LIDA: basta con la caccia fuori controllo. Una lettera per Enrico Rossi

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La LIDA, invita tutte lepersone sensbili al tema a scrivere al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per sollecitare un intervento serio in merito alla pratica dell’attività venatoria.
Questo il testo tipo, che può essere inviato all’indirizzo
enrico.rossi@regione.toscana.it

Gent. mo Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi,

circa un mese fa molte persone Le inviarono la loro protesta per l’approvazione della legge regionale toscana sull’utilizzo dei richiami vivi nella pratica venatoria, Lei rispose con un messaggio di cui cito una delle frasi conclusive:

“…finché questa attività sarà legale (la caccia) , la Regione non può fare altro che consentire a chi vuole praticarla di poterlo fare, nel rispetto di regole precise.”

Purtroppo in Italia le regole precise a cui Lei fa riferimento non sono rispettate perchè manca quasi totalmente il controllo da parte delle autorità sul territorio. I cacciatori sono una classe di privilegiati in Italia, da sempre. Tutti sanno che la caccia nel nostro paese è dannosa per la natura e pericolosa e liberticida nei confronti delle persone che amano davvero la natura. Anche in questo campo, siamo al di fuori di qualsiasi standard europeo e di civiltà

Prendiamo il caso di Giampaolo Piomboni, ammazzato a distanza ravvicinata da una fucilata il 14 novembre scorso nell’aretino (47 anni e lascia due figli). Il caso non è certo isolato: ad oggi, dall’apertura della stagione venatoria (inizi Settembre), risultano sul territorio italiano 16 morti per armi da caccia e ben 41 i feriti, di cui 10 che non c’entravano niente con l’attività venatoria. Alla chiusura della stagione avremo il consueto, puntuale bollettino di guerra che passerà inosservato.  E’ chiaro a tutti che non trattasi di fatalità: esiste un problema serio, che non si vuole affrontare.

La pericolosità dell’attività venatoria è solo la punta dell’iceberg: quanti reati girano intorno al mondo venatorio? Bracconaggio, esche avvelenate, danni ambientali, maltrattamenti e torture agli animali. Per esempio, l’uso dei richiami vivi è una pratica medievale, vietata in quasi tutta Europa, che prevede la tortura a vita di uccelli selvatici innocenti. Una pratica che Lei e altri 21 esponenti del PD avete deciso di votare offendendo ed indignando la maggioranza dei vostri elettori (è partita una campagna di informazione su Facebook al riguardo): qui non c’entra essere a favore o contro la caccia. Questo è un problema di etica animale e civiltà.

Ci chiediamo se non sarebbe l’ora di farla finita con il tollerare, supportare e giustificare questa rozza sottocultura che rappresenta una minoranza di persone che non hanno rispetto per animali, ambiente e persone? O la caccia in Italia diventa moderna e controllata come in tutti i paesi civili oppure verrà abolita da un referendum popolare prima o poi – perchè la maggioranza della gente è contraria, questo è un dato di fatto.

Infatti, pochi giorni fa Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale della Toscana, che approva il piano di cattura dei richiami vivi per la stagione venatoria 2010-2011 (come era prevedibile) . Agli elettori del PD tocca anche ringraziare e applaudire la Brambilla.

L’etica animale e la caccia sono un tema chiaramente trasversale ed apartitico. Ma il PD rischia di apparire come il partito pro-caccia e pro crudeltà agli animali, alla pari di Lega e PDL.

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