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sabato 3 settembre 2011 e inserito in Diritti.
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Aveva fatto scandalo la proposta di Abercrombie & Fitch per la scorsa estate, che aveva pensato di lanciare una collezione di costumi da mare per bambine con push up, tempo prima aveva fatto discutere e sollevato polemiche la scelta di Vogue France si dedicare un editoriale a bambine truccate e vestite come piccole donne, snaturando la loro semplicità, oggi si va ben oltre e a compiere il passo falso è un’azienda Olandese.
Boobs & Bloomers lancia una linea di lingerie per bambine (in vendita anche in Italia) che si propone come collezione adatta a soddisfare i gusti di chi si appresta a comprare il primo vero intimo della propria vita, peccato però che tra reggiseni imbottiti per chi è ancora nell’età dello sviluppo ed una campagna pubblicitaria piuttosto eloquente, il brand abbia finito con l’essere accusato di incitamento alla pedofilia. Bambine in pose ammiccanti, intimo fin troppo sexy; già il nome del brand non lasciava presagire nulla di buono “tette e mutandine” non è proprio ciò che vorremmo vedere impresso sull’intimo delle nostre figlie, nipoti o cugine.
Dopo la mercificazione del corpo femminile, dopo aver sfruttato l’immagine della donna a scopi commerciali e adesso il turno delle bambine? le immagini hanno già iniziato a fare il giro del mondo, il messaggio ad insinuarsi nelle menti di uomini poco ortodossi e in quello di bambine ancora troppo poco mature per rifiutare l’idea che sia giusto indossare lingerie sexy e reggiseni imbottiti a 10 anni, bruciando le tappe e puntando subito all’esaltazione del corpo. Se nel caso della mercificazione del corpo femminile sussiste l’idea secondo la quale in fondo sono le donne a scegliere di divenire “oggetto”, per i minorenni il discorso è ben diverso, c’è da chiedersi quale genitore possa concedere alla propria figlia di posare ammiccante mentre gioca con una coetanea in reggiseno e slip, mostrandosi in intimo di fronte al mondo intero.
Sonia Grispo da Trend and the city
Potete segnalare la campagna allo IAP, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, oppure mandare una mail a comunicazionedigenere@email.it con il vostro nome, cognome e città.
N.B.: “Un altro genere di comunicazione” http://comunicazionedigenere.wordpress.com/ è il blog che insieme ad altri ha lanciato la campagna di protesta contro l’uso del corpo infantile.
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Salve, sono l’autrice del blog un altro genere di comunicazione e proprio io assieme ad altre blogger abbiamo lanciato la protesta contro queste terribili immagini.
Sicocme mi stanno arrivando delle email di persone che credono che sia stata io a realizzare quegli scatti potreste spiegare che io sono l’autrice di Libera Infanzia l’iniziativa contro l’uso del corpo infantile che è una camapgna da sottoscrivere?
Grazie
MMMMH IO CREDO KE SIA UNA VERGOGNA SCATTARE FOTO DI PICCOLE RAGAZZINE IN BIKINI KE STRONZI KE SIETE FREGHI BELLA FRA