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martedì 6 luglio 2010 e inserito in .
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di Alessandro Bezzi per l’Altracittà
Il Comitato contro il sottoattraversamento Alta Velocità di Firenze (http://notavfirenze.blogspot.com/) ha acquistato una pagina su Repubblica per informare i cittadini sui problemi del progetto per lo snodo fiorentino delle linee ad alta velocità.
Il progetto di sottoattraversamento prevede un tunnel lungo ben 7 chilometri, da Castello a Campo di Marte, e la costruzione di una stazione sotterranea nella zona ex Macelli (via Circondaria): un’opera faraonica, che presenta molti problemi per quanto riguarda i costi, le conseguenze ambientali ed i possibili rischi per almeno 3mila appartamenti. Senza aggiungere l’impatto che i lavori stanno producendo su zone già congestionate e sugli abitanti in termini di inquinamento, rumore, stress. Tutto questo sarebbe difficilmente sopportabile anche per un’opera davvero indispensabile; considerando che già ora l’Alta Velocità passa da Firenze, francamente appare difficile pensare che un simile mega-progetto, neppure necessario, possa comportare chissà quali vantaggi, specie se si considerano le mille difficoltà di una città che ha enormi problemi di traffico, una rete di trasporti congestionata e non sembra investire su percorsi più brevi (e meno redditizi) come quelli che interesserebbero davvero ai numerosissimi pendolari dell’hinterland fiorentino.
Il Comitato, assieme al gruppo di studio del Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze, ha da tempo elaborato un progetto alternativo al sottoattraversamento, che immagina il potenziamento in superficie delle linee esistenti. L’idea prevede la realizzazione di due nuovi binari per il passaggio dell’Alta Velocità, l’utilizzo di una delle stazioni già esistenti ed il miglioramento della mobilità fiorentina con la realizzazione del metrotreno ed una più accorta politica di gestione dei servizi ai pendolari.
Ovvio infatti che un progetto di queste dimensioni debba considerare anche le esigenze della città e dei suoi abitanti, e che debba essere pensato sulla base di una visione globale dei problemi di viabilità e dell’idea di città che si vuole sviluppare. Un progetto che deve quindi muoversi di pari passo con il Piano Strutturale e le decisioni dell’Amministrazione su quello che dovrà essere, nei prossimi anni, il volto di Firenze. Quello che il Comitato presenta è senz’altro un progetto interessante, che le istituzioni (Regioni, Provincia e Comune) hanno almeno il dovere di vagliare, prima di portare avanti un’opera di queste dimensioni. Ma non sono solo le istituzioni ad avere “l’obbligo morale” di valutare attentamente ogni alternativa; siamo anche noi cittadini (che la nostra casa sia a rischio o meno) a doverci informare per partecipare attivamente.
Per non trovarci, come sempre, a lamentarci a posteriori se una cosa “è stata fatta male” o “non è stata fatta”.
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