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  • Comitato Verità e Giustizia per Genova: “Una sentenza preziosa, ora le dimissioni”

    Postato mercoledì 19 maggio 2010 e inserito in Diritti. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.


    Riceviamo e pubblichiamo

    Ci sono voluti nove anni e due sentenze, ma alla fine il tribunale di Genova ha dato forma giudiziaria ad una verità storica che già conoscevamo: alla scuola Diaz il 21 luglio 2001 furono violati i corpi, le leggi, la Costituzione, l’idea stessa dello stato di diritto.

    Un orrore incompatibile con la nozione di democrazia. Perciò la sentenza di martedì sera, con le condanne che colpiscono per intero la catena di comando, è importante e preziosa: ripristina un principio di verità e di equità, può essere un punto di risalita per le istituzioni.

    Già all’epoca del rinvio a giudizio avevamo chiesto la sospensione dei dirigenti imputati, a tutela della dignità e credibilità della polizia di Stato. Alcuni dirigenti sono stati invece addirittura promossi e oggi si trovano a coprire incarichi delicati e di altissimo livello con il peso di condanne di secondo grado molto gravi e in aggiunta l’interdizione dai pubblici uffici. Le dimissioni o la sospensione dagli incarichi ci sembrano a questo punto una questione di lealtà ai princìpi della democrazia, oltre che l’unico segnale chiaro da inviare a tutti i cittadini affinché episodi del genere non si ripetano. E attendiamo ancora le scuse da parte dei vertici dello Stato.

    Genova, 19 maggio 2010

    Comitato Verità e Giustizia per Genova

    UNA SENTENZA PREZIOSA, ORA LE DIMISSIONI
    Ci sono voluti nove anni e due sentenze, ma alla fine il tribunale di Genova
    ha dato forma giudiziaria a una verità storica che già conoscevamo: alla scuola
    Diaz il 21 luglio 2001 furono violati i corpi, le leggi, la Costituzione, l’idea stessa dello stato di diritto.
    Un orrore incompatibile con la nozione di
    democrazia. Perciò la sentenza di martedì sera, con le condanne che
    colpiscono per intero la catena di comando, è importante e preziosa: ripristina
    un principio di verità e di equità, può essere un punto di risalita per le
    istituzioni.
    Già all’epoca del rinvio a giudizio avevamo chiesto la sospensione dei
    dirigenti imputati, a tutela della dignità e credibilità della polizia di
    Stato. Alcuni dirigenti sono stati invece addirittura promossi e oggi si
    trovano a coprire incarichi delicati e di altissimo livello con il peso di
    condanne di secondo grado molto gravi e in aggiunta l’interdizione dai pubblici
    uffici. Le dimissioni o la sospensione dagli incarichi ci sembrano a questo
    punto una questione di lealtà ai princìpi della democrazia, oltre che l’unico
    segnale chiaro da inviare a tutti i cittadini affinché episodi del genere non
    si ripetano. E attendiamo ancora le scuse da parte dei vertici dello Stato.
    Genova, 19 maggio 2010
    Comitato Verità e Giustizia per Genova


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