Una Moschea per Firenze: ecco il progetto della comunità islamica

Si parla da tempo di costruire un luogo di culto adeguato per i tanti cittadini islamici che vivono a Firenze, nurse che oggi si riuniscono a pregare in un vecchio fondo in disuso. La bozza di progetto qui illustrata sarà presentata al sindaco nei prossimi giorni, che si è detto aperto al dialogo. Ma già fioriscono le polemiche di PdL e Lega, che bollano addirittura come “provocazione” la proposta della comunità islamica. Mentre De Zordo ricorda che è la nostra Costituzione a garantire libertà di culto e di espressione religiosa, invitando la politica a “non strumentalizzare il tema della moschea, con il rischio di aumentare il livello di scontro, anziché cogliere il momento della sua realizzazione per migliorare il livello della convivenza civile.”

proposta progettuale per la Moschea di Firenze

Manuela Plastina per La Nazione

DIECI ARCHI delimitano la parte frontale del loggiato di ingresso. Un grande rosone e altri sei archi incorniciano il portone di accesso alla grande sala della preghiera. Sullo sfondo svettano due minareti. Il sogno della comunità musulmana parte da qui, da un rendering (“solo uno schizzo” lo definisce l’imam Izzedin Elzir) che svela come potrebbe essere la futura moschea di Firenze. Nessun gioco di cupole dorate, nessun colore acceso dai toni visibilmente arabeggianti, nessuna torre che svetta sul profilo cittadino equiparando o addirittura scavalcando i monumenti simbolo di Firenze: il luogo di preghiera sognato dai musulmani ormai diventati cittadini fiorentini ricorda vagamente nella facciata le basiliche toscane, a partire da S.M. Novella.

«La filosofia del futuro progetto sarà quella di mantenerne la struttura in piena integrazione con la tradizione fiorentina» spiega l’architetto David Napolitano, incaricato dal presidente della comunità islamica di fare una bozza di disegno da presentare tra qualche settimana al sindaco di Firenze in un incontro ancora non fissato. «Nei nostri precedenti appuntamenti – confessa Elzir -, Renzi ci ha accusato di non avere ancora niente in mano di concreto. In realtà noi vorremmo realizzare la moschea nel rispetto del volere di Firenze e dei fiorentini, aspettando dunque i tempi e le richieste della città. Ma se vuole qualcosa di concreto, gli porteremo questo ‘schizzo’».

Nella volontà della comunità, sottolinea l’architetto Napolitano, la moschea non avrà nessun tratto esotico o pseudoarabo. Niente che possa suscitare polemiche o essere un motivo di imbarazzo all’interno dell’architettura fiorentina. Niente che possa provocare polemiche come le controversie politiche e legali che hanno creato tante tensioni in Svizzera.

«Anche il minareto non è indispensabile – spiega l’architetto Napolitano -: se l’idea dà fastidio o fa paura a qualcuno, possiamo non farlo. Il corano ci indica delle prescrizioni da rispettare, come la grande sala della preghiera, il muro della qibla e la nicchia sacra dove si trova l’imam, tutti orientati verso la Mecca. Nei secoli la struttura si è arricchita di fontane, sale per le abluzioni, locali antistanti la sala principale, porticati. Ma anche il minareto non è una prescrizione rigorosa: laddove non son presenti, il muezzin sale sul tetto per annunciare la preghiera».

La moschea fiorentina non assomiglierà dunque alle moschee di altre città come Roma o Segrate, ma più alle chiese fiorentine. «Sarà un luogo di culto creato come profonda riflessione che si allarga a tutto il mondo religioso e alla cultura sacra – dice Napolitano -. Un luogo aperto a tutta Firenze per incontri culturali, religiosi, fruibile da tutti tranne che nei momenti dedicati alla preghiera musulmana». Non esiste ancora alcun progetto, sottolinea l’architetto: «Senza un luogo definito, senza una tempistica, né planimetrie o volumetrie è impossibile per noi realizzarlo. Ma questi disegni sono la nostra proposta per Firenze, perché questa città possa produrre una moschea di alta qualità architettonica, integrata nel contesto in cui si trova, un esempio di cui ogni fiorentino sia orgoglioso nel mondo, un modello di apertura religiosa. Non una cittadella islamica o un ghetto, ma un patrimonio di Firenze».

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10 Comments

  1. Ranieri

    Sarà che non sono aggiornato ma l’islam non resta ancora l’unica religione in Italia senza una vera e propria intesa con lo stato? Non è così perché non si ha una rappresentanza unica ma decine e decine di organizzazioni? Se guardo a Firenze allora mi spavento: L’imam di Firenze fa parte dell’UCOII, anzi, si definisce addirittura cofondatore; l’ucoii per chi non lo sapesse è piuttosto controversa, è legata alla setta dei “Fratelli Musulmani” e alla loro ideologia radicale. Di tutte le associazioni musulmane che ci sono in italia questa non mi sembra essere la più moderata. Dell’ucoii bisognerebbe ricordare i vari dirigenti espulsi dall’italia per terrorismo, il curioso caso delle insersioni a pagamento nei giornali italiani contro Israele e cosi via…alcune associazioni musulmane moderate hanno persino chiesto a pisanu e ad amato, ex ministri dell’interno, che venisse sciolta per legge! Se lo dicono loro..
    Quello che voglio dire è che prima o poi una moschea, contrari o no, molto probabilmente toccherà fargliela: ma stiamo bene attenti a chi la facciamo e in che mani la mettiamo. Informiamoci! L’ucoii e quindi anche questo imam non sono parte di una posizione moderata. Non lo sono per niente, e ciò mi preoccupa. La tolleranza deve essere reciproca, senno è stupidità e ridicolo buonismo. Saluti, Ranieri

  2. Ornella De Zordo

    La libertà di culto è propria di ogni democrazia laica capace di contrapporsi ai regimi illiberali, dove storicamente la religione più forte è complice di uno stato etico e dove si escludono gli altri culti e si privano i credenti della libertà religiosa.

    In una città che ospita molteplici luoghi di culto di altre religioni – e addirittura un tempio massonico – pare incredibile che la comunità mussulmana debba pregare in un ex fondo commerciale privo di ogni dignità come quello di Borgo Allegri. La politica fiorentina oggi ha quindi un solo compito: quello di non strumentalizzare il tema della moschea con il rischio di aumentare il livello di scontro anziché cogliere il momento della sua realizzazione per migliorare il livello della convivenza civile.

    E’ necessario fare presto e bene, l’amministrazione ha il dovere di agire, di entrare in una logica di rispetto dei diritti della persona fra i quali c’è il diritto inalienabile di culto e di espressione religiosa, come sancito dalle convenzioni internazionali e dal Concilio Vaticano II, come ha recentemente ricordato anche il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi.

    Bene fa l’amministrazione comunale ad aprire all’eventualità di una costruzione della moschea a Firenze. Ora ha il compito di trovare una soluzione in tempi brevi: rimandare il momento in cui la questione sarà affrontata può solo incancrenire la situazione e aumentare la tensione.

    È ora di mettersi attorno a un tavolo a ragionare concretamente del progetto presentato dalla Comunità islamica fiorentina, senza paura del dibattito, senza temere le critiche. Solo così a Firenze sarà possibile continuare a parlare di dialogo interreligioso e a rispettare la Costituzione italiana.

  3. marco

    ….e del progetto…vogliamo parlarne? anche se solo uno schizzo…mi sembra alquanto imbarazzante…soltanto aver avuto il coraggio di mostrarlo!! :)

  4. Ranieri

    Considerata la presenza della signora De Zordo ne vorrei approfittare, da cittadino, per chiederle che cosa ne pensa dell’orientamento dell’imam di Firenze e dell’organizzazione islamica di cui fa parte. Ho notato dalla signora tante parole senza se e senza ma a favore di questa benedetta moschea; un po’, insomma, come quando leggo il manifesto di una propaganda elettorale. Ma non è stata profusa nemmeno una che guardi al caso concreto; in pratica è stato detto: siamo in una democrazia costituzionale, quindi la moschea va fatta in rispetto alla costituzione. Fine.
    Premetto di essere, in linea di principio, a favore della costruzione; se però si ragiona così astrattamente e non si guarda alla fattispecie si potrebbe dire, a sua volta, che è giusto trovare un luogo di culto anche per quelli di al-quaida, o per i satanisti. Pensiamo a quest’ultimi, poverelli, che han fatto di peggio per non meritarsi una chiesa sconsacrata? A Firenze, viene ricordato, c’è pure un tempio massonico…possibile che questi adoratori di satana debbano andare a pregare nascosti nei boschi?
    Ora, al di là degli scherzi, invito chinque a fare qualche ricerca sull’ucoii, il suo presidente e i suoi dirigenti; e, per evitare conflitti d’interesse, anche su quello che pensano gli islamici moderati di loro. Stessa cosa la si può fare per l’imam in questione. Da quanto se ne apprende la situazione, almeno secondo il mio modestissimo parere, è preoccupante. Considerate però le varie interrogazioni parlamentari al riguardo e le esortazioni affinché venisse sciolta con legge, noto con piacere di non essere l’unico preoccupato. Saluti, Ranieri.

  5. Giovanni

    A me sembra strano chiedere ragione alla De Zordo di aver ricordato che la Costituzione garantisce la libertà di culto. A Ranieri potrebbe rispondere che l’Imam di Firenze ha stretti e proficui rapporti con le istituzioni locali, con il rabbino, con la curia… Non mi sembra sia proprio un estremista… O viene definito tale solo perché, da buon palestinese, prima che mussulmano, si scandalizza se a Gaza vengono ammazzate migliaia di persone dall’aviazione israeliana utilizzando anche armi proibite?

  6. Ranieri

    Non chiedo certo ragione di aver ricordato la costituzione. Ma l’ucoii, di cui l’imam fa parte, è notoriamente controversa e oggetto di varie critiche, alcune anche piuttosto pesanti, da parte dagli stessi musulmani moderati. Non vedo che male ci sia ad affrontare questo problema. In quanto all’imam, beh, non so se preso singolarmente sia un santo, ma fa tuttavia parte di un’organizzazione non moderata. In verità, a essere sincero, in internet si trovano anche informazioni poco rassicuranti sul suo conto, ma non essendo certo sulle fonti e non avendo voglia adesso di indagare evito di riportarle. Avere profiqui rapporti non dimostra un bel niente, i rapporti sono spesso necessari, non voluti. Non nascondiamoci dietro alla costituzione e alle apparenze. Saluti, Ranieri

  7. Ornella De Zordo

    Gentile Sig. Ranieri, mi fa piacere poter interloquire con lei. Ne approfitto per ribadire la mia stima ad Izzedin Elzir, che in questi anni si è sempre dimostrato attento al dialogo interreligioso con molte iniziative organizzate insieme ad esponenti della religione ebraica e cattolica, oltreché pienamente rispettoso delle regole e delle norme vigenti.

    Per quanto riguarda l’Ucoii è da tempo sotto l’occhio attento del ministero degli interni; molti esponenti della maggioranza di destra hanno in passato più volte chiesto di chiuderlo. Ma nel nostro paese chi non commette reati è libero di associarsi ed esprimere le proprie opinioni liberamente (non vorrei citare di nuovo la Costituzione a tal proposito).

    Le segnalo comunque una delle ultime dichiarazioni dell’Ucoii, rilasciata durante la visita di Gheddafi a Berlusconi. Il portavoce dell’Ucoii afferma, e mi trova d’accordo: “Il colonnello golpista, vero veterano del potere antidemocratico, ha voluto circondare la sua visita di una coreografia che lascia sinceramente perplessi”, riferendosi all’imbarazzante uso delle donne per la kermesse di regime. (Qui trova l’articolo completo http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144623). Spero di averle risposto in maniera soddisfacente, le auguro una buona giornata.

  8. Giancarlo Zani

    Giancarlo.Ho letto le varie dichiarazioni sul progetto della moschea a Firenze e francamente molte sono stupefacenti.Sono un cattolico e non mi meraviglia che un’altra confessione, la musulmana, abbia la voglia di costruirsi un luogo di culto tanto più che i musumani sono abbastanza numerosi in Firenze e provincia. Ho conosciuto in un dibattito l’imam di Firenze e francamente mi è sembrato una brava persona, molto ragionevole e convincente.Per quanto riguarda i luoghi di culto non cattolici in Firenze ci sono gli ebrei e i cristiani ortodossi e a Bagno a Ripoli c’è un luogo di culto dei testimoni di geova che poi non sono così numerosi come i musulmani. Certo il progetto della moschea va approfondito e credo sia possibile modificarlo. Saluti. Giancarlo.

  9. gaia

    non intervengo sull’opportunità di realizzare una moschea a Firenze, non ho la preparazione per farlo, ma sul progetto si. mi scuso con il collega che ha avuto il coraggio di presentare il progetto di massima, di sicuro si espone a diversi dibattiti: ma travestire una moschea da Santa Maria Novella mi sembra davvero inopportuno. stiamo vivendo l’anno 2010 è quantomeno anacronistico utilizzare un linguaggio formale che ha avuto senso cinque secoli fa, Firenze merita uno sforzo maggiore, è questa una scommessa progettuale molto importante che la città non dovrebbe sottovalutare sia dal punto di vista sociale che architettonico.

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