faranno le somme. Arezzo infatti ha bisogno di eventi ha bisogno di turismo e ha bisogno di gente che guardi più il la del suo naso. Pensate al ritorno di immagine dell’evento che si può tradurre in Hotel, ristoranti, bar, botteghe di souvenir piene. Questo significa una boccata di ossigeno per le aziende ( spesso a conduzione familiari), posti di lavoro che anchje se temporanei in questo periodo non fanno schifo. Bhè se 500 investiti fanno tornare dai 2 ai 5 milioni in introiti …………………..

  10. François Marie Arouet

    La cosa più preziosa che ci regala la democrazia è indubbiamente la libertà di espressione. E’ un valore decisamente essenziale, che vale la pena di difendere sempre, anche quando permette, a chi non ha nulla di meglio da dire, di dar fiato alle trombe dell’idiozia.

  11. Furio Detti

    @ Franco

    che buffo, sul mio passaporto c’è scritto “Repubblica Italiana” non “Casa di Franco”. ciccio bello: i soldi sono di tutti e quindi la Regione e i politicanti hanno tolto soldi ai libri scolastici – per l’anno prossimo niente soldi per i buoni libro scolastici agli indigenti – ma regalano e sprecano soldi per questo milionario in visita. Coperto d’oro dalle mutande allo zuccotto!!! Se ti va ospita il papa ma a casa tua non con i soldi di tutti! governo vergognoso di preti e padroni!

  12. Antonio

    E perché nessuna polemica quando per un normale concerto allo stadio chiudono strade, mobilitano vigili urbani, protezione civile, dirottano linee di autobus, di certo non a spese del cantante di turno? Per non parlare delle partite di calcio, le cui spese di “contorno” non sono certo pagate dalla Lega Calcio, dalla FIGC o dal CONI! E per le manifestazioni sindacali che radunano decine di migliaia di persone (a Roma come in altre città)? E per la visita di capi di Stati più o meno importanti? (senza citare il fu leader libico o l’ambasciatore cinese di turno?)

  13. CLAUDIO

    E’ uno schifo la gente si ammazza per la crisi , e si buttano via i soldi per un uomo insignificantema che andassero a fanculo dal primo all’ultimo

  14. quirina cantini

    Credo che sia lecita la condanna agli sprechi.
    Tuttavia è lecita anche una riflessione su quanto , la visita del Santo Padre, in una città , porti indotto, turismo, etc…
    Se ne facciamo una questione economica, guardiamola in senso ampio.
    Se ne facciamo una questione morale, beh… si sa che Gesù predicava la povertà…!

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