Ore 12.00: “Pigiamata” di protesta a Palazzo Vecchio. Ecco i numeri e i motivi

Presidio in pigiama davanti a Palazzo Vecchio

ed sans-serif;”> per ricordare al Comune che tutti hanno diritto ad un letto: senza dimora, order  sgomberati, ask occupanti sono persone umane e cittadini che l’Amministrazione ignora, dimentica o tormenta in nome della sicurezza.

I bambini e le bambine del Luzzi, costretti a vivere senza casa

I bambini e le bambine del Luzzi, costretti a vivere senza casa

Come associazioni e cittadini preoccupati dei tanti senza casa e senza tetto della nostra città, oggi siamo in pigiama di fronte al Comune per riportare l’attenzione sui dati di un’emergenza umanitaria inaccettabile in una Firenze che si dice “culla di civiltà”:

* più di 500 persone senza fissa dimora vivono per strada, trascinandosi da un luogo all’altro in cerca di riparo, anche in questi giorni di freddo e pioggia.

* circa 200 richiedenti asilo, profughi da paesi in guerra o perseguitati politici, sono costretti a occupare edifici abbandonati.

* altre decine di famiglie italiane e straniere trovano nell’occupazione abusiva l’unico modo di realizzare il loro diritto alla casa, altrimenti precluso ai più poveri in un mercato immobiliare proibitivo.

* l’ex sanatorio Luzzi a Pratolino è occupato da anni da una comunità multietnica di cui le amministrazioni si ricordano solo per parlare di sgombero.

* un centinaio di rom rumeni, tra cui neonati e anziani malati, sono stati buttati letteralmente in mezzo ad una strada dopo la “bonifica” dell’area Osmatex nel comune di Sesto, senza che nessuna istituzione pubblica abbia mosso un dito per trovare loro una sistemazione

La "pigiamata"

La "pigiamata"

L’amministrazione di Firenze non ha mai affrontato con impegno e in modo organico questi problemi, limitandosi a fornire qualche posto letto, riservato ai “buoni”, nelle stagioni più fredde. Anzi, il Comune ha tolto ai “barboni” la possibilità di avere la residenza, costringendoli automaticamente ad una vita da invisibili, senza lavoro e senza diritti.

Nemmeno il freddo polare ha convinto il Sindaco a rispondere ai nostri pressanti appelli per tenere aperte le stazioni di notte o far montare un tendone dove poter accogliere queste persone, come già avviene in altre città, persino quelle governate dalla destra come Roma e Milano.

Si aspetta forse la morte di qualcuno per poter piangere lacrime tardive e finalmente prendersi la responsabilità di un doveroso intervento?

Queste le azioni urgenti che chiediamo al Sindaco e alla Giunta:

* firmare un’ordinanza per l’apertura notturna delle stazioni ferroviarie e mettere in atto altre forme di assistenza;

* attivarsi con il Prefetto per reperire edifici dismessi e inutilizzati dove possano essere accolti temporaneamente , anche di giorno, i tanti senza dimora della città.

* ripristinare la possibilità di assegnare la residenza presso le associazioni.

Chiediamo anche di cessare ogni sgombero che non preveda per gli occupanti soluzioni alternative adeguate e concordate e di accelerare la creazione di una struttura per i richiedenti asilo.

Chiediamo infine per Firenze una vera politica di solidarietà, accoglienza e convivenza civile, che non calpesti nessun diritto in nome della legalità.

Fuori Binario, Mariapia Passigli, Associazione Aurora Onlus, Convergenza delle Culture, Saverio Tommasi, Ornella De Zordo, Associazione Periferie al centro, Movimento di lotta per la casa, Comunità di Base dell’Isolotto, Enzo Mazzi, Piero Colacicchi, OsservAzione, Centro di documentazione Carlo Giuliani, Alessandro Santoro, Comunità di Base delle Piagge, Cantieri Solidali, Fondazione Michelucci, perUnaltracittà, CPA Firenze sud, l’Altracittà, Sandro Targetti, Cristiano Lucchi

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1 Comment

  1. Maurizio Sarcoli

    ecco per il Comune e adesso per la curia: con tutti gli immobili che ha a disposizione perché la curia non ne mette uno o più per accogliere chi rischia di morire per il freddo di questi mesi? I valdesi hanno accolto adirittura in chiesa la maggioranza dei rom cacciati dall’area osmatex di sesto.
    Perché i cattolici non fanno altrettanto, eppure è scritto

    Il testo: Matteo 25,31-46

    “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

    Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

    Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

    Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.”

    Già ma che sciocco che sono, queste è la teroria, in pratica l’unica cosa importante è che non si tolga il crocefisso e si obbedisca ai superiori, che ipocrisia che Fetòri!

    Maurizio Sarcoli

    Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

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