Cala l’otto per mille alla Chiesa Cattolica. Ma la Cei sa come “monetizzare” e risparmiare sulle tasse

Cala l’otto per mille alla Chiesa Cattolica, ma la Cei sa come “monetizzare” e risparmiare sulle tasse
di Luca Kocci, da Adista
Diminuisce ancora, per il secondo anno consecutivo, la percentuale delle firme per la destinazione dell’8 per mille a favore della Chiesa cattolica. Calano le offerte volontarie per il sostentamento del clero. E aumenta, ovviamente, la preoccupazione dei vescovi. In base agli ultimi dati analizzati durante l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana di fine maggio (ovvero le dichiarazioni dei redditi 2007 relative ai redditi del 2006), risulta che la Chiesa cattolica ha perso 95mila firme, passando dall’86,05% all’85,01% (la percentuale, come i lettori di Adista ben sanno, si riferisce non alla totalità dei contribuenti, bensì solo a coloro che optano per una destinazione dell’8 per mille, ovvero il 43,5%: la percentuale “vera” per la Chiesa cattolica si aggira quindi intorno al 35%). Tuttavia la somma che lo Stato ha assegnato alla Chiesa cattolica in base al meccanismo dell’8 per mille è cresciuta rispetto all’anno precedente, a causa della crescita generale del gettito fiscale: la Chiesa quest’anno ha incassato 1.067 milioni di euro, contro i 967 del 2009.“Dobbiamo registrare con preoccupazione, per il secondo anno consecutivo, un calo percentuale delle firme dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica”, si legge nella relazione ai vescovi presentata dal segretario generale Cei, mons. Mariano Crociata, resa pubblica dall’agenzia Asca. “Alla Chiesa cattolica – prosegue Crociata – sono andate 14.839.143 adesioni, 95.104 in meno rispetto all’anno precedente: le scelte favorevoli alla Chiesa cattolica sono purtroppo diminuite sia in termini percentuali, sia in valore assoluto”. Calano del 10% anche le offerte deducibili volontarie per il sostentamento del clero: nel 2009 sono stati raccolti 14,9 milioni di euro, contro i 16,5 del 2008.
Sembrano quindi del tutto fallite le contromisure che la Cei aveva messo in campo alla fine del 2008, quando per la prima volta si era manifestata la diminuzione sia dell’8 per mille che delle offerte deducibili: una lettera-appello sia ai preti che ai fedeli per tentare di recuperare le perdite e un sistema di controllo delle parrocchie per premiare quelle che si fossero maggiormente impegnate per la raccolta delle offerte deducibili (v. Adista n. 63/08). È molto probabile, inoltre, che nei prossimi anni, quando sia la crisi economica che gli effetti dello scandalo pedofilia si faranno sentire nelle dichiarazioni dei redditi – i dati di quest’anno si riferiscono infatti alle dichiarazioni compilate nel 2007 –, otto per mille e offerte volontarie diminuiscano ulteriormente. Ed è per questo che la Cei ha scelto di correre ai ripari ripristinando il fondo di riserva di 30 milioni di euro che lo scorso anno scorso era stato svuotato a causa del calo del gettito. Ad andare bene sembrano essere solo la gestione e le speculazioni finanziarie della Cei: la “migliore performance dagli ultimi sette anni”, sottolinea mons. Crociata, una gestione “caratterizzata da una coerente e attenta strategia di investimento” che “ha saputo monetizzare il forte rimbalzo dei corsi finanziari sopravvenuto alla grande crisi dei mercati del 2008, pur in presenza di un quadro macroeconomico di grande incertezza”.
Per fare cassa, la Cei si appresta anche a compiere un’operazione immobiliare che porterà ad un risparmio di quasi tre milioni di euro l’anno: il complesso di via Aurelia 796 (dove hanno sede alcuni organismi collegati alla Cei come la Caritas e Fondazione Migrantes, oltre a Tv2000 e a Radio InBlu), attualmente di proprietà dell’Immobiliare Aurelia Sostentamento srl (Ias) – organismo lucrativo controllato dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero –, passerà alla Fondazione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, controllata direttamente dalla Cei e proprietaria anche della maggioranza del quotidiano Avvenire. E dal momento che la Fondazione è ente ecclesiastico senza scopo di lucro, questo consentirà alla Cei un notevole risparmio fiscale, grazie alle varie esenzioni di cui godono gli enti ecclesiastici. “Il passaggio di proprietà – ammette Crociata – risponde alla necessità di incardinare in un ente ecclesiastico senza scopo di lucro, quale appunto la Fondazione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, controllata al 100% dalla Cei”, in “coerenza con i permessi autorizzativi e di destinazione d’uso rilasciati dal comune di Roma”. “Mantenere in vita la Ias – spiega il segretario della Cei –, che è per natura una società commerciale, comporterebbe oneri aggiuntivi dell’ordine di oltre 1,5 milioni di euro di tasse sul reddito prodotto per ciascun esercizio annuale, in aggiunta all’applicazione dell’Iva sulle locazioni, che, in capo ad attività di fatto sostenute dalla Cei, determinerebbe un ulteriore aggravio per gli enti usuari di 1,2 milioni di euro all’anno”. Un’operazione, quindi, che farà restare nelle casse della Cei 2,7 milioni di euro di tasse da non pagare più.

di Luca Kocci, da Adista

Diminuisce ancora, per il secondo anno consecutivo, la percentuale delle firme per la destinazione dell’8 per mille a favore della Chiesa cattolica. Calano le offerte volontarie per il sostentamento del clero. E aumenta, ovviamente, la preoccupazione dei vescovi. In base agli ultimi dati analizzati durante l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana di fine maggio (ovvero le dichiarazioni dei redditi 2007 relative ai redditi del 2006), risulta che la Chiesa cattolica ha perso 95mila firme, passando dall’86,05% all’85,01% (la percentuale, come i lettori di Adista ben sanno, si riferisce non alla totalità dei contribuenti, bensì solo a coloro che optano per una destinazione dell’8 per mille, ovvero il 43,5%: la percentuale “vera” per la Chiesa cattolica si aggira quindi intorno al 35%). Tuttavia la somma che lo Stato ha assegnato alla Chiesa cattolica in base al meccanismo dell’8 per mille è cresciuta rispetto all’anno precedente, a causa della crescita generale del gettito fiscale: la Chiesa quest’anno ha incassato 1.067 milioni di euro, contro i 967 del 2009.“Dobbiamo registrare con preoccupazione, per il secondo anno consecutivo, un calo percentuale delle firme dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica”, si legge nella relazione ai vescovi presentata dal segretario generale Cei, mons. Mariano Crociata, resa pubblica dall’agenzia Asca. “Alla Chiesa cattolica – prosegue Crociata – sono andate 14.839.143 adesioni, 95.104 in meno rispetto all’anno precedente: le scelte favorevoli alla Chiesa cattolica sono purtroppo diminuite sia in termini percentuali, sia in valore assoluto”. Calano del 10% anche le offerte deducibili volontarie per il sostentamento del clero: nel 2009 sono stati raccolti 14,9 milioni di euro, contro i 16,5 del 2008.

Sembrano quindi del tutto fallite le contromisure che la Cei aveva messo in campo alla fine del 2008, quando per la prima volta si era manifestata la diminuzione sia dell’8 per mille che delle offerte deducibili: una lettera-appello sia ai preti che ai fedeli per tentare di recuperare le perdite e un sistema di controllo delle parrocchie per premiare quelle che si fossero maggiormente impegnate per la raccolta delle offerte deducibili (v. Adista n. 63/08). È molto probabile, inoltre, che nei prossimi anni, quando sia la crisi economica che gli effetti dello scandalo pedofilia si faranno sentire nelle dichiarazioni dei redditi – i dati di quest’anno si riferiscono infatti alle dichiarazioni compilate nel 2007 –, otto per mille e offerte volontarie diminuiscano ulteriormente. Ed è per questo che la Cei ha scelto di correre ai ripari ripristinando il fondo di riserva di 30 milioni di euro che lo scorso anno scorso era stato svuotato a causa del calo del gettito. Ad andare bene sembrano essere solo la gestione e le speculazioni finanziarie della Cei: la “migliore performance dagli ultimi sette anni”, sottolinea mons. Crociata, una gestione “caratterizzata da una coerente e attenta strategia di investimento” che “ha saputo monetizzare il forte rimbalzo dei corsi finanziari sopravvenuto alla grande crisi dei mercati del 2008, pur in presenza di un quadro macroeconomico di grande incertezza”.

Per fare cassa, la Cei si appresta anche a compiere un’operazione immobiliare che porterà ad un risparmio di quasi tre milioni di euro l’anno: il complesso di via Aurelia 796 (dove hanno sede alcuni organismi collegati alla Cei come la Caritas e Fondazione Migrantes, oltre a Tv2000 e a Radio InBlu), attualmente di proprietà dell’Immobiliare Aurelia Sostentamento srl (Ias) – organismo lucrativo controllato dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero –, passerà alla Fondazione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, controllata direttamente dalla Cei e proprietaria anche della maggioranza del quotidiano Avvenire. E dal momento che la Fondazione è ente ecclesiastico senza scopo di lucro, questo consentirà alla Cei un notevole risparmio fiscale, grazie alle varie esenzioni di cui godono gli enti ecclesiastici. “Il passaggio di proprietà – ammette Crociata – risponde alla necessità di incardinare in un ente ecclesiastico senza scopo di lucro, quale appunto la Fondazione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, controllata al 100% dalla Cei”, in “coerenza con i permessi autorizzativi e di destinazione d’uso rilasciati dal comune di Roma”. “Mantenere in vita la Ias – spiega il segretario della Cei –, che è per natura una società commerciale, comporterebbe oneri aggiuntivi dell’ordine di oltre 1,5 milioni di euro di tasse sul reddito prodotto per ciascun esercizio annuale, in aggiunta all’applicazione dell’Iva sulle locazioni, che, in capo ad attività di fatto sostenute dalla Cei, determinerebbe un ulteriore aggravio per gli enti usuari di 1,2 milioni di euro all’anno”. Un’operazione, quindi, che farà restare nelle casse della Cei 2,7 milioni di euro di tasse da non pagare più.

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2 commenti

  1. silva

    Non credo che il calo sia dovuto soltanto al problema della pedofilia. La gente finalmente sta aprendo gli occhi e si sta accorgendo che la Chiesa predica bene e razzola male. Cosa dire dei 2000 appartamenti di propaganda fide, alcuni dei quali concessi in uso a politici di dubbia onestà, che fra l’altro non ne avrebbero alcun bisogno, mentre si moltiplicano gli sfratti e i senza tetto dormono in baracche improvvisate ed insicure? Dai tempi di Marcinkus nulla è cambiato. io non ho mai dato l’8% alla chiesa cattolica, quando mi è stato fatto notare che lo stato usa l’8% per finanziare le cosiddette missioni di pace (non so se sia vero, ma è possibile), ho preferito dare l’8% alla chiesa Valdese.

  2. ALBERTO SENATORE

    In occasione della prossima dichiarazione dei redditi

    LETTERA APERTA al PAPA RATZINGER – BENEDETTO XVI,

    lì 6 maggio 2010 – GIFFONI VALLE PIANA – SALERNO

    A Sua Santità BENEDETTO XVI,
    presso la Santa Sede Città del Vaticano – ROMA – ITALIA.

    Caro Pontefice,
    sono Alberto Senatore, classe 1964, sposato felicemente, padre di due figli.

    Le scrivo a motivo della prossima dichiarazione dei redditi.

    Maggio è il mese in cui gli italiani sono chiamati a dichiarare i redditi percepiti nell’anno precedente.

    Nel modello della dichiarazione sono previste anche due voci:

    1) SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO PER MILLE DELL’IRPEF
    2) SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF

    Pensando allo scandalo degli abusi sessuali, commessi dai sacerdoti cattolici, a danno dei bambini,
    riflettendo sulle vostre reazioni alle denunce, che quotidianamente emergono in ogni parte del mondo,
    purtroppo è fin troppo evidente che la pedofilia nella chiesa cattolica è una “ pandemia globalizzata “.

    Esaminando le Sue dichiarazioni in risposta alle denunce, una di queste mi ha colpito in modo particolare:

    “ è solo un chiacchiericcio “ PAPA RATZINGER 28 marzo 2010

    A questo riguardo mi permetto semplicemente di ricordarle le parole del Salmo 10: 19

    19 Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è prudente.

    In certe circostanze è consigliabile restare in silenzio, piuttosto che gettare altra paglia sul fuoco.

    Detto questo, veniamo al motivo della lettera.

    La Sua affermazione del 28 marzo mi ha meravigliato, Lei ha usato il termine “ chiacchiericcio “,
    cioè il chiacchierare prolungato e rumoroso di un gruppo di persone.

    Questa definizione mi è sembrata inappropriata, se era riferita alle richieste di giustizia da parte degli abusati,
    vista la gravità e la grande quantità di abusi che sono emersi; ma è precisa se riferita alle dichiarazioni rilasciate da esponenti e rappresentanti di alto rilievo della vostra organizzazione ecclesiale.

    Cito alcune di queste affermazioni:

    “ è un complotto contro la chiesa “
    “ è colpa del nazismo “
    “ è colpa degli ebrei “ Padre RANIERO CANTALAMESSA
    “ è un attacco sionista “ Monsignor GIACOMO BABINI
    “ è colpa della omosessualità “ Cardinale TARCISIO BERTONE

    Non essendo io un teologo, né un rappresentante del clero, non entro nel merito delle affermazioni,
    ma dalle reazioni che hanno scatenato, non sembravano certo delle perle di saggezza;
    le immediate smentite o correzioni dimostravano la loro approssimazione.

    Premesso che nessuna somma di danaro potrà mai risanare le ferite provocate da un abuso sessuale,
    premesso che nessun risarcimento economico potrà ridare serenità ad un abusato,
    penso sarebbe cristianamente giusto, passare dal chiacchiericcio alle azioni concrete.

    Sarebbe molto salutare, per la vostra organizzazione, dimostrare concretamente, al di là delle parole e delle lacrime, mi riferisco al Suo viaggio a Malta, il vostro reale ravvedimento.

    Pentirsi per il male che è stato commesso è buono, ma adesso bisogna ravvedersi, cioè aggiungere alle parole i fatti, cioè azioni che dimostrano visibilmente l’intenzione di applicare la “ tolleranza zero verso la pedofilia clericale “.
    A riguardo, avrei un consiglio da proporvi, imitare l’atteggiamento di Zaccheo il Pubblicano:dal Vangelo di Luca 19: 1 – 10
    8 Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: <>.

    Zaccheo non si limitò al semplice pentimento, Zaccheo si alzò moralmente al livello del ravvedimento, aggiungendo alle parole i fatti: RESTITUIRO’.

    Zaccheo si impegnò a restituire il maltolto
    e voi perché non vi impegnate a risarcire il male commesso dai preti pedofili ?

    Per passare concretamente dalle parole ai fatti è semplice, vi basta una promessa e un consiglio.

    • La promessa sta nel dichiarare ufficialmente la vostra intenzione di devolvere tutte le entrate dell’otto per mille, alle numerose vittime dei preti pedofili.

    • Il consiglio invece sta nell’invitare i vostri fedeli a destinare il cinque per mille alle associazioni antipedofilia presenti nel territorio italiano

    In questo modo, darete visibilità e sostegno a coloro che,quotidianamente sono schierati dalla parte dei bambini.

    Credo che con queste semplici decisioni, spazzerete via ogni tipo di chiacchiericcio, e riuscirete a recuperare velocemente la fiducia e la stima che purtroppo per voi, si sta diradando.

    Nella speranza che questi consigli possano aiutare Lei e la Chiesa Cattolica Apostolica Romana,

    La saluto, in fede, Alberto Senatore

    via De Cataldis 29, Giffoni Valle Piana – SALERNO
    GIFFONI la città del FILM FESTIVAL per RAGAZZI.

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