Alterpiano: tutto ciò che si potrebbe fare per il problema rifiuti e che invece la politica ignora

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Il Piano Interprovinciale Rifiuti è stato approvato lunedì dal consiglio provinciale di Firenze con i voti del Pd. Sel e Idv non hanno partecipato al voto. Via quindi alla realizzazione di due nuovi inceneritori nel fiorentino (Case Passerini e Testi), decease all’ampliamento di quelli di Selvapiana e Montale, cialis in provincia di Pistoia e alla costruzione di nuove discariche.
Eppure, c’erano altre ben più valide proposte, passate sotto silenzio…

di Ilaria Vicini per l’Altracittà

Ci sono volute le manifestazioni di piazza per portare all’attenzione pubblica ciò che i media locali hanno ignorato per settimane. Alterpiano, alternativo al Piano Interprovinciale rifiuti (quello con la costruzione del megainceneritore di Case Passerini), era infatti stato illustrato dai promotori in commissione provinciale e presentato in conferenza stampa già da giorni.
Lunedì pomeriggio è andato fallito l’ennesimo tentativo di convincere la Provincia ad avviare una discussione pubblica, almeno sulla verifica di impatto ambientale dell’inceneritore, e i comitati sono scesi in strada. Presidio di protesta in via Cavour e finalmente un minimo di visibilità per la ricetta di Alterpiano.

Ma quali sono le proposte contenute in Alterpiano?
Le realtà promotrici (comitati e associazioni) puntano alla modernità e al superamento del ritardo culturale della Provincia, che si ostina nella scelta degli inceneritori e delle discariche come unica soluzione al problema rifiuti. Alterpiano segue le norme comunitarie e nazionali, con obiettivi precisi e realizzabili: riduzione della produzione dei rifiuti urbani, riutilizzo dei beni, incentivazione della raccolta differenziata domiciliare e implementazione della filiera del riutilizzo e del riciclaggio di materie incorporate nei rifiuti. Non solo: studiando i residui non compostabili, vera patologia del sistema, si possono evitare a monte errori di progettazione dei beni di consumo. Questo avviene, nelle previsioni di Alterpiano, grazie a Centri di Ricerca e di Riprogettazione rifiuti Zero, gestiti da professori universitari, studenti di facoltà tecniche ed artistiche e progettisti che, posti in “fronte di discarica” e all’interno di un impianto “a freddo” lavorerebbero allo screening ed al trattamento/recupero del residuo.

Secondo i comitati, il piano Interprovinciale fa ben poco per un salto qualitativo nella gestione della raccolta differenziata, perché si limita a sommare i tre piani provinciali precedenti, già superati sotto ogni profilo. La Direttiva Comunitaria 2008/98 e del D.lgs 205/2010, infatti, pongono come finalità prioritarie la protezione della salute umana e dell’ambiente e l’obiettivo primario non è la produzione di energia elettrica (cavallo di battaglia dei fan dell’inceneritore di Case Passerini) bensì la riduzione dei rifiuti, il risparmio e il riciclaggio dei materiali. Oltretutto, denuncia Alterpiano, il Piano Interprovinciale Ato Centro Toscana basa la sua ragion d’essere su una previsione di aumento del rifiuto pro-capite, mentre la tendenza, consolidata dal 2005, è quella di una riduzione a partire dal 2005. Gli stessi dati di Quadrifoglio per il 2011 registrano una diminuzione del 4,31% rispetto al 2010 sul totale di rifiuti prodotti nella provincia di Firenze.

Sui rischi per la salute degli abitanti della Piana, Alterpiano cita le conclusioni di Progetto Ambiente e Tumori 2001 dell’AIOM, Associazione italiana di oncologia medica: “Non esistono sul piano scientifico-epidemiologico evidenze in grado di far ritenere che gli inceneritori attualmente in funzione comportino minore impatto sanitario, in particolare a lungo termine, sulle patologie cronico-degenerative, incluso quelle neoplastiche: la taglia ed il numero degli impianti tende a crescere costantemente e ciò potrà dare un contributo non trascurabile s u scala globale a gas serra e a inquinanti persistenti, come segnalato anche da un recente Report OMS.”

Gli studi più accurati e recenti rilevano inoltre che più del 90% dei rifiuti non sono scarti, ma materiali che possono essere immessi nuovamente nei cicli produttivi grazie ad un’impiantistica di transizione, “a freddo”, alternativa alla combustione, minimizzando ancora di più la quantità da smaltire e creando occupazione (1 lavoratore ogni 1000 abitanti, praticamente circa 2000 nuovi posti di lavoro per il comprensorio Ato Toscana Centro). L’idea, già realizzata in numerose realtà locali italiane, è quella dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico, che recupera materiali, stabilizza la frazione organica sporca (utilizzabile poi a ricopertura delle discariche) e “ripulisce” le plastiche residue trasformandole in “profilati” e/o “granulati” pronti per il riuso.

L’obiettivo di Alterpiano è la Società europea del riciclaggio dove tutti siano coinvolti, produttori e consumatori, un’evoluzione culturale in cui il prodotto è progettato per poter essere riusato, riparato, ricostruito, riadattato, rivenduto, ridotto, riciclato o biodegradato.
Alterpiano suggerisce inoltre agli amministratori di mettere in atto pratiche di facile attuazione e a costo zero come: mercato delle materie seconde, acquisti verdi comunali, compostaggio domestico, eliminazione delle acque minerali da tutte le mense scolastiche, distributori automatici alla spina, ecosagre, pannolini lavabili, last minute market, isole ecologiche che incentivano i cittadini a consegnare rifiuti ingombranti.
Sempre agli enti locali, Alterpiano rivolge la richiesta di attivare una efficace raccolta differenziata domiciliare a tariffazione puntuale, che ridurrebbe la quantità dei rifiuti e aumenterebbe la qualità della fase di riciclaggio. Così come si potrebbe ottenere una drastica riduzione dei rifiuti industriali incentivando i produttori virtuosi a separare i rifiuti speciali da quelli urbani. Indispensabili sono pure gli impianti di compostaggio di qualità.

Così facendo, si calcola che in discarica che andrebbe non più del 12% di materiale inertizzato del rifiuto iniziale; un quantitativo (in prospettiva sempre più esiguo) molto inferiore alle ceneri mandate discarica dagli inceneritori; ceneri peraltro catalogate “rifiuti speciali”, ad alto contenuto di diossina.
Alterpiano fa calcoli a breve tempo sulla propria efficacia: entro il 2015 prevede un 15% di riduzione indiretta dei rifiuti quale effetto del passaggio dal sistema di raccolta stradale al porta a porta integrato e, sempre entro il 2015, fissa il proprio obiettivo in un 3% di riduzione diretta dei rifiuti come frutto di interventi volti a contenere soprattutto gli imballaggi “monouso”. Le proposte di Alterpiano per la riduzione dei rifiuti sono semplici, tra le tante: sistemi di ricarica alla spina, divieto di stoviglie usa e getta in mense pubbliche, feste e raduni pubblici, uso dell’acqua del rubinetto nelle mense scolastiche e nelle case di riposo, distribuzione del latte alla spina, autocompostaggio familiare e compostaggio di “condominio” (anche per mense pubbliche e ristoranti).

Infine i costi di Alterpiano: minori almeno del 70% rispetto a quelli del Piano Interprovinciale, sia per il non ricorso agli inceneritori (che ha costi più alti anche di qualsiasi altro trattamento a non combustione), sia per il risparmio sullo smaltimento e sul costo delle raccolte domiciliarizzate rispetto a quelle stradali.
Su queste basi, in pochi anni, l’adozione di Alterpiano comporterebbe che su 100 kg di rifiuti prodotti, a smaltimento andrebbero non più di 11 Kg!
A fronte di ciò, invece, l’85% degli investimenti del Piano interprovinciale andrebbero allo sviluppo del ciclo complessivo dell’incenerimento: impiantistica e servizi connessi costeranno 236 milioni di euro, a fronte di soli 35 milioni stimati per il compostaggio. Senza contare che per gli inceneritori solo gli oneri finanziari per gli anticipi bancari ammontano a 164,69 Euro/tonnellata!

1 Comment

  1. fiorenza

    sulla raccolta differenziata,importantissima,bisognerebbe chiamare tutti gli stranieri che sono in città,oltre ai fiorentini che non la fanno,a seguire un corso che spieghi loro l’importanza e,quando vengono presi sul fatto dai vigili urbani,sanzionati con piccole multe sicuramente deterrenti.Chi sta nel centro,come me,vede molta gente che,non solo non fa la raccolta differenziata,ma butta per terra bottiglie di acqua,di birra, di coca cola ,pacchetti di sigarette e ogni ben di dio.Che se ne occupi il sindaco!!

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