TAV, mezzogiorno di fuoco. Domani faccia a faccia con Ferrovie su tunnel e stazione Foster

la Stazione Foster

la Stazione Foster

di Sandro Bennucci da La Nazione

Come il pelide Achille, sale anche le invulnerabili carte delle Ferrovie per il sottoattraversamento di Firenze, physician hanno un «tallone» scoperto: lo smaltimento della terra di scavo. È tutto pronto per la metà: un milione e 350mila tonnellate. L’altra metà richiede una nuova autorizzazione per la discarica (Santa Barbara, a Cavriglia, oppure Altopascio) e soprattutto un piano del traffico, redatto da Palazzo Vecchio, per permettere ai grossi camion di cantiere di fare la spola fra via Campo d’Arrigo e il casello di Firenze sud attenuando l’impatto devastante sul già delicato equilibrio viario del Campo di Marte. E proprio giocando col metaforico «tallone», e con altre concessioni ancora da firmare, che Matteo Renzi comincerà il faccia faccia con l’ad delle Ferrovie, Mauro Moretti, col presidente della Regione, Enrico Rossi, e col presidente della provincia, Andrea Barducci, domani alle 11,30, a Palazzo Sacrati Strozzi. In cambio di che cosa? In teoria di un impossibile ripensamento delle Ferrovie a portare l’Alta velocità in superficie ma, più realisticamente, per ottenere un «pacchetto Firenze» da 100 milioni di euro. Comprendente misure di sicurezza per i 277 palazzi messi a rischio dai lavori; opere di miglioramento ambientale, legate anche allo spostamento del Mugnone; garanzie di posti di lavoro per il polo ferroviario dell’Osmannoro. E la richiesta, da girare al governo attraverso il ministro Altero Matteoli, per avere la certezza che anche l’Alta velocità privata di Della Valle e Montezemolo passerà in sotterranea, evitando d’intralciare i binari di superfìcie destinati al traffico locale, soprattutto dei pendolari, che la Regione vuole portare da 250 mila a mezzo milione al giorno. E proprio la costruzione del «pacchetto», verosimilmente, sarà il filo del confronto, dal momento che Rossi e Barducci, in linea con le direttive Pd, sono disposti a spalleggiare Renzi nelle richieste possibili, in materia di sicurezza e ambientale, ma non a seguirlo su cambiamenti di progetto o di cancellazione della Foster. E Moretti? Ribadirà che Rete Ferroviaria Italiana (Rfì) e Trenitalia non possono fare concessioni: tutto è stato firmato, previsto, concordato. Ma il «tallone» scoperto esiste: il milione e 350 mila tonnellate di terra di scavo da smaltire peserà non poco. Ed ecco allora che una discussione si potrà intavolare, nonostante i distinguo e le rigidità percepite fino a oggi da Roma. Con un’aggiunta: Moretti insisterà sul fatto che, aldilà del miliardi e 518 milioni di euro «non c’è un centesimo in più». Renzi risponderà che «Firenze è sul piede di guerra». E che si rischia di passare dalle «carte» delle intese alle cartacce legali.

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