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giovedì 28 gennaio 2010 e inserito in Politica, Diritti.
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“No all’apertura in Toscana di un Centro di Identificazione ed Espulsione”. Lo ha detto la capogruppo di perUnaltracittà
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Assolutamente non posso che essere daccordo, pero’ occorre fare corretta informazione sulla questione perchè la gente si sorbisce la propaganda del regime partitocratico e non si rende conto della realtà , di come veramente stanno le cose: i CPT e CIE sono LAGHER dove si violano i piu’ elementari diritti umani; con questo non voglio dire che non ci sia la necessità di una gestione efficente del fenomeno immigratorio ma queste soluzioni sono assai peggiori del problema.
Un idea potrebbe essere quella di aggregare tutte le associazioni che fanno volontariato sul territorio (laiche e non) creando un organismo consultivo e di coordinamento, dando a loro strumenti e risorse per contribuire all’ accoglienza e il monitoraggio dei migranti che chiedono aiuto, in collaborazione con le forze dell’ ordine che si farebbero carico di intervenire in eventuali situazioni di conflitto che dovessero nascere; inoltre si potrebbero destinare i beni e le risorse immobili e liquide sequestrate alla mafia a disposizione delle suddette associazioni. Solo un idea grezza anche se forse troppo… idealista.
Come si puo’ criminalizzare uno stato di disagio e difficoltà ? Si tratta di una emergenza sociale che richiede uno sforzo di solidarietà e di mantenimento del rispetto di regole in equilibrio tra diritti e doveri, NON di una emergenza criminale! Quella c’e’ ma a causa di ben altri soggetti….