Premio “Raccontare la periferia”

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E’ stata prorogata al 25 gennaio la scadenza per la consegna dei testi del premio di diaristica “Raccontare la periferia”. Il premio nasce dall’esigenza di dare maggiore rilevo alle diverse realtà della periferia, non valorizzata a sufficienza, perché lontana dal centro storico, considerato ancora fulcro della vita cittadina. Le stesse associazioni e istituti che l’hanno organizzato, diversi tra loro per interessi e finalità, vogliono creare un rapporto di collaborazione tra una “realtà antica” impegnata nella cultura, che ha le proprie radici nel centro storico cittadino, ed una di periferia, dove nuove vite associative sono in continuo sviluppo, tentando di creare un equilibrio dall’incontro di culture ed esperienze differenti.
Alcuni membri della giuria che esaminerà i testi ci hanno spiegato il valore e l’importanza del premio. Maurizio Bossi pone l’accento sulle opportunità che la periferia offre grazie alle sue differenze “La sua ricchezza, – sostiene – costituita dalla possibilità di incontri, conflitti e speranze, è un grande patrimonio per l’intera città. Patrimonio che può essere la base della nascita di una nuova città, in cui le diversità diventino parte della vita e del bagaglio culturale di ognuno.” Anna Benedetti, la curatrice dell’importante ciclo di incontri letterari “Leggere per non dimenticare”, aggiunge: “La nostra intenzione è che dal cuore della periferia nasca la narrazione di se stessa, dando ai suoi fermenti culturali la possibilità di raccontarsi.”
Un’altra prospettiva ci è offerta dal presidente della giuria, lo storico Paul Ginsborg che considera l’invito alla descrizione della vita quotidiana di una grande città “un’iniziativa preziosa perché colma un grande vuoto di documentazione di vita urbana e di periferia”.
L’anima della città, quindi, non è morta, si è solo trasformata grazie alla fusione di etnie e culture che si sono incontrate fuori da una scenografia immobile quale ormai è il centro. Per questo è importante che partecipino al concorso anche cittadini stranieri, per mostrarci con i loro occhi una realtà che viviamo anche noi.

Il premio è indetto dall’Altracittà in collaborazione con il Gabinetto Vieusseux, il Centro Spazio Reale, il Gruppo 334, Leggere per non dimenticare, l’associazione Lettori della biblioteca Nazionale di Firenze e l’Archivio Diaristico Nazionale.

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