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martedì 1 giugno 2010 e inserito in Economia, Diritti.
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di Clara D’Acunto, da l’Unità
La mannaia della riforma del ministro dell’Istruzione Gelmini si abbatte sull’organico della scuola. In Toscana, i precari senza lavoro saranno tantissimi. I sindacati parlano di 1.856 posti in meno per l’anno scolastico 2010-2011, rispetto all’anno precedente, con una riduzione del tempo pieno nella scuola primaria. «IN PROVINCIA di Firenze – stima Alessandro Rapezzi della Cgil – saranno almeno un quinto del totale». 370 insegnanti senza cattedra. Sempre a livello regionale, nella scuola primaria si calcolano 270 posti in meno e in quella secondaria di primo grado, 199. Ma i tagli più pesanti saranno nella secondaria di secondo grado, con 654 posti in meno. Anche il personale Ata subirà tagli pesanti in Toscana, pari a 733 posti.
Con questi numeri, i sindacati toscani della scuola, Cgil, Cisi, Uil, Snais e Gilda, si mobilitano per un’intera settimana a partire da oggi. Tra giovedì e venerdì prossimo è in programma un’assemblea provinciale e un sit-in davanti all’Ufficio scolastico regionale per chiedere un incontro con il direttore Cesare Angotti. «Su questi tagli chiediamo un ripensamento e quindi una riqualificazione dell’offerta formativa nella nostra regione – dice Cristina Zini della Cisl – In Toscana c’è una forte presenza di precari, la cui stabilizzazione diventa difficile e anche il personale non docente è in forte retto inizio dell’anno scolastico – ricordano ancora i sindacati. Il calendario è slittato ed è impensabile fare le assegnazioni delle cattedre in tempo».
Anche la riforma delle superiori rischia di generare caos: «La riduzione degli orari negli istituti tecnici da 36 a 32 ore settimanali non riguarderà solo il primo anno, ma anche quelli successivi: i ragazzi si troveranno così ad affrontare programmi vecchi con orari nuovi». Fra le richieste avanzate, anche quella di utilizzare i precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, d’intesa col ministero, per «azioni tese a combattere la dispersione scolastica, con i fondi statali, pari a 1,5 milioni di euro, previsti per il biennio in corso».
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3 e 4 giugno mobilitazione per la difesa della scuola della Costituzione
La politica scolastica di questo Governo con i pesanti tagli agli organici del personale, con la riduzione delle risorse finanziarie necessarie per il regolare svolgimento dell’attività didattica, con le modifiche agli ordinamenti scolastici che dequalificano la scuola, introducendo pesanti discriminazioni e favorendo scelte precoci nel tempo, e da ultimo con le proposte dissennate di una scuola “localista” con personale assunto a livello locale provoca pesanti danni e disagi alla scuola statale. Questa politica, se non sarà bloccata, distruggerà il sistema scolastico statale che richiedeva al contrario l’avvio di un deciso e profondo lavoro di ricerca verso un reale diritto allo studio e maggiori investimenti finanziari.
Ormai è evidente: la politica di questo Governo segnerà la fine della scuola della Costituzione.
Lanciamo un appello a tutte le realtà che, come noi,sono preoccupate per la politica scolastica di questo Governo ed invitiamo tutti ad organizzare la partecipazione alle iniziative che, in collaborazione con le OO.SS.. abbiamo organizzato
3 Giugno :
ore 16 – Presidio davanti la Prefettura ed il Consiglio Regionale
ore 17 – Concentramento in Piazza Strozzi con successivo corteo
4 Giugno:
Ore 18 – Casa del popolo dell’isolotto, via Maccari : La scuola incontra i rappresentanti delle forze politiche e delle istituzioni .