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martedì 29 giugno 2010 e inserito in Diritti.
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da La Nazione
Un appello congiunto all’Amministrazione comunale e al governo della Regione per scongiurare la chiusura dello stabilimento Seves. A lanciarlo ieri sono stati i consiglieri comunali Ornella De Zordo (perUnaltracittà), Tommaso Grassi (Spini per Firenze), Eros Cruccolini (Sei), Stefano di Puccio (Gruppo Misto) e Gabriele Palloni, consigliere al Q1 di perUnaltracittà, insieme a tre dipendenti dell’azienda, tra cui il tecnico a capo della produzione del vetro, materia prima dei mattoni prodotti da Seves, e a Leonardo Bolognini, sindacalista dell’Usb.
De Zordo ha mostrato, per spiegare la drammatica vicenda che coinvolge gli operai in cassa integrazione, due prodotti: il mattone realizzato nello stabilimento fiorentino, e quello che viene dalla fabbrica dell’azienda nella Repubblica Ceca: «La differenza nella qualità è più che evidente – ha detto de Zordo – e ci parla di un’azienda che oggi rischia la chiusura pur essendo non solo in salute, ma anzi un’eccellenza del mondo industriale italiano. Nel bilancio 2008 c’era l’accantonamento, per investimenti, di 10 milioni di euro; in quello del 2009 di appena 3, di cui uno per l’acquisto di un nuovo forno di cui non si è mai saputo nulla. Siamo davanti a una chiusura ‘a freddo’, con l’unico intento di realizzare un facile profitto finanziario. Gli enti locali toscani, Comune e Regione in testa, avevano e hanno il dovere di fare qualcosa di più di quanto fatto. Siamo ormai agli sgoccioli: a luglio si riuniranno i tavoli tecnici, e allora sarà già troppo tardi». «Confermiamo la netta contrarietà alla chiusura e a qualsiasi delocalizzazione dello stabilimento Seves», ha aggiunto Grassi. Condiviso con Cruccolini e Di Puccio un appello all’amministrazione comunale e alla Regione «perché si attivino al più presto per incontrare la dirigenza Seves, pretendendo impegni concreti su produzione i e posti di lavoro».
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