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  • Tassa sui permessi. Il governo tace, arriva il salasso

    Postato sabato 28 gennaio 2012 e inserito in . Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.


    Silenzio dai ministri dellInterno e dellIntegrazione che avevanopromesso sconti legati a reddito e numero di figli.

    Elvio Pasca da StranieriinItalia.it

    Solo poche ore per farla franca. Oggi e domani mattina. Poi gli uffici postali chiuderanno fino a lunedì 30 gennaio, quando entrerà in vigore il nuovo contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno. E sarà un salasso.

    Il tariffario prevede tre scaglioni: ottanta euro se il permesso dura meno di un anno, cento se dura da uno a due anni, duecento se è un permesso per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta carta disoggiorno. Soldi che si aggiungono alla settantina di euro che già si pagano oggi per un servizio inefficiente. Sono esentati solo i minori e alcune categorie deboli, come richiedenti asilo e persone chevengono in Italia per curarsi.

    La stangata arriva mentre il governo tace. Eppure il 4 gennaio scorso avevano parlato Andrea Riccardi e Anna Maria Cancellieri, promettendo un approfondita riflessione. In un momento di crisi che colpiscenon solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri, cè da verificare dicevano i ministri – se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare.

    Di quella verifica non si sa più nulla. è ancora in corso o è finita? E i risultati? Chiamate il ministero dellInterno, noi abbiamo fatto le nostre proposte, decidono loro ci dicono dalministero dellIntegrazione. Fosse facile. Sono giorni che chiediamo inutilmente lumi al Viminale.

    Intanto, corre il conto alla rovescia e forse conviene ricordare che la legge non fissa un termine prima del quale non si può presentare domanda per il rinnovo del permesso di soggiorno. Chi lo fa tra oggi edomani eviterà la nuova tassa almeno fino al prossimo rinnovo. Chissà se per allora il governo avrà trovato il modo di mantenere le promesse.

     

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