Quali strategie si possono perseguire per ridurre il debito pubblico senza danno sociale?

12/12 – Quali strategie si possono perseguire per ridurre il debito pubblico senza danno sociale?

R. Prima di tutto bisogna abbatterne la dimensione, individuando, tramite apposita Commissione d’inchiesta, la parte da ripudiare perché illegale, illegittima e odiosa. Ma se l’ammontare da ripagare persiste eccessivo, si impone la necessità di ristrutturarlo tramite un ridimensionamento d’imperio o negoziazioni con i creditori in modo da ridurre il peso degli interessi e del capitale da restituire. In ogni caso serve un piano di restituzione che definisca tempi e modalità di finanziamento. Il che significa agire sia sul piano delle entrate che delle uscite.

Sul piano delle entrate, prima di tutto bisogna ripristinare una seria politica fiscale di tipo progressivo come prescrive la Costituzione. Ossia applicare aliquote crescenti al crescere degli scaglioni di reddito. Contemporaneamente bisogna reintrodurre una seria patrimoniale che colpisca la ricchezza accumulata sotto forma di beni mobili e immobili, depositi e titoli. Oggi perfino la Confindustria sostiene una simile proposta, evidentemente per paura che l’eccesso di disuguaglianza o di sacrifici sociali possa scatenare una pericolosa sollevazione popolare.

Di sicuro il risultato sarebbe garantito: Pellegrino Capaldo, storico banchiere ed esperto di finanza pubblica, ha calcolato che un’imposta sugli immobili, fra il 5 e il 20 per cento del loro valore, potrebbe garantire un introito sufficiente a poter dimezzare il debito pubblico. Il discorso sulle entrate potrebbe continuare con misure contro l’evasione fiscale e l’economia in nero che procura un mancato incasso di oltre 120 miliardi di euro l’anno. Nel contempo si dovrebbe lavorare anche sul piano delle uscite. Bisognerebbe eliminare ogni forma di spreco e di privilegio a vantaggio di politici, alti funzionari e dirigenti di imprese pubbliche.

Bisognerebbe ridurre le spese militari ritirandoci da ogni missione neocoloniale e cancellando qualsiasi sistema d’arma a scopo offensivo. Si dovrebbero abbandonare tutte le opere faraoniche utilizzando gli stessi soldi per il risanamento dei territori, il potenziamento delle infrastrutture e delle economie locali, la riconversione della produzione in un’ottica di sostenibilità, il miglioramento dei servizi sociali col coinvolgimento delle comunità.

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Elaborazione Centro Nuovo Modello di Sviluppo

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Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (www.cnms.it), animato dal nostro amico Francuccio Gesualdi, ha promosso un appello per il congelamento del debito pubblico italiano. Allo stesso tempo ha pubblicato 12 domande e 12 risposte sul tema, vista la vastità e la complessità di una questione che però ci coinvolge tutti da molto vicino. Perché da come il nostro governo tratterà la vicenda con l’Unione Europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazione dipendono i nostri diritti e il nostro futuro, in una parola la democrazia per come siamo abituati a considerarla. (cl)

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Ecco il sommario delle 12 domande con i link a quelle già pubblicate; questa è stata l’ultima.

1. Cos’è il debito pubblico?
2. Come si è formato il debito pubblico in Italia?
3. A quanto ammonta il debito pubblico italiano?
4. Chi detiene il debito pubblico italiano?
5. Che cos’è la speculazione sul debito pubblico e perché ci danneggia?
6. Perché si tagliano le spese sociali in nome del debito pubblico?
7. Perché tutti invocano la crescita per la soluzione del debito pubblico?
8. Cosa significa “congelamento del debito?
9. Quali possono essere le conseguenze collettive del congelamento del debito?
10. E’ vero che se lo stato congela il debito, i clienti delle banche non avranno più indietro i loro depositi?
11. E’ possibile congelare il debito pubblico salvaguardando le famiglie che hanno investito in Buoni del Tesoro?
12. Quali strategie si possono perseguire per ridurre il debito pubblico senza danno sociale?

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3 commenti

  1. Andrea Ziffer

    2 contribuenti lavorano 30 anni; A spende tutto, B risparmia. Perché B dovrebbe essere tassato con una patrimoniale?
    Una persona possiede immobili, ad esempio perché ereditati, che producono reddito tassato (più di quello da lavoro o di quello da interessi). Perché dovrebbe essere colpita da ulteriore tassa patrimoniale? E con cosa la pagherebbe non avendo disponibilità di liquidi?
    Una persona possiede BTP; se adesso venisse introdotta la patrimoniale dovrebbe venderli in perdita?
    Si usi il patrimonio come indizio di reddito, e si colpisca chi non avesso dichiarato redditi con esso compatibili, ma non si pensi ad esso come base per una ulteriore imposizione fiscale (abbiamo comunque già l’ICI ed il bollo sugli estratti conto che sono imposte patrimoniali)

  2. mauro megna

    X l’ignoto “domandero” dimezzamento (meglio se 75%) del mensile dei parlamentari eccc… eliminazione del 90% dei favoritismi dei parlamentari e seguito …. vai su questa linea e non chiederai piu’ quali sono i condotti per eliminqare il debito pubblico…. anche se tu lo sai come i tuoi “pari”. Le cose che ho detto Io avresti potuto dirle tu…… ma non ti sporgere troppo che ti complicheresti la vita ( potresti diventare un disoccupato e allora saresti vicino e solidale con chi ha veramente i problemi.

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