Resistenza in Val di Susa, ecco come mass media e partiti possono essere fermati

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di Nique La Police per Senza Soste

“La resistenza è sempre possibile. Ma dobbiamo impegnarci nella resistenza sviluppando prima di tutto l’idea di una cultura tecnologica. Nonostante tutto, ai nostri giorni, quest’idea è enormemente sottosviluppata. Per esempio abbiamo sviluppato una cultura artistica e letteraria. Ma gli ideali di una cultura tecnologica rimangono sottosviluppati e,

1 Comment

  1. AstroTime

    Bravo Nique!

    bella analisi. Temo però che prima di rendere assimilabile ed effettivo, o anche solo condiviso ed efficace il tutto, occorra più tempo di quanto l’incalzare dei fatti conceda.
    Naturalmente anche su questo gioca chi può trarne vantaggio, arroccandosi nelle proprie strategie.
    Perciò, di fronte a questa come a tante altre manifestazioni, una domanda sorge spontanea:
    non si potrebbe tendere a semplificare, cioè a dire – non solo nello specifico – rendersi conto che la Vita ha essa stessa regole assai più semplici, ed estirpare con la maturazione di secoli il falso surplus, che confonde le acque, riconducendosi ad una conditio esistenziale che escluda tali montature alla radice?

    Come?
    non certo senza sacrificio di tutti, poiché se c’è una cosa globale è l’errore.
    In primis, rendendosi conto che i politici con annessi e connessi rappresentano noi, non dal punto di vista elettorale, ma “evolutivo”: siamo noi stessi con le nostre mentalità ad averli messi sulla scena che ci rappresenta a tutti gli effetti (forse troppi).
    I loro abusi sono i nostri abusi, di ogni giorno; occorre rendersene conto, anziché spalancare gli occhi sul fuori e chiuderli dentro.

    Votando?
    no! o meglio sì, perché ognuno vota in continuazione: tutte le volte che fa acquisti o paga servizi, conferisce credito, ricchezza, potere a qualcun altro; che ha scelto espressamente.
    Questo sarebbe un potere enorme in mano ad esseri responsabili, capace di ribaltare lo status quo scavalcando ogni sorta di strategia informativa o disinformativa. Controllando persino la speculazione, il veleno primo di questa umanità, le banche e quant’altro e per di più standosene comodamente a casa propria.

    Gli è che quasi tutti riconoscono che “siamo in guerra”, nondimeno vorrebbero lasciarla fare a qualcun altro (parlo in senso lato; Val di Susa non c’entra, anzi…).

    À la guerre comme à la guerre, si potrebbe far saltare in 48 ore ciò che non si ritiene valevole e costruttivo nel mondo, senza tanti discorsi:
    basterebbe “trovarsi d’accordo” in numero sufficente e non concedergli le nostre uniche risorse; e i numeri per fare soldi veri non mancherebbero, lo sa bene che ci campa.
    Ma quanti di noi sono pronti a rimboccarsi le maniche, senza timore di compromettere una fetta di quel confort a cui sono abituati?

    Senza un tale potere decisionale, continuando a proiettare sul grande schermo illusorio le nostre pretese, o aspettative e niente di più, si verrà sempre, in un modo o nell’altro, risucchiati dai vortici di un’incessante spirale.. e allora addio diritti;
    ma saremo comunque noi ad averlo voluto.

    Con la rinuncia al più elementare esame di coscienza.

    Sto estremizzando, ma occorre rendere l’idea, il più presto possibile.

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