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  • Raccontare la periferia. Edizione 2011
  • Mondo operaio e cristianesimo di base. L’esperienza dell’Isolotto di Firenze

    Postato martedì 12 aprile 2011 e inserito in Piagge, Idee. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.


    La stagione degli anni Sessanta e Settanta, nella quale si svilupparono le Comunità di base, fu caratterizzata da una straordinaria accelerazione dei processi di trasformazione sociale. Questo libro documenta l’incontro fra il mondo operaio e il cristianesimo di base che ebbe luogo proprio in quel periodo.

    La ricerca di Christian G. De Vito, compiuta attingendo a un notevole patrimonio umano e documentario di memoria, analizza la relazione fra la Comunità dell’Isolotto di Firenze e il mondo operaio. Una relazione che rappresentò un momento emblematico del cambiamento del rapporto fra l’ambito operaio e la sfera cattolica: dall’estraneità aspramente contrappositiva si passò gradualmente a una reciproca positiva contaminazione.

    In quello storico mutamento De Vito individua lo snodo fondamentale per la definizione dell’identità della Parrocchia/Comunità dell’Isolotto nell’intero periodo dal 1954 al 2010. Scorrono così in successione nelle pagine del libro i molteplici significati assunti dall’esperienza di comunità: quella missionaria ed ecumenica degli anni Cinquanta, alla quale succedono pria la «Chiesa dei poveri» del periodo conciliare e del Sessantotto, la comunità quartiere degli anni 1969-72, la comunità di base degli anni successivi, fino alla comunità in ricerca di fronte alle trasformazioni indotte dalla globalizzazione e al rapporto con i nuovi movimenti sociali dei giorni nostri.

    La ricerca di De Vito analizza l’esperienza specifica dell’Isolotto, ma supera intenzionalmente la frattura tra storia religiosa e storia sociale, confrontandosi idealmente con la tradizione degli studi che a livello internazionale hanno indagato la questione del rapporto tra la storia delle classi subalterne e la religiosità popolare.

    “Mondo operaio e cristianesimo di base. L’esperienza dell’Isolotto di Firenze”, di Christian G. De Vito
    Prefazione di Enzo Mazzi / Postfazione di Domenico Maselli e Alessio Gramolati
    Ediesse. Collana Storia e Memoria,
    Pagine 184, Prezzo 10,00

    ***

    Christian G. De Vito. Si occupa di storia sociale, con particolare attenzione ai temi delle carceri, della salute mentale, dei fenomeni migratori e del welfare. Oltre al presente volume ha pubblicato le monografie Camosci e girachiavi. Storia del carcere in Italia 1943-2007 (Laterza, 2009) e I luoghi della psichiatria (Polistampa, 2010). Ha inoltre pubblicato saggi in volumi collettanei e riviste specializzate, tra le quali “Storia Contemporanea”, “Zapruder”, Rassegna penitenziaria e criminologica”, “Rivista Sperimentale di Freniatria”.E’ membro dell’editorial board dell’International Social History Association (ISHA). Da circa due anni vive nei Paesi Bassi, dove lavora come insegnante di italiano e ricercatore di storia e partecipa a gruppi e movimenti impegnati nella promozione dei diritti sociali e civili.

    ***

    Firenze, lunedì 18 aprile, ore 17.00
    Salone della Comunità dell’Isolotto, via degli Aceri 1

    Presentazione del libro di Christian G. De Vito
    Mondo operaio e cristianesimo di base. L’esperienza dell’Isolotto di Firenze
    l’autore ne discute con
    Bruna Bocchini Camaiani, Docente di Storia del cristianesimo e delle chiese all’Università di Firenze
    Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil
    Silvano Miniati, consigliere Cnel, vicepresidente della Fondazione Bruno Buozzi
    Introduce e coordina
    Paola Ricciardi, Archivio storico della Comunità dell’Isolotto

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    Un commento a “Mondo operaio e cristianesimo di base. L’esperienza dell’Isolotto di Firenze”

    1. Lucioaprile 13th, 2011 - 16:17

      Una bella narrazione, ben documentata e molto partecipata, per una grande storia comunitaria che dura da oltre 50 anni. In un tempo di dispersione e derisione dei valori collettivi fa piacere leggere pagine diverse, così arricchenti e intriganti, e ritrovarsi a fianco di una comunità sempre in ricerca.

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