Torbida Publiacqua: 6 milioni di troppo

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Publiacqua ci deve restituire più di 6 milioni di euro. Lo ha sentenziato il Co.Vi.Ri. – Comitato Nazionale per la Vigilanza sulle Risorse Idriche – lo scorso luglio, caricandola sulle bollette. L’Aato 3, Autorità di Ambito territoriale ottimale che comprende 53 comuni nelle province di Firenze, Prato e Pistoia e parte di Arezzo, per un totale di 1.200.000 abitanti, nel marzo 2007 aveva in sostanza ceduto alle richieste di Publiacqua, che pretendeva ricavi a parte per alcuni servizi. Secondo l’azienda si trattava di attività extra, che il Co.Vi.Ri. ha invece ritenuto del tutto ordinarie e già previste dal contratto di gestione del Servizio Idrico Integrato, in concessione a Publiacqua per 20 anni, fino al 2021. Nella stessa delibera contestata, l’AAto afferma di non condividere le richieste della s.p.a., ma di arrivare all’accordo sulla cifra di 6,2 milioni per timore di guai peggiori, come lunghi contenziosi legali, con aggravio di spese e conseguenti possibili aumenti. Ma questa delibera ‘di compromesso’ non è piaciuta ai movimenti toscani per l’acqua, che hanno rivolto al Co.Vi.Ri. un puntuale esposto, firmato da Attac Firenze e Attac Chianti Valdelsa, ottenendo ragione. I 6,2 milioni di euro non sono dovuti, ha scritto il Co.Vi.Ri. il 16 luglio scorso, scaricarli sulle bollette è un danno per l’utenza e quindi l’Ato li deve recuperare. L’Ato ha preannunciato ricorso al TAR, sostenendo che non c’è nulla da restituire, perché ancora quei soldi non sono stati conteggiati in bolletta, ma lo saranno solo nel 2011, affermazione condivisa dall’assessore comunale alle partecipate Tea Albini, e dall’assessore regionale alle risorse idriche Marco Betti, sollecitato anche da interrogazioni di Forza Italia. Ma nella delibera di transazione bocciata dal Co.Vi.Ri. si legge: “il recupero finanziario del conguaglio a favore di Publiacqua avverrà nel periodo 2008-2010”, mentre nel successivo Piano di ambito, approvato a luglio 2007, i 6 milioni vengono fatti rientrare in un totale di conguagli vari – per più di 31 milioni – da recuperarsi “negli anni 2007-2011”. Del 2011 si parla solo relativamente agli interessi sugli stessi conguagli, per altri 2,3 milioni. E siamo a più di 33 milioni di euro di aumenti concessi a Publiacqua. Se nessuno dice bugie, sembra che come minimo ci sia un po’ di confusione su come vengono calcolate le tariffe. Del resto, come tutti i cittadini hanno verifi- cato sulle proprie bollette, dall’estate 2007 gli aumenti ci sono stati eccome, e molto evidenti: mediamente del 15%, con punte del 30%, e retroattivi dal gennaio 2007. Publiacqua in effetti ha chiuso il bilancio 2007 con un utile consistente pari a 5,7 milioni di euro, mentre nel 2006 l’utile era di nemmeno 50mila euro. Nell’esposto inoltrato al Co.Vi.Ri., i movimenti toscani per l’acqua lamentavano anche una scarsissima trasparenza sulle modalità di determinazione delle tariffe, venivano avanzati dubbi circa gli strumenti di misura del prelievo dell’acqua grezza da potabilizzare, e perplessità anche riguardo alla gestione ‘politica’ dell’Ato… vi si leggeva ad esempio che il precedente presidente – Luciano Baggiani – era stato rimosso dopo aver inflitto a Publiacqua una multa da 2 milioni per non aver fornito all’Ato le informazioni dovute per legge. Cosa succede adesso? Publiacqua tace, l’Ato non ha ancora presentato il ricorso al Tar, mentre le opposizioni di destra e sinistra in Regione e Comune di Firenze contestano la poca trasparenza di un rapporto dove controllori e controllati si mescolano. Comunque vada, appaiono sempre più chiari i limiti della gestione privata di un bene comune come l’acqua. Aumenti in bolletta, che vanno a colpire chi ha consumato meno. risparmio sull’organico con diminuzione della sicurezza e pesanti contestazioni dagli stessi lavoratori di Publiacqua, blocco degli investimenti su nuovi depuratori e quindi sulla qualità, richieste esose di conguagli su mancati ricavi a cui il controllore pubblico non sa o non vuole dire di no… Ogni s.p.a. è una società di capitali che per sua natura mira al profitto. In cambio di una maggiore efficienza – tutta da dimostrare – quanto è costata finora ai Comuni, cioè ai cittadini, la gestione del servizio idrico in mano a Publiacqua? E quanto potrà costare ancora da oggi al 2021? Per rispondere a questi dubbi allarmanti, il Forum e le Reti toscane per l’acqua pubblica chiedono che venga costituita subito una Commissione di inchiesta del Consiglio regionale, dove possano partecipare attivamente rappresentanti dei comitati dei cittadini per l’acqua pubblica e dei lavoratori di Publiacqua. La Commissione dovrà fare chiarezza su determinazione delle tariffe, canoni di concessione, contabilità, bilancio e contenziosi legali coi lavoratori. Per sostenere questa richiesta è stata lanciata una petizione, che ha già raccolto centinaia di adesioni, fra cui quelle di Alex Zanotelli e Alessandro Santoro. La petizione si può firmare anche on-line all’indirizzo www.firmiamo. it/aquaveritastoscana oppure sul nostro sito www.altracitta.org.

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