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giovedì 10 gennaio 2002 e inserito in Diritti.
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Il 28 di novembre 2001 è stato emanato dalla Questura di Firenze un decreto di espulsione a carico di cinque persone, in attesa ormai da un anno e mezzo di essere regolarizzate, alle quali il Comune aveva dato piena disponibilità (cfr.Altracittà 12/2001). Tutto ebbe inizio un anno e mezzo fa, quando vennero smantellate le “draghe” nel quartiere delle Piagge e le famiglie Rom che vi abitavano vennero spostate, provvisoriamente, in un campo allestito dal Comune, denominato “Olmatello 2”. L’assessore Monciatti ci riferisce che: “Dopo qualche mese dall’operazione alle “draghe”, erano arrivate al Comune notizie ufficiose, con cui si faceva presente che molti di coloro che erano stati spostati non avevano la certezza del rinnovo del permesso di soggiorno. Il Sindaco inviò tre lettere: al Ministro degli Interni, al Prefetto Serra e al Questore, a quell’epoca Di Stefano, chiedendo che ai gruppi Rom storici delle Piagge fosse concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari. L’opera assistenziale da parte del Comune proseguì e vennero coinvolte alcune associazioni, l’A.R.C.I., la Caritas e la Madonnina del Grappa. A settembre di questo anno il Sindaco ha chiesto al Prefetto Serra la creazione di un “tavolo di dialogo” dove fosse posta la questione ed esplorata la possibilità di come ottenere questi permessi. Risposta? Sarebbe stato difficilissimo, da parte della Questura di Firenze, soddisfare questa richiesta. Il 28 novembre accade l’incredibile, alcune di queste persone, conosciute bene dal Comune ma sconosciute all’autorità giudiziaria, vengono fermate e condotte in Questura. Sono nate a questo punto varie iniziative: appelli da parte delle associazioni, un ricorso dell’avvocato che seguiva da tempo il caso dei rom, e un appello dello scrittore Antonio Tabucchi per giungere ad una rapida risoluzione di questa tragedia umana/istituzionale. A seguito di verifiche e di chiarificazioni, tra l’Amministrazione Comunale e la Questura, il decreto di espulsione è stato revocato e tradotto in una domanda di asilo che il Prefetto Serra vaglierà. Ci domandiamo quali ulteriori sorprese riserverà il futuro dato che le persone in questione abitano e risiedono in Italia da più di quindici anni (ce ne sono anche nate a Firenze) e che pertanto non possiedono i requisiti per accedere al permesso di asilo. La risposta a quando?
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