Enrico Rossi: «Sì ai Centri di identificazione ed espulsione per gli stranieri»

Chi non conoscesse la realtà dei CIE legga questa inchiesta di Fabrizio Gatti pubblicata sull’Espresso.

di Agata Finocchiaro

Un centro di identificazione

Un centro di identificazione

Sì al Cie, order con molti se e molti ma. È la posizione espressa ieri dal candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Enrico Rossi, nel corso della tappa elettorale pratese. E non solo: Rossi ha chiesto un accordo Italia-Cina per regolare i flussi di immigrati.

Da Prato, divenuta simbolo della crisi del manifatturiero e della débacle del centrosinistra, che a giugno scorso, per la prima volta dopo 63 anni, ha perso le amministrative, è partito il tour elettorale di Rossi, dopo la «prima» a Pisa. «Non siamo contrari ai centri di identificazione ed espulsione — ha precisato Rossi — purché vengano rispettati i criteri di umanità e di accoglienza. Se ci presenteranno una richiesta ufficiale siamo pronti a discuterne, altrimenti vuol dire che nemmeno dall’altra parte c’è una reale volontà». Ma chi dovrebbe presentare la richiesta di istituire un Cie? «Se il sindaco Cenni è davvero favorevole al centro immigrati ne discuta con Maroni, che presto sarà a Prato per la firma del nuovo Patto per la sicurezza».

Più che una tappa elettorale, un tour de force quello di Rossi, che tra mercoledì e ieri ha incontrato il prefetto, il presidente della Provincia, il sindaco di Prato e quelli dei sei comuni della provincia, i segretari dei sindacati confederali e i rappresentanti di industriali, commercianti e artigiani. Non per parlare di programma elettorale ma per raccogliere le loro istanze. Al centro del carnet de doléances il problema dell’immigrazione e del lavoro. «Non basta la lotta all’illegalità — sottolinea Rossi — se non si rimuovono le cause. Il nostro governo dovrebbe stipulare un accordo con la Cina, come ha fatto con la Libia. Se sarò eletto lo chiederò tutti i giorni e non mi accontenterò di sentir rispondere che la Cina non riesce a controllare i flussi migratori, perché sappiamo bene che controlla ogni singola cosa che esce dai suoi confini».

Enrico Rossi, candidato presidente del centro-sinistra toscano

Enrico Rossi, candidato presidente del centro-sinistra toscano

«La realtà di Prato è una realtà molto problematica — aggiunge — Il numero di clandestini cinesi è stupefacente ed è doverosa l’integrazione: si può favorire l’incontro fra la domanda di materie tessili dei confezionisti cinesi e i produttori pratesi di filati e tessuti». Per combattere la contraffazione del made in Italy, Rossi ha poi lanciato la proposta di costituire, d’intesa con la guardia di finanza, un laboratorio che testi l’origine e la composizione dei prodotti cinesi e valuti il grado di pericolosità per la salute. Infine, la bocciatura al tetto del 30% di stranieri nelle aule scolastiche, annunciato dal ministro Gelmini. «Come si può applicare un provvedimento del genere in una città in cui ogni anno il 37% dei bambini nati in ospedale è figlio di immigrati? Si tratta — conclude l’assessore-candidato — di una misura adottata negli anni Settanta negli Stati Uniti e già fallita».

Per il coordinatore provinciale del Pdl Riccardo Mazzoni, «la visita di Rossi, sembra quella di Alice nel Paese delle meraviglie, improvvisamente esiste un problema cinese. Il Pd toscano dovrebbe sconfessare le posizioni dei dirigenti nazionali contro la politica dei respingimenti e la legge sull’immigrazione voluta dal governatore uscente Martini».

[Fonte Corriere Fiorentino]

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13 Comments

  1. Laura Nocera

    i CIE non possono avere umanità ed accoglienza perché stanno trattando come merce esseri umani che vogliono migliorare il loro futuro. Dovremo creare accoglienza e con quella creare lavoro, i CIE hanno una radice disumana perché non considerano tutti allo stesso livello, solo perchè manca un documento un essere umano che cerca rifugio diventa un delinquente, un illegale, deve pagare e poi essere espulso, come una pustola della società, come ci si fa ad aspettare umanità ed accoglienza dai CIE un’affermazione del genere denota ignoranza o è solo ipocrisia e paura di perdere le elezioni perché non si hanno altre risposte all’urgenza degli imprenditori e dei disoccupati è molto triste….
    ma siccome non mi piace solo lamentarmi o criticare mi immagino che si potrebbe affrontare (chiaramente senza avere i dati certi, ma è una proposta)

    gli immigrati che arriviano qui possono essere accolti nei miliardi di edifici da ristrutturare, impegnare ditte edili che li ristrutturino con l’aiuto degli immigrati senza lavoro (anche quelli che non hanno il documento) che a scambio di cibo, cure, alloggio, formazione e inserimento lavorativo dopo un tot di tempo che prestano la loro forza lavoro a scambio, così facendo il comune mette i finanziamenti che investirebbe in CIE nella ristrutturazione dei tanti edifici abbandonati, le ditte edili avrebbero lavoro, gli immigrati potrebbero sentirsi in grado di dare aiuto mentre lo ricevono per costruirsi un futuro migliore.
    Credo che ci sentiremmo meglio tutti.
    e così potremmo fare anche nell’ambito ospedaliero, turistico, ecc…. pensando a tutti. oggi con questa crisi non si può continuare a pensare ai pochi escludendo i molti non si potrà più farlo non più……

  2. Maurizio Sarcoli

    Con questa dichiarazione ha perso il mio voto, certo è uno solo, ma cercherò di convincere anche altri a non votarlo. Non certo epr votare il centrodestra, ma qualcuno che non accetti di chiudere dentro una galera chi ha la sola colpa di essere nato nella parte ‘sbagliata’ di mondo. Maurizio Sarcoli

  3. Caterina

    gentile sig. Rossi, lei che sembra oggi affacciarsi alla realtà dei lavoratori migranti nella nostra Regione forse non sa che la maggior parte delle ditte cinesi lavora a cottimo per importanti ditte italiane che pagano i lavoratori stipendi da fame e poi vendono i prodotti a prezzi da favola nelle eleganti strade del Centro di Firenze e di altre capitali. Spesso in ogni caso il prodotto viene solo finito in Italia perché è fatto quasi totalmente in altre parti del mondo. Meccanismi da nuovo schiavismo di cui è impossibile non tenere conto se si vuole veramente incidere positivamente sul lavoro migrante in Italia. Se intende andare al di là della solita politica superficiale, negligente e complice indaghi veramente sui “mandanti” di una catena produttiva vergognosa. Riguardo poi alla vergognosa misura di un tetto del 30% di alunni nelle nostre scuole anche qui veramente non basta essere contrari, ma sono necessarie politiche educative adeguate. Guardi i tassi di insuccesso scolastico degli alunni non italofoni e i tassi di abbandono scolastico e li confronti con i tassi degli alunni italiani e capirà che la scuola italiana è una scuola per pochi. Oggi l’Italia si trova divisa tra un governo di destra razzista e pericolosamente inetto e una sinistra (anche locale) che perpetua la politica del “non voglio sapere, non voglio vedere”, ma la mancanza di supporto reale è una delle più vergognose forme di discriminazione della nostra società e procurerà ingenti danni sociali ed economici.

  4. Catia

    Gentile sig Rossi ma lei sa quanti sono gli italiani che si dicono di sinistra e tengono da anni lavoratori extracomunitari al nero e che quando potrebbero regolarizzarli invece li mandano via? e quanti dopo aver perso il lavoro a causa della crisi hanno la sfortuna di veder scadere il permesso di soggiorno dopo i canonici sei mesi?
    Ho sempre votato a sinistra, ma non mi riconosco più in nessun partito e ho deciso che non andrò più a votare: almeno fino a quando la sinistra non si riapproprierà di quei valori umani che sono stati persi da questa squallida politica.

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  6. VALENTINA

    Certo che il fondo sembra proprio senza fine!! Se mai lo toccheremo sara’ sempre troppo tardi. Caro sig. Nessuno, il mio voto non l’avra’.

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