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domenica 12 luglio 2009 e inserito in .
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di Franca Selvatici
L’ex assessore all’urbanistica di Firenze Gianni Biagi (Pd), indagato per corruzione nell’inchiesta dei carabinieri del Ros sulla urbanizzazione dell’area di Castello per essersi messo, secondo le accuse,
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E’ brava la giornalista e coraggiosa, anche se è il suo mestiere, a mettere il naso e scrivere un articolo su un argomento così scottante come quello dell’affaire Castello. Sono contento che i giornalisti e i magistrati si occupino di portare a galla la verità , sempre che ci riescano!
Puzzo di bruciato c’era e ce n’è ancora. Occorre continuare nelle indagini e cercare di tirare le somme per avere una conclusione prima che i protagonisti impestati guariscano ed attacchino la peste a chi cerca di perseguire i loro misfatti.
A questo proposito vorrei, cogliendo l’opportunità dei commenti agli articoli proposti in questa sede (ma forse non è la sede giusta), rilanciare sul tema, molto più complesso delle scelte in tema di energia ed infrastrutture.
Da una parte, ho visto riapparire al tg1 economia di oggi l’odiosa faccia del ministro Scaiola a sposorizzare il nucleare di terza generazione (perchè lui personalmente non fa a tempo a godersi i frutti di quello di IV^, morirà infatti e lo spero vivamente sicuramente prima ), prodotto in Francia e riciclato in yugoslavia.
Dall’altra è riapparso il buon Razzanelli, con una proposta di referundum sull’attraversamento in superficie della TAV a Firenze. Temi entrambi problematici e subdoli. Non avrebbero dovuto neanche essere posti.
Tuttavia ci ritroviamo a doversi ancora dividere e confrontare con quesiti e problemi di questo tipo, come se la vita non ci ponesse alcun altro problema, più grave, risolvibile solo attraverso una scelta personale. Probelmi di questo tipo, dovrebbero essere affrontati a livello politico, nell’interesse pubblico e nell’interesse delle future generazioni.
Chi, amministrando, devia dalla strada maestra e fa l’interesse proprio invece di quello della collettività dovrebbe essere prima processato giudicato e punito, se lo merita, in modo esemplare ed inequivocabile.