Sindaco Renzi, perché stai con Marchionne? Perplessità e domande di una donna curiosa

Alla vigilia del referendum sul contratto per Mirafiori, cialis riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da una nostra lettrice al Sindaco Renzi, healing che in una intervista si è schierato “dalla parte di Marchionne”.

Con l’occasione ricordiamo l’appello di MicroMega “Sì ai diritti, No ai ricatti”, che si può firmare qui http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&idappello=391202

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Attivissimo Sindaco Renzi,
ho letto la sua intervista sul Sole 24 ore riguardo all’accordo separato di Mirafiori ed ho provato dolore e sgomento.
Il dolore è dato dal constatare la marcata differenza di punti di vista che possono avere due persone che vivono sullo stesso territorio (non parliamo poi della stessa provenienza politica ‘chè lì mi vien proprio il magone….), lo sgomento nel constatare che la persona che si è messa a servizio dei cittadini della principale città della Toscana, trova più consone al suo sentire le posizioni di chi vive una realtà completamente avulsa dalla maggioranza del popolo.
Una presa di posizioni netta, la Sua, indaffarato sindaco, senza neppure il dubbio della prova dell’effettiva buona volontà di Marchionne, senza neppure la prova del dubbio che forse il punto di vista dei suoi cittadini può essere diverso, senza lo sforzo (richiesto alla politica ed ai suoi esponenti) di cercare altre strade possibili che non il progressivo smantellamento dei diritti.
Le volevo quindi sottoporre il mio punto di vista, con la speranza di aprire una breccia di dialogo nelle sue (almeno apparentemente) granitiche convinzioni.
Non penso di essere una profonda conoscitrice di economia internazionale, non sono una personalità eminente del panorama politico. Sono moglie di una “tuta blu” che da 25 anni ogni mattina o pomeriggio, o notte entra in fabbrica per “dare” il proprio lavoro, sono anche una donna curiosa, che cerca di tenere gli occhi aperti sulla realtà, quella realtà continuamente edulcorata e maneggiata dagli abbagli “virtuali” del nostro sistema fondato su consumo e potere che poco ha a che vedere con il ciclo reale della vita.
Ho letto una sola volta la sua intervista (mi faceva troppo male rileggerla) e due passaggi mi sono restati stampati in testa con sopra due punti di domanda grandi come una casa.
Uno è quando lei dice (spero di citare correttamente)… “per una volta che non chiedono soldi….” Ecco: per una volta che non mangiano soldi si devono mangiare i diritti? Su cosa si fonda il diritto che pare internazionalmente riconosciuto per cui le Grandi Aziende Multinazionali devono sempre esigere qualcosa da qualcuno? Che danno in cambio? Una “fantastica promessa d’investimento”? E dov’è? A chi ha illustrato il Grande Marchionne il suo piano industriale di Investimenti? Io non ne so nulla, me lo potrebbe procurare lei? Magari analizzandolo con i lavoratori e le parti sociali si possono trovare soluzioni e migliorie economiche che sono sfuggite ad una prima analisi…..
Per giustificare i maggiori introiti degli imprenditori e dirigenti rispetto al salari degli operai a me hanno sempre detto che ciò era dovuto al rischio d’impresa ed ad una maggiore responsabilità. Non sono però riuscita ad individuare nelle vicende Fiat questi due aspetti: quando l’azienda ha chiesto aiuto allo Stato per la propria azienda che versava in cattive condizioni non mi risulta che la famiglia Agnelli (che ne risultava proprietaria) abbia perso neppure una delle ricchezze che possedeva (nel 2009 mi risulta che il gruppo Fiat abbia dichiarato una perdita di 848 milioni di Euro: chi ce li ha rimessi? Tanto per fare un esempio…). Mio padre artigiano se avesse dovuto chiedere aiuto allo Stato, magari avrebbe avuto una casa popolare, ma avrebbe dovuto vendere ogni sua proprietà per ripagare i debiti fatti in azienda……
Da qui dove sono io, dal mio punto di vista, le multinazionali si sono progressivamente liberate da ogni vincolo morale, sociale ed economico (la joint-venture Fiat-Crysler “ai fini operativi” non aderirà neppure al sistema confindustriale…) ed hanno minimizzato il rischio con la costruzioni di sempre più incomprensibili “matrioske” che quando vogliono manovrare le economie e le politiche degli Stati sembrano enormi giganti, ma quando c’è da condividere i profitti diventano vuote “bamboline” sperdute in qualche paradiso fiscale……
Ma veniamo alla seconda sua affermazione (per me incomprensibile) “io sto con il lavoro, io sto con Marchionne…”. Da qui, da dove guardo io, “stare con il lavoro” è stare con chi si sporca le mani, con chi il lavoro lo dà, non con chi lo prende viaggiando pagato da un confine all’altro della terra per creare aziende sempre più grandi che però nascono già indebitate. Facendo colazioni di lavoro (sempre pagate, è il loro lavoro) per creare la “nuova joint-venture” mentre l’ultimo modello Fiat si basa sempre su una tecnologia vecchia di cent’anni e fa i soliti 15 km con un litro mentre il petrolio sale e scende ed i più seri studi scientifici parlano di prossima crisi estrattiva. Mio marito, nel suo piccolo, si paga il GPL per andare a lavorare e le “colazioni di lavoro” sono mezz’ora retribuita (per ora) alla mensa Sodexo, eppure si occupa di prevenzione, e cerca continuamente di migliorare condizioni ed efficienza nel suo posto di lavoro…. E non vede neppure il giorno in cui potrà uscire dalla fabbrica ….l’orizzonte della pensione è così sfumato…. Colpa dei vecchi che si mangiano il futuro dei giovani? Colpa dei giovani che non hanno voglia di lavorare e vogliono campare su quello che i vecchi hanno messo da parte? O colpa di chi ha creato il proprio potere e la propria ricchezza sul lavoro degli altri ed ora cerca di farli litigare? Giovani, vecchi stranieri beni comuni … ce ne sarebbero tante di cose di cui parlare….. Ci sarebbero tanti privilegi da “rottamare”…
Però un po’ la capisco sa? Almeno Marchionne fa la voce grossa e pare abbia uno straccio d’idea….dal lato dei lavoratori pare che tutti dormano o che siano proni al servizio dell’industria. Da qui pare di un altro mondo anche la posizione stessa di una parte della CGIL che pare esser quella di “abolire -solo- tecnicamente” i diritti, firmando solo Tecnicamente il contratto – (esiste un modo per firmare che non sia quello di prendere “tecnicamente” la penna ed apporre una firma???…. Mah!!).
Ma è sempre stato così nella storia, lo sa sicuramente meglio di me, la gente comune finchè può dorme e crede nei sogni di chi pare abbia più capacità, potere e ricchezza di lei… ma poi batti e batti si sveglia e quando si è svegliata, a costo di grandi sacrifici, fa fare un altro passo verso la giustizia, l’equità, la solidarietà, la vita a questo nostro strano mondo.
Io sono qui, che cerco di tenere gli occhi aperti ed aspetto.
Anche una sua risposta.
Saluti
Elena

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6 Comments

  1. Maurizio Sarcoli

    si aggiunge a renzi e adaltri del Pd la dichiarazione di oggi di Berlusconi dalla Germania: “E’ assolutamente positivo lo sviluppo della vicenda con la possibilità di un accordo tra sindacati e azienda per una maggiore flessibilità nei rapporti. Molto positiva per una maggiore flessibilità del lavoro”, ha detto il presidente del Consiglio nel suo primo commento sulla vertenza Fiat.
    “Se non accadesse le imprese e gli imprenditori avrebbero buone ragioni per spostarsi all’estero”,(agenzia reuters).
    Cosa unisce Berlusconi a Marchionne e renzi allo stesso? Il fatto di essere imprenditori e non avere a cuore l’interesse generale ma solo il proprio particolare.
    Fino a Tangentopoli gli imprenditori si affidavani al politico di turno (Berlusconi a CRAXI e Renzi alla DC) adesso gli imprenditori (in parte) si autorappresentano. Entrano in politica per far approvare le politiche che gli servono ad arricchirsi senza pagare il dazio della redistribuzione della ricchezza o dei limiti imposti ai loro affari da tutele ambientali e della salute pubblica.
    Lo stato per questi soggetti è solo un foruncolo sul sedere con tutti i suoi lacci e lacciuoli come la costituzione, la magistratura, le asseblee…tutte perdite di tempo per questi decisionisti, questa gente del fare…
    il problema è che riescono a vendersi come uomini nuovi, sono votati e amati per se stessi visto che non riescono a far niente di serio per gli altri (renzi fa delle belle feste ma crolla alla prima emergenza, l’altro le feste le fa private).
    Io sono commosso dalla lettera di elena, ma credo che oltre la testimonianza che la sua lettera rappresenta oggi ci vorrebbe un coraggio collettivo, fuori dai palazzi del potere per interrompere questo varietà insensato che ci sta portando tutti alla rovina, ma con lustrini e musiche assordanti dappertutto.
    Grazie Elena, Maurizio

  2. katia Raspollini

    Ringrazio infinitamente la signora Elena che con la sua lettera riporta alla nostra attenzione la verità sulla vicenda Fiat e sulla posizione scandalosa e ignobile che l’intero partito di Renzi a livello nazionale sta assumendo sulla questione. Queste persone che non voglio neppure chiamare politici perchè non sono degni di questo nome, sono espressione di una classe di potere che non ha niente a che vedere con la cultura repubbliccana e costituzionale che dovrebbe connotare il nostro paese.
    Ieri sera alla trsmissione Ballarò mentre c’era qualcuno che diceva la verità affermando che i lavoratori intenzionati a firmare l’accordo non sono liberi ( lo diceva un ex parlamentare del pc), la deputata PD Finocchiaro ha esordito che anche se voterebbe no all’accordo, lei non è tra gli operia che rischiano il posto di lavoro, O meglio, quasi consiglia a questi operai di votare si perchè alla fine solo lei che non è operaia voterebbe no e dunque come possono farlo farlo gli operai veri,? Sarebbe un lusso che non si possono permettere !
    Che vergogna !
    Questa deputata se ne chiama fuori e consiglia agli operai di contrattare i propri diritti con il lavoro.
    Lo stesso fanno gli altri PD come se la Fiat fosse il Vaticano e dunque non bisogna entrarci ma rispettare le decisioni prese.
    Katia

  3. Omero Fontana

    Ciò che accade oggi alla Fiat è la conseguenza dell’abbandono, anche a sinistra, del mondo del lavoro e di un pensiero alternativo alla società capitalistica per sposare, dalle privatizzazioni in poi, il pensiero dominante infarcito di liberismo e di sottomissione ai poteri forti nazionali ed internazionali. Quando c’era un forte movimento operaio a livello internazionale e nel nostro paese le ragioni dei lavoratori e delle masse popolari erano difese e tutelate. Bisogna ricominciare a tessere la tela per difendere gli operai della Fiat e per gettare le basi di una ripresa di egemonia nella società.

  4. Urbano

    Il confronto FIOM-Marchionne per me costituisce una cartina di tornasole sulle politiche della lobby che in questo momento guida o tenta di guidare le magnifiche sorti e progressive del nostro mondo occidentale. I suoi strumenti sono le armi, i mass media, le religioni, tra cui, in posizione preminente in Africa, Europa e Sud-America, quella cattolica, in Medio Oriente quella islamica. Tutto dentro un clima di paura, come una temperatura ambiente dentro la quale operare. Quando questa temperatura si raffredda occorre un combustibile per rialzarla, una iniezione di paura, supportata da una bella strofinatura degli infermieri massmediatici. A volte basta una iniezione d’acqua, fasulla ma supportata dai media (l’attentato a Facciadipietra, la statuina in faccia al Berlusca, le cimici in casa di Bossoli), ma qui siamo nel teatrino di famiglia. Torniamo a Marchionne, alla Chrysler, alla grande Oligarchia transatlantica. Nata, cresciuta e ingrassata (anche fisicamente!) sullo sterminio dei pellerossa, sulla deportazione dei pellenera, sulla sottomissione dei pellemora, vive alla grande sopra 40 milioni di pellevaria senza assistenza sanitaria né cassaintegrazione disposti sempre e in qualsiasi momento a fare i contractors per le guerre di turno, per le aziende disastrate di turno: contractors in Afghanistan, contractors in fabbrica a metà stipendio ma con assistenza sanitaria. Marchionne, quando va tra i contractors della Chrysler riceve le stesse gratificazioni del Presidente Obama quando va a trovare le truppe in Afghanistan. La paura della miseria è più forte della paura della morte, la paura della disoccupazione è più forte della paura della schiavitù. E l’Italia è il campo sperimentale, come lo fu per l’introduzione del fascismo in Europa; Pomigliano e Mirafiori come Guernica e Dresda. Ma potrebbe essere come Stalingrado. Aspettiamo. O meglio: svegliamoci e operiamo.
    PS. Matteo l’ho votato, ho ammirato la giunta per l’isola pedonale che mi regala un sogno ad occhi aperti tutte le volte che passeggio a piedi camminando in mezzo alla strada tra via Martelli e i battistero; sono stato entusiasta sostenitore della fermata-Italia alla Stazione Leopolda dove mi si prometteva la prossima apertura di un settore “politici rottamati” dal Corti di Novoli o al Paradiso di Bagno a Ripoli. Poi Matteo mi ha fatto 3 cose: 1 – assente per scelta dichiarata in Piazza S.Giovanni dove la Comunità delle Piagge per 6 venerdi consecutivi richiedeva a Betori il ritorno di D.Santoro; 2 – presente alla tavola di Arcore, sulla sedia dove ha seduto per lunghi anni l’eroe Mangano; 3 – “io sto con Marchionne che s’è attaccato al treno dell’America”; appunto i poteri forti che oggi ci somministrano il rancio: vaticano, mafia, stati uniti. Sig.ra Elena ci parli lei che sa usare stile e termini più convincenti per il nostro giovane generoso instancabile leoncino di Compiobbi (mi pare).
    Un caro abbraccio e buon 2011, sig.ra Elena.

  5. Sabatino

    Non aggiungo nulla a quello che ho già letto, esprimo vicinanza alla signora Elena e concordo coi commenti. Quello che invece mi piacerebbe comprendere è cosa ne pensano tutti gli elettori del PD. Penso alla classifica dei sindaci + amati e rabbrividisco al pensiero che Renzi sia il primo. Mi chiedo allora come è possibile che un popolo che proviene dal PCI possa essere giunto a questo punto. Per quanto mi sforzo e provo ad essere obiettivo io davvero non so darmi pace. Prima la merenda con Berlusca ad Arcore, poi ci toglie il 1° maggio, ora Marchionne!!! Io inizio a pensare che siamo vittime del più grande raggiro della storia d’Italia. Secondo me ha vinto le primarie con i voti della destra e ora si sta preparando al salto della quaglia….solo mi chiedo, punta a fare il leader del centrosinistra o del centrodestra? io dico che per lui uguale è, basta che lo fanno comandare. Ok scusate lo sfogo ma da qualche parte tutta questa rabbia deve pur uscire e vi ringrazio quindi per l’accoglienza. Spero solo che gli elettori del PD si ravvedano e che tornino sulla terra

  6. aurora

    ringrazio infinitamente la signora elena e chiedo al sindaco super indaffarato di trovare cinque minuti per rispondere. oppure, visto che è già passata una settimana ha risposto e io non me ne sono accorta…aiutatemi a capire. grazie

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